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Servizio di Valerio Lauri ©riproduzione riservata
Conciari… per le feste. Il Nola torna allo Sporting, dopo le due trasferte consecutive con San Tommaso e Santa Maria, nella maniera peggiore. A fare festa nell’impianto della città bruniana, è il Solofra. La squadra di mister Messina conquista subito il vantaggio con Rapolo e lo difende strenuamente per l’intera gara, rischiando sporadicamente di consolidarlo col raddoppio. Non sono mancati gli svarioni arbitrali del signor Vitale di Avellino. Trascinati nel buco nero arbitrale: un secondo rigore negato agli ospiti, due gol annullati e un mezzo rigore non concesso ai padroni di casa. Terza gara senza vittorie per i bianconeri, spenti in zona gol tanto da non riuscire ad insaccare il pallone nemmeno una volta negli ultimi tre turni. Non è mancata la fase di costruzione e una piccola reazione d’orgoglio, ma la salvezza prematura potrebbe aver scalfito le motivazioni. Quelle che, invece, i conciari conservano ben salde e che, coi tre punti portati via da Nola, acquistano vigore e convinzione.
ASSENZE E PRESENZE – Tante assenze per Agovino. Fermi ai box Russo, Esposito, Ianniello, tra gli altri. Non al meglio Latella. Nella difesa con Pellini, Albertini e Caccia, a sinistra va ancora una volta Alfieri. A centrocampo, un po’ a sorpresa, spazio al classe 2000 Di Meo che completa il reparto con Viviano e Sansone. In attacco, chance da titolare per Calamaio, nel tridente offensivo coi collaudati Marotta e Simonetti. Messina risponde con uno schieramento compatto, che fa della rapidità di Rapolo e Polichetti l’apriscatole, in collaborazione con la tecnica di Spina e l’esperienza di Del Grande. Ultimamente, però, al Nola accadono cose strane. A partire dalle designazioni arbitrali. Vedere designato un arbitro della sezione di Avellino per una gara col Solofra è quanto meno singolare. Non è la prima volta in tempi recenti, visto che, nel turno precedente col Santa Maria, il fischietto designato era di Battipaglia. Mera convenienza geografica o distrazione colpevole? Chissà.

SCELTA… VITALE – Certo è che il signor Vitale ha avuto la sua influenza sul match. Nulla da contestare al rigore concesso nei primissimi minuti: l’ingenuità della difesa bianconera nell’affossare Del Grande è palese. Poi, però, al minuto 24, Spina reclama un secondo calcio di rigore che probabilmente Vitale avrebbe dovuto concedere agli ospiti, in una fase di appannamento iniziale del Nola. Passano solo sessanta secondi e sul capovolgimento di fronte i padroni di casa trovano il gol. Pellini sfonda a destra e mette in mezzo, dove Simonetti anticipa tutti e beffa Giliberti. Vitale, però, annulla su segnalazione dell’assistente. Dalle immagini, pur non nitidissime, Simonetti appare quanto meno dietro la linea del pallone. Non è chiaro se la rete sia stata annullata per altri motivi (palla uscita dal campo?), ma il fuorigioco pare non esserci. Rapido avanzamento al quarto d’ora della ripresa: Marotta con un lob mette in difficoltà Giliberti, Viviano si fionda sulla respinta ma viene anticipato da un difensore del Solofra. Il calciatore ospite coglie sì il pallone, salvando la rete, ma la gamba appare alta e falcia di netto Viviano, che era in vantaggio sul tap-in. Ultimo episodio nei minuti di recupero finali: punizione di Sansone dalla destra, Caccia arriva sul pallone e nel parapiglia i calciatori bianconeri insaccano il pallone. L’assistente, però, segnala ancora una volta un fuorigioco. Difficile stabilire se ci fosse.
BUCHI NERI – Al netto di una direzione di gara non esattamente ineccepibile, restano alcune perplessità che aleggiano allo Sporting. I bianconeri vengono puniti nel loro punto di forza. Nell’arco del campionato, infatti, avevano mostrato di poter imprimere l’orma alle gare sin dalle prime battute, talvolta indirizzandole. Stavolta, la squadra di Agovino si affaccia al match in maniera leggermente distratta, favorendo la “voglia” solofrana di fare risultato. Ventiquattro sono i minuti di black-out che potrebbero consegnare agli ospiti un attivo ben più pesante dello 0-1. Alfieri a sinistra soffre la posizione assegnatagli per necessità. A proposito, che fine ha fatto Vanacore? Il terzino sinistro classe ’99 ammirato e lodato per gran parte del campionato è già scomparso da un paio di match. Probabilmente, le sirene e le attenzioni della primavera del Napoli, che già si erano fatte sentire, hanno avuto la meglio sul talentuoso ragazzo. Infortuni (veri o presunti) e procuratori ombra forse hanno trovato la tacita soluzione. Eppure, probabilmente, avrebbe potuto concludere quanto meno la stagione coi bianconeri, non abbandonando la nave come uno Schettino qualunque, seppure il Nola sia tutt’altro che naufragato. Va dato atto ad Agovino di essere riuscito a “mascherare” il problema, trovando soluzioni più o meno adeguate.
CERTEZZE – Quando Avino è il migliore in campo, è chiaro che qualcosa per il Nola non ha funzionato. Impossibile salvare il rigore di Rapolo, preciso e potente. Il primo intervento importante, però, arriva due minuti dopo, quando Polichetti sfonda a destra, nel fianco sanguinante della difesa bianconera, e apparecchia per Spina. L’estremo difensore bianconero, però, salva di piede con un riflesso da top della categoria. Non è l’unica occasione. In avvio di ripresa, Del Grande sguscia sul filo del fuorigioco, imbeccato da Polichetti, ma ancora Avino gli si oppone con un vero e proprio miracolo. Anche al 34′ della seconda frazione è prodigioso il portiere bruniano, quando nega a Di Zenzo un gran gol dalla distanza, con un colpo di reni straordinario. In un pomeriggio non esaltante, restano solidi altri elementi dello scacchiere. Pellini offre il solito potpourri di diagonali e spinte sulla fascia. Caccia ci mette grinta e volontà, mascherando la gara non perfetta di Albertini. Maturo, nel secondo tempo, mette in mostra la sua grinta, donando vigore al centrocampo. Viviano, svincolato dalla regia, si cala bene nei panni dell’incursore e solo un intervento difensivo tempestivo (forse irregolare) gli nega un gol già scritto. Anche Simonetti fa la sua parte, pur ingabbiato nella densità offerta dagli ospiti e chissà che la rete annullata non avrebbe consegnato un epilogo diverso alla partita.
MATURITA’ – Alla fine del match, un confronto tutto sommato pacato tra calciatori e tifoseria del Nola restituisce un’immagine di calcio maturo. Nonostante qualche episodio arbitrale dubbio, ancora una volta lo Sporting ha reagito con signorilità. Tenuto conto che altrove le minacce e le intimidazioni al direttore di gara di turno sono all’ordine del giorno, col Comitato inerme e talvolta assente, la piazza bianconera tanto vilipesa dai mille divieti di trasferta si rende onore ancora una volta. Nel turno di campionato, in cui risuonano fragorosi i tonfi di Faiano e Sorrento ed il mezzo passo falso del Cervinara al Canada, la sconfitta col Solofra resta nel limbo tra l’occasione sciupata e l’ennesimo episodio di giornata di “vendetta delle attardate” (San Tommaso, Sant’Agnello, Solofra e Castel San Giorgio). Di tutt’altro tenore le prossime sfide dei bianconeri, che richiederanno per forza di cose maggiori motivazioni. Faiano, Battipagliese, Sorrento e Palmese in rapida successione sono gare da concentrazione massima, oltre che scontri diretti per eventuali residue speranze di playoff. Flebili, ma non ancora del tutto sopite.
TABELLINO
NOLA – SOLOFRA 0-1
NOLA: Avino 7, Pellini 6, Alfieri 5.5, Di Meo 5 (6’st Maturo 6), Caccia 6, Albertini 5, Marotta 5.5, Viviano 6 (32′ Pisano 5.5), Simonetti 6, Sansone 5.5, Calamaio 5 (6’st Cafarelli 6). A disp. Vacchiano, Fiume, D’Avanzo, Latella. All. Agovino 5.5.
SOLOFRA: Giliberti 6, Bruno 6, Izzo 6.5, Arzeo 6, Esposito 6, Avallone 6.5, Rapolo 7 (38’st Tornatore s.v.), Liguori 6, Del Grande 6.5 (24’st Di Zenzo 6.5), Spina 7 (30′ Sollazzo 6), Polichetti 6.5. A disp. Gallone, Piscosquito, Scaglione Cuomo. All. Messina 7.
ARBITRO: Vitale di Avellino 5.
RETI: 5’pt Rapolo (rig.).
NOTE: Ammoniti Alfieri, Albertini, Marotta, Maturo, Rapolo. Spettatori 300 circa.

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