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Dici Nola 1925 e subito rievochi i fasti del calcio bruniano. I giorni del Comunale gremito, della Serie C e… del sogno svanito. Sì, perchè la realtà del calcio a Nola restituisce una fotografia fedele della città. Il calcio non assorbe più interessi, non attira investitori e la responsabilità, per massima parte, è del quasi totale disinteresse delle istituzioni bruniane nel dare allo sport cittadino il giusto ruolo.
Così come altri sport in città, anche il calcio deve lavorare a pane ed acqua e, senza lustrini e paillettes, si prepara ad allestire una stagione di Eccellenza 2017/18, che si preannuncia quanto meno ridimensionata. Dopo la salvezza acciuffata all’ultimo respiro, scansando i playoff, l’ormai ex presidente Ciccio Allocca aveva lanciato l’allarme: “Sono pronto a fare un passo indietro. Qualora ci fosse una persona intenzionata a dare al Nola la dimensione che merita, sono pronto a farmi da parte, restando in società e garantendo comunque il mio contributo. Purchè chi arriva faccia il bene del Nola”. Alle parole sono seguiti i fatti, con le dimissioni di Allocca dalla carica di presidente e le mansioni affidate al già vicepresidente Ignazio Avella. Sono seguiti colloqui e trattative con imprenditori locali che, però, non hanno prodotto gli effetti sperati.
A quanto pare, a scoraggiare gli investitori è stata la carenza cronica di strutture della città, che non può ancora vantarsi di avere uno stadio degno di tale nome. Così, come era ampiamente pronosticabile, si è provato a dare una soluzione “interna” alla composizione dell’organigramma, che ieri è stato “svelato” al “Keeper Bistrot” di Nola, nella piazza intitolata al nolano per eccellenza: Giordano Bruno.
La “nuova” struttura societaria prevede proprio Avella a guidare il club, con l’ausilio della dott. Roberta Della Gala. La carica di direttore generale è stata affidata all’ex portiere di Parma e Livorno (tra le altre) Alfonso De Lucia, con l’incarico di provare a dare un’impronta decisiva per la salvezza, senza “fare il passo più lungo della gamba”, come ha più volte avuto modo di ribadire. Al tavolo della presentazione, era presente anche Francesco Iovino, che assolverà la funzione di “Supervisore delle attività Under”. Il giovane procuratore proverà ad innestare la marcia giovane in società, lavorando sui talenti e sulle nuove leve.
Al netto delle dichiarazioni di rito, come sempre, sono le sfumature e i dettagli a fare la differenza. In primis, le parole di De Lucia che sottolinea, seppure in maniera sibillina, che “Nola è una città che ha bisogno di risorgere, ne ha tutte le potenzialità, ma al momento la situazione è quella che è sotto gli occhi di tutti”. Sono parole emblematiche, che danno proprio l’idea del pantano nel quale naviga il calcio, con una vela afflosciata da un vento assente. Altro dettaglio da non sottovalutare lo fornisce poco dopo, pungolato da una domanda sui primissimi obiettivi di “mercato”, dichiarando che “Sono stati contattati alcuni calciatori che hanno militato anche in categorie superiori, ma è tutto subordinato al budget societario. Non possiamo permetterci di strafare un anno e poi andare in difficoltà l’anno dopo”. A testimonianza di una società che non naviga nell’oro e che spera di attrarre ancora nuove risorse da poter investire.
Più risoluto e meno sibillino, invece, è stato proprio Iovino, che ha puntato l’attenzione sul riportare il Nola al centro dell’attenzione calcistica di tutto l’agro nolano. “Per quelli che sono i trascorsi storici di questa società, l’obiettivo non può ridursi a un ruolo da comprimaria, ma deve puntare a trasformare questo club in un punto di riferimento”. La genuinità del giovane agente Fifa ha messo in luce l’altro aspetto principale dei limiti del progetto. “Qualsiasi imprenditore si affacci a questa società trova sempre delle strutture sportive carenti e quindi viene scoraggiato dall’investire nel calcio a Nola” sono parole che non lasciano spazio ad interpretazioni diverse dalla realtà attuale nolana.
Allora, tutto resta nelle mani del neo-presidente Avella, che non ha certo la verve dell’ex presidente Allocca. Prova a sorreggere un barcone pesante, come l’eredità di Allocca, su spalle decisamente esili, come la voce (non amplificata da microfoni) col quale prova a rendere ai tifosi le sue idee. Una prima uscita lastricata di buone intenzioni, ma con una lieve carenza di personalità, come un under al debutto in prima squadra. Avrà tutto il tempo di farsi le ossa, ma, per forza di cose, dovrà farlo in fretta. Così come l’intera nuova società, alla quale i tifosi non tarderanno a rendere conto nelle prime difficoltà. Servirà una società, parafrasando De Gregori, “con le spalle larghe”, una società “che mangia il fuoco e per scaldarti si fa bruciare. Diventa cenere a poco a poco, ma non la smette di amare.”
Servizio di Valerio Lauri ©riproduzione riservata
Twitter: @Val_CohenLauri

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