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Servizio di Valerio Lauri ©riproduzione riservata
Il calcio è uno sport per piedi buoni? E chi l’ha detto? A volte si vince anche con le mani. Nel caso del Nola, le manone che acciuffano la vittoria e la tengono stretta fino al minuto 96 sono quelle di Vincenzo Avino. Il portiere bianconero, a Sant’Agnello, si tramuta in muro umano e rintuzza tutte le offensive santanellesi, negando a più riprese il pari alla squadra avversaria, dopo il vantaggio bianconero firmato da Simonetti. Oltre i meriti individuali, i bruniani serrano i ranghi e fanno di necessità virtù, opponendo alla sfortuna dell’ultimo periodo una prova di compattezza e unione. Al Sant’Agnello resta l’amaro onore delle armi, in una partita generosa, ma tragicamente infruttuosa.
COSTIERA FELICE – La costiera pare portare bene alla banda di Agovino. Dopo la vittoria sfiorata a Positano, Sant’Agnello regala tre punti fondamentali in chiave salvezza e, magari, qualche speranza in ottica play-off. La matematica non fornisce ancora certezze per l’una nè voli pindarici per l’altra, ma il solco è tracciato e, con l’unione vista nell’ultimo periodo, vedere il bicchiere mezzo pieno è d’obbligo. La solidità vista allo Sporting con l’Ebolitana non era un’illusione. La stessa sensazione di un gruppo unito è arrivata anche contro i giovanotti di Nardo. Uscire dal momento complicato stringendosi attorno all’unica cosa che conta in classifica: i punti.
INGENUITA’ FATALE – La squadra del patron Negri ce l’ha messa tutta per racimolare qualche punto e tirarsi fuori dal periodo nero, che li ha portati a raccogliere solo 3 punticini nelle ultime nove giornate (gara col Nola compresa). Non è bastato uno spirito combattivo ai livelli massimi e talvolta pure oltre. Complice la direzione di gara troppo permissiva dell’arbitro Garofalo di Torre del Greco, la gara si è trasformata nei minuti finali in uno spettacolo vicino alla lotta greco romana. Tornando agli aspetti calcistici, l’emblema dell’intera gara è stato il primo tempo. I padroni di casa hanno condotto le operazioni per buona parte del match, pur rischiando in avvio su un taglio di Marotta alle spalle della difesa, chiuso in angolo all’ultimo istante. Il resto è impegno di Pelagione in attacco, e geometrie di Di Capua in mediana, ma col solo Breglia a mettere i brividi ad Avino con una bordata da distanza siderale. Come nel migliore dei thriller, il colpo di scena è dietro l’angolo, o meglio dietro il 40′. E’ il minuto nel quale Russo avvia un contropiede fulminante: Simonetti sbeffeggia la trappola del fuorigioco del Sant’Agnello, salta Belviso con astuzia e insacca a porta sguarnita. Una beffa colossale per gli ingenui padroni di casa.
MURO INSORMONTABILE – Chiusa la prima frazione e inaugurata la seconda, il Sant’Agnello per forza di cose intensifica la pressione. Le avvisaglie di un Avino in forma super arrivano nei primi minuti, quando Pelagione disegna un arco a giro che il portiere bianconero frusta oltre la traversa. Il massimo sforzo santanellese in attacco lascia praterie al contropiede bianconero. Due le occasioni importanti per il colpo di grazia. Dapprima una combinazione Russo-Simonetti che produce un tiro centrale dell’ariete. Poi lo stesso numero 9 bruniano si trasforma in assistman e restituisce il favore, ma Russo svirgola col mancino da buona posizione. Sarebbe potuta essere la pietra tombale sulle speranze dei padroni di casa, che invece si gettano all’assalto. Il classe 2000 Lauro si fa notare per intraprendenza e fisicità e, al 38′, incorna una rete già scritta nel tabellino. A cancellarla con un colpo di spugna fenomenale ci pensa Avino, che oltre al riflesso fulmineo sfodera un poderoso colpo di reni. A nulla valgono gli oltre 5 minuti di recupero concessi da un sempre più spaesato Garofalo, che nel finale concede qualche colpo proibito di troppo.
A fine gara, il volto di Nardo, che non ha potuto sedere in panchina causa squalifica, dice tutto. E’ il viso di chi ha visto la sua squadra dare il massimo e raccogliere nulla, in termini di punti. Resta, però, la sensazione che i costieri siano una squadra viva, pronta a difendere l’Eccellenza. Eccellenza che, con tutta probabilità e scongiuri concessi ai più superstiziosi, l’anno prossimo annovererà ancora il nome del Nola. Se le unghie e i denti mostrati negli ultimi turni resteranno intatti, la strada per la permanenza nella categoria è spianata. E chissà che, con un po’ di determinazione in più, non si possa sognare anche altro.
TABELLINO
S. AGNELLO: Belviso 6, Di Gregorio 6 (36’st Ercolano 6), Breglia 6, Di Capua 6, Buonomo 5.5, Longobardi 5, Ciardiello 6, Nocerino 5.5, Pelagione 6 (33’st Lazzazzara 6), Veniero 6, Scognamiglio 6 (14’st Lauro 7). A disposizione: Perrino, Lattuga, Gargiulo, Cannavacciuolo. All. Miniero (Nardo squalificato)
NOLA: Avino 8, Pellini 6, Vanacore 6, Maturo 7, Caccia 6.5, Albertini 6.5, Russo 6 (39’st Calamaio 6), Marotta 6, Simonetti 6.5, Sansone 6, Fiume 6 (23’st Latella 6). A disposizione: Esposito G., Viviano, Martinelli, Pisano, Cafarelli . All. Agovino
ARBITRO: Garofalo di Torre del Greco 4.5.
RETI: 40’pt Simonetti.
NOTE: Ammoniti Di Capua, Buonomo, Vanacore, Maturo, Fiume, Latella. Espulso Perrino. Allontanato Miniero. Partita a porte chiuse.

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