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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
E’ un Milan spavaldo e sicuro di sé quello andato in scena questa sera al San Paolo contro il Napoli, capace di fare ciò che nessun’altra squadra fino ad ora era riuscita a fare in questo stadio: imporre il proprio gioco. Due fuorigioco sbagliati, però, e una netta differenza di qualità nello stretto, hanno condannato i rossoneri all’ennesima sconfitta contro una big del campionato, che per fortuna, dopo questa, sono finalmente finite. Dall’altra parte il Napoli si porta a 35 punti in campionato, allungando cosi sulle rispettive inseguitrici e ringraziando (in parte) la Roma per aver stoppato una Lazio davvero troppo in forma.

In terra partenopea il Milan arriva carico di convinzione e personalità, fattori che partita dopo partita stanno prendendo piede a vista d’occhio in casa rossonera. Possesso palla, compattezza e una buona fase difensiva (condannata solamente da quei due fuorigioco mal calcolati): questi sono stati i tre punti a favore di questo Milan, che però, a livello qualitativo, è venuto ancora una volta a mancare negli ultimi 16 metri, dove solo un eurogol di Romagnoli, ha permesso ai rossoneri di trafiggere Reina. La cosa che ha colpito di più della squadra di Montella, è stato il crederci sempre, anche sotto di due reti. Di solito, infatti, il Milan una volta preso il primo gol era propenso al disunirsi e al perdere la fiducia in se stesso. Tale pecca, questa sera, è stata del tutto eliminata. Gli ospiti infatti hanno sempre mostrato di rimanere in partita, mantenendo per più tempo il pallino del gioco in mano e provando a costruire occasioni anche appena dopo un gol subito. Al di la del risultato, è un iniezione di fiducia niente male in vista del calendario che attende i rossoneri, che dopo aver affrontato tutti gli scontri diretti (unica tra le big), si trova davanti una serie di partite abbordabili, quali Torino, Benevento, Bologna e Verona. Un filotto di partite tutte da giocare e soprattutto da vincere, a partire da giovedì, quando il Milan sarà chiamato in causa al San Siro contro l’Austria Vienna, per chiudere definitivamente il discorso qualificazione in Europa League.

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