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Servizio di Stefano Sica @riproduzione riservata
E’ stato presentato, presso gli uffici della sede sociale di Via Filettine, il nuovo tecnico della Paganese, Salvatore Matrecano. Una promozione dalla Berretti arrivata al culmine di una stagione positiva per i piccoli azzurrostellati. Nessun proclama, ma solo tanta voglia di lavorare e di accompagnare un progetto che dovrà stabilizzare la Paganese nei prossimi anni tra i professionisti. Magari recitando un ruolo da protagonista come è accaduto nell’ultima stagione. Da definire lo staff: per ora, con Fabio De Sanzo vice allenatore ed Enrico Limone trainer dei portieri, ci sarà da ufficializzare il nuovo preparatore atletico. Alla conferenza stampa era presente anche il nuovo team manager, Eugenio Galasso, lo scorso anno al Savoia.

L’EREDITA’ DI GRASSADONIA – “Intanto colgo l’occasione per salutare Gianluca. Il suo ottimo lavoro è sotto gli occhi di tutti. Sono consapevole del fatto che eguagliarlo sarà difficilissimo. Tuttavia non mi pesa nulla: questo campionato lo conosco. Contano il presente e il futuro. Spero di essere amato ed apprezzato per quello che farò. Da parte mia non c’è alcuna sfida. Mi sono sentito molto onorato quando la società mi ha chiamato per allenare la prima squadra. Voglio regalare una gioia a questa città: magari non arriverà nell’imminente, ma la mia promessa è questa. Ci vorrà tempo e chiediamo pazienza. Magari il tifoso ora si aspetta il settimo posto dopo l’ultima cavalcata. Ma dobbiamo capire tutti che la futura Paganese vuole valorizzare dei giovani e far divertire i tifosi. Alcuni dei ragazzi della Berretti verranno con noi in ritiro”.
IL PROGETTO – “Nel calcio si fa fatica a parlare di progetto, la gente non si fida più di questa parola. Tuttavia il presidente non aveva mai fatto in tanti anni di Lega Pro un contratto triennale ad un allenatore. Questo mi riempie di orgoglio. Faremo crescere qualche giovane fatto in casa: molte società si sono ritrovate a partire da zero e questo non è mai semplice. Ci vorrà il giusto mix tra calciatori di categoria e 5-6 ragazzi che stiamo valutando. Vorremmo avere fra un anno un gruppo di 8-9 undicesimi da cui ripartire”.
ASPETTO TATTICO – “Intanto qui porto il mio entusiasmo. Poi dipende da cosa avrò a disposizione perché i numeri contano relativamente. Grassadonia ha cambiato più volte assetto durante l’anno, con grandissimi risultati. Ecco, anche io non sono un monotematico. Parto da un’idea, ovvero il mio modulo si avvicina a quello iniziale di Grassadonia (4-3-3, ndr). Ma, se si dovrà fare qualcos’altro, si farà. Ora devo aspettare la rosa al completo, partendo dalle riconferme. Vorrei che rimanessero tutti, visto l’andamento della squadra nell’ultimo campionato. Ma so che non sarà possibile. Magari molti, anche a livello empatico, potranno considerare la loro esperienza finita e proveranno a cimentarsi in altri lidi. Tuttavia stiamo lavorando su una base. Ed è chiaro che un po’ tutti gli allenatori vorrebbero affidare quattro ruoli fondamentali a giocatori esperti: portiere, difensore centrale, centrocampista e prima punta. Ed è chiaro che, dipendesse da me, vorrei la squadra completa già al ritiro con 20 elementi pronti per lavorare. Ma mi rendo conto che bisognerà fare i conti con tanti aspetti”.
GLI INSEGNAMENTI DI ZEMAN – “Io e il direttore Bocchetti veniamo da una scuola zemaniana, anche se non priva di “prudenza”. Ne abbiamo passate tante e, infatti, col tempo abbiamo imparato a coprire alcune lacune difensive, lavorando di più sulla prima fase. Bisogna provare a creare un bel gioco, ma cercando comunque di non prenderle. Il nostro maestro se vinceva 10-9 era felicissimo. Io e Antonio lo eravamo un po’ di meno”.
IL RITORNO IN PISTA – “Ho lasciato il mondo del calcio per 2-3 anni, ma intimamente non l’ho mai abbandonato. Sono stato in giro a fare aggiornamenti, a vedere partite ed allenamenti. Poi si sa che si fa fatica a rientrare e ho dovuto aspettare il mio momento. Anche perché le panchine sono sempre di meno e gli allenatori sempre di più. Chi ha una panchina se la tiene stretta e non si dimette”.
Sono poi intervenuti Antonio Bocchetti e Filippo Raiola, rispettivamente responsabile dell’area tecnica e direttore generale del club azzurrostellato, i quali hanno fatto il punto sul mercato in entrata. Tante le idee, ma difficili da concretizzare come rivelato da entrambi. Insomma, è un momento di transizione complicato verso la costruzione della nuova Paganese e lo stesso Bocchetti non usa tanti giri di parole.
DIFFICOLTA’ ATTUALI – “Abbiamo proposto un contratto a più di un giocatore. Per adesso stanno aspettando. Ci siamo dati un termine dopo aver parlato con loro e i rispettivi procuratori. A qualcuno abbiamo proposto un triennale ma poi non avremo più intenzione di aspettare. Se potremo fiondarci su altri obiettivi, a questo punto lo faremo. Parliamo di giocatori importanti, che hanno fatto benissimo e che potrebbero sposarsi col modo di giocare del mister. Era giusto aspettarli ma non siamo neanche l’ultima società in Italia. Purtroppo la riconoscenza nel calcio non esiste. In molti non erano tanto considerati a settembre: Firenze lo hanno quasi regalato, Cicerelli si è consacrato qui dopo ottimi campionati. Alcibiade ha firmato con noi a settembre: dopo Lecce, non lo voleva nessuno. O, se lo volevano, forse non era contento lui. E’ chiaro che, dalla settimana prossima, se troveremo un profilo che possa sostituirlo, lo faremo. Alcibiade è libero, mentre Firenze è normale che dopo un’ottima parentesi con noi, e 10 gol, possa avere delle richieste. Noi non possiamo fare più di tanto: abbiamo parlato col Crotone e col ragazzo ma bisogna sposarsi in tre. Anche a Reginaldo abbiamo proposto un contratto. Prima di Pagani, aveva fatto sempre 5-6 gol al massimo. Qui ne ha fatti 11. De Santis? Ora è difficile parlare col Milan visto che ha priorità diverse come il caso Donnarumma. E’ una società che si sta organizzando. Noi vorremmo tenerli e abbiamo richiesto il prestito di tutti, compreso Tascone che ha fatto benissimo con noi. Con l’entourage non ci sono problemi ma dovremo aspettare il Genoa. Siamo al 5% della rosa ma, fosse dipeso da noi, avremmo chiuso almeno una decina di operazioni. Carcione? Ora è libero. Con noi ha fatto benissimo a suo tempo, quest’anno di meno anche per via di problemi fisici. Valuteremo, ma vogliamo prendere qualche giocatore più giovane”.
GIOCATORI SOTTO CONTRATTO – “Partiranno con noi: Cicerelli, Della Corte e Maiorano. Dalla B ci sono stati dei sondaggi per Cicerelli. Se arriva un’offerta allettante, non ci opporremo alla cessione perché siamo abituati a valorizzare i giocatori. Altrimenti resta qui. Abbiamo sondato i profili di alcuni calciatori nuovi già un mese fa: c’era la disponibilità di tutte le parti in causa ma spesso i presidenti cambiano strategie appena vanno via direttori o allenatori. E quindi si stravolge ogni discorso. Noi, per cause di forza maggiore, non abbiamo mai dato una continuità tecnica alla rosa. Invece l’anno prossimo il nostro obiettivo sarà quello di iniziare con almeno 10-12 giocatori di nostra proprietà. Per questo faremo contratti pluriennali, partendo però da una base giovane. Tutti parlano di giovani, noi li abbiamo fatti concretamente giocare. E loro ci hanno regalato i play-off. Prima avevamo difensori più navigati e ci hanno portato 11 sconfitte. Il giovane quando è motivato dà qualcosa in più. Tuttavia vogliamo ragazzi di qualità, non certo le seconde o terze scelte”.
CAPITOLO PORTIERI E PESTRIN – “Con Marruocco dovremo parlare, viene da una pulizia al menisco. Ci confronteremo. Liverani vuole riavvicinarsi a casa e andrà via. Noi vorremmo un portiere di esperienza e un altro da valorizzare. Parleremo anche con Pestrin, ma si avvicina ai 39 anni. Per come si è comportato e come ha giocato, meriterebbe tanto. Ha fatto cose incredibili e, dal primo giorno che è stato con noi, avrà saltato un solo allenamento. Ma per una questione di età, dovremo fare le nostre valutazioni”.
Spazio poi al Dg e amministratore Filippo Raiola: “Andremo in ritiro al Beniamino Ubaldi di Gubbio – sottolinea -. Abbiamo anticipato diverse società che avevano optato per quel posto. La struttura è bloccata dal 10 luglio”.
SUL MERCATO – “Il nostro direttore ha indicazioni ben precise. Ma la Paganese non farà la ruota di scorta di nessuno. Negli anni scorsi abbiamo sbagliato qualcosa. Da quest’anno posso dirvi che non faremo più favori nè a giocatori nè a procuratori. Vorrei avere a che fare sempre con tanti signor Guercini e tanti Francesco Deli. Sono persone che hanno rispettato chi ha dato loro una mano. Guercini ha creduto nel nostro presidente e nella Paganese. Noi non vogliamo sfasciare nulla. Molti giocatori non sono di proprietà della Paganese e i rinnovi di contratto li abbiamo proposti. Reginaldo è un mio intimo amico ma è venuto qui dopo una lunga inattività e abbiamo dovuto metterlo a posto. E ha segnato 11 gol. Il rinnovo glielo abbiamo proposto una vita fa. Quindi non voglio sentire il verbo “sfasciare”. E non ci abbatteremo se lui, Alcibiade o altri non faranno più parte della Paganese. Ai tifosi, che ringrazio, dico di avere fiducia in noi. Cercheremo di ricostruire con più furbizia e cattiveria. Piaceri a qualcuno con la pancia non ne faremo e tutti verranno qui alle nostre condizioni”.

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