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Auditorium traboccante di tifosi (almeno 500) lunedì sera in Piazza Sant’Alfonso, a Pagani, per la presentazione del volume “Storia e storie della Paganese. Novanta anni di emozioni”, lavoro curato dai giornalisti Peppe Nocera, Nino Ruggiero e Barbara Ruggiero per festeggiare i 90 anni compiuti dal club nel 2016. Presenti tante firme prestigiose del giornalismo campano, tra cui Rino Cesarano e Maurizio Romano, oltre a moltissime vecchie glorie azzurrostellate (non mancavano anche ex presidenti e dirigenti) tra cui Gianni Simonelli, Renato Oteri, Gigi Di Giaimo, Mimmo Scala, Fabio De Sanzo, Gaetano Romano, l’ex tecnico Vincenzo Montefusco, artefice di una promozione in C1 sulla panchina della Paganese, Marco Fracas e tanti altri. Parterre d’onore anche per la squadra, presente al completo e accompagnata dal presidente Raffaele Trapani, dal responsabile dell’area tecnica Antonio Bocchetti, dal dg Filippo Raiola e dal tecnico Gianluca Grassadonia. In prima fila anche il sindaco cittadino Salvatore Bottone che ha portato il proprio saluto. Visibilmente emozionato patron Trapani, che ha aperto la manifestazione: “Quando ho preso in mano il club, mi ero ripromesso di portarlo in C in tre anni e ci sono riuscito. Ma la Paganese aveva una storia prestigiosa anche prima che arrivassi io. Mi auguro che si possa rivedere al Torre il pubblico di quel Paganese-Brindisi che ci portò in C2 (nel 2006, ndr). E chissà che in futuro non si possa coronare il sogno di quella serie B mai raggiunta in 90 anni di storia”.
Sul palco salgono poi anche Grassadonia, Bocchetti e il numero uno Vincenzo Marruocco. “E’ una bella serata che ci fa vivere un’emozione continua e che mi fa realizzare ancora di più cosa significhi far parte di questa magnifica storia – le parole del trainer azzurrostellato -. Non smetterò mai di ringraziare per questo il presidente Trapani che è da sempre la mia ancora e il mio fratello maggiore”.
Parole da tifoso vero anche per il sindaco Salvatore Bottone: “Lo confesso: sono emozionato. La Paganese richiama quella che è la nostra vita, ce l’abbiamo dentro. Ringrazio gli estensori del volume per aver fatto sì che vivessimo tutti questa splendida serata e che, sia i tifosi sia la città, si calassero in questo momento collettivo molto forte. Del resto la Paganese è l’emblema della nostra comunità. Raffaele – dice rivolto a Trapani – vai avanti. Fallo con ancora più forza e regalaci soddisfazioni sempre maggiori. Magari la B a cui accennavi!”.

Momento di commozione in sala quando a prendere la parola è Annamaria Torre, figlia dell’ex sindaco di Pagani e presidente azzurrostellato, Marcello, barbaramente assassinato dalla camorra nel 1980: “Il nostro è un cuore che viene da lontano: mio nonno Costantino è stato fondatore della Paganese. Papà ne è stato presidente oltre che dirigente della Figc. Sono onorata che i Paganesi abbiano sempre visto in lui il collante di una cittadinanza attiva e fiera, dal momento che papà era orgoglioso delle sue origini. E io stessa, quando sono fuori Pagani, difendo sempre la mia città e ostento la mia appartenenza”.
Sul palco si vede anche Gianni Simonelli, il cui intervento è anticipato dal saluto della Nocerina, la rivale di sempre che però, in questa occasione, non vuole mancare di rendere onori e meriti ad una storia così lunga e blasonata. A parlare poi è Vincenzo Montefusco che, da tecnico, traghettò la Paganese in C1 nel 1980, lasciandola al sesto posto l’anno successivo: “Vengo sempre qui con grande piacere perché ho vissuto con la Paganese due anni stupendi. Esserci 40 anni dopo rappresenta per me un motivo di grande onore. Alla fine sono sempre i giocatori a determinare tutto e qui ho vinto un campionato soprattutto per merito loro. Gli allenatori diventano bravi solo in un secondo momento. Potrei ricordare tanti aneddoti ma se penso, per esempio, a Facciorusso, mi convinco che di uomini così se ne trovano pochi. E vale anche per Oteri. Ebbi coraggio a far giocare Vulpiani ed i fatti mi diedero ragione. Se Fracas avesse avuto solo un po’ più di cervello (dice scherzosamente rivolgendosi verso l’ex attaccante azzurrostellato, ndr)…. Aveva qualità da grande calciatore e non esagero se dico che, tecnicamente, era più forte persino di Milik. Ma era romano e come tutti i romani…”. Quindi il taglio della torta, raffigurante il simbolo della Paganese, affidato a Raffaele Trapani insieme agli autori del volume. Una giornata, dunque, di grande emozione collettiva che resterà nella storia.
Stefano Sica
© FootballWeb – Riproduzione riservata
(ESCLUSIVE ED ALTRE ISTANTANEE DELLA SERATA NEL PROSSIMO MAGAZINE FBW)

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