• www.footballweb.it e’ una testata giornalistica
  • registrata presso il Tribunale di Napoli Nord –
  • Numero registrazione 22 cronologico 4288/2016.
  • Editore: Gianni Pagnozzi;
    Direttore Responsabile: Michele Pisani

Frattese al bivio Gladiator: la rabbia e la caparbietà di non volersi arrendere

Condividi i nostri articoli

Hits: 54

DI STEFANO SICA

Un campionato gettato al vento? Forse sì. Una stagione che ha prolungato il viaggio della speranza più di quanto la ragione avesse suggerito appena nove mesi fa? Anche. Quando si perde, i pensieri sono tanti. Laceranti e spesso contraddittori. E’ la ricerca continua e ingombrante dei perché. Si riflette su cosa si è sbagliato, su ciò che poteva essere e non è stato, su quello che doveva essere fatto meglio e non ha funzionato. Si riflette anche sui particolari più insignificanti. E non ne esce spesso una risposta univoca. Perché che qualcosa da febbraio abbia parzialmente inceppato questa gioiosa macchina da guerra nerostellata è evidente.

I NUMERI – La finalissima persa col Giugliano è stata un po’ l’emblema di alcuni limiti strutturali del gruppo. Intanto di personalità e di carattere, prima che di organico. Lo ha ammesso candidamente patron D’Errico, magari deluso a caldo dai due schiaffoni rifilati dai Tigrotti, ma lucido nella cronistoria dei passaggi che hanno deciso – finora – il campionato della Frattese. Alla quinta di ritorno, dopo lo scontro diretto dello Ianniello, i nerostellati avevano conservato sei punti di vantaggio sul Giugliano: un tesoretto da salvaguardare ma che peccati di discontinuità hanno dissipato. Confrontando i rendimenti di Frattese e Giugliano nei gironi di andata e ritorno, l’equilibrio la fa da padrone. E la sensazione è che solo dettagli e scherzi dell’”alea” abbiano allineato le due compagini al termine della regular season. La squadra di Ciaramella perde solo due punti (34 a fronte dei 36 ottenuti prima del giro di boa), mentre quella gialloblù ne guadagna quattro. In realtà è l’Afragolese che cambia davvero passo mettendo insieme 37 punti dopo i 28 dell’andata. Sorprende tuttavia il numero di gol subiti dai nerostellati, che pure hanno tutelato il record di miglior difesa del raggruppamento: 6 nel girone d’andata, 10 successivamente. E’ chiaro che, analizzando il percorso nerostellato da febbraio in poi, sono due le gare sotto accusa: quella di Baia con la Flegrea, che vide la Frattese naufragare 4-2 (e che avrebbe inaugurato una fase di risultati a singhiozzo della squadra), e il pari di Cardito col Casoria a cui ci si arrese dopo aver sciupato un doppio vantaggio. Sono queste le partite che forse hanno inchiodato la Frattese alla realtà di una stagione che ora dovrà passare per gli spareggi. E’ vero che il gruppo di Ciaramella non ha mai dominato realmente sul campo le partite chiave di questa annata (i doppi scontri con Giugliano, Afragolese, Gladiator o Afro Napoli), e forse questo aspetto è stato penalizzante soprattutto in riferimento ai due pari con afronapoletani e rossoblù. Ma è altrettanto lampante che la Frattese non è mai stata messa sotto in queste sfide, da cui peraltro è sempre uscita imbattuta. Mai ha subito superiorità o maggiore qualità degli avversari. Che quindi il calendario infausto, senza voler trovare necessariamente un alibi, abbia indirizzato negli ultimi quattro match un punteruolo nella schiena già affaticata della Frattese, è un dato di fatto. Con Massimo Agovino, il Giugliano ha cambiato pelle ed è stato accompagnato verso il trionfo di Castellammare da uno zoccolo duro di elementi abituati a vincere ed a gestire momenti più o meno problematici. Ma non ha dovuto patire nell’ultimo mese l’agitazione di una sfida con squadre di vertice. Non un dettaglio da poco.

RISCATTO OBBLIGATORIO – Il match col Gladiator offre ai nerostellati una seconda porta di servizio dopo quella rimasta chiusa al Menti. Riscattarsi è un dovere morale, perché nulla è ancora compiuto. Gruppo e allenatore possono in tal senso prendere spunto proprio dal percorso vincente del Giugliano, dalla fame e dalla voglia di non arrendersi mai dei gialloblù. La finale di Coppa regionale persa inopinatamente col Cervinara – unita ad un ritardo notevole accumulato in campionato – avrebbe potuto far collassare anche un elefante. E lì che è venuto fuori l’orgoglio dei Tigrotti, favoriti in realtà anche da una tifoseria che, nonostante il suo noto calore emotivo, non ha mai smesso di sostenere i propri beniamini. L’entourage nerostellato può godere di un ambiente non abituato a pressioni o richieste stringenti. Il messaggio ufficiale di rallegramenti inviato domenica sera dal Club Nerostellato al Giugliano è la testimonianza plastica di un nucleo sociale che ha una marcia in più. Che vuole vincere ma non lo pretende. Questa Frattese può e deve ripagare tale spirito che, peraltro, anche a Castellammare ha dato lezioni di civiltà e compostezza. Coi nerazzurri sarà tutt’altro che facile e serviranno motivazioni e reset psicologico. In questo senso, ambiente e società hanno trovato alla svelta unità, serenità e prospettiva comune, dopo lo sconforto più che comprensibile di domenica sera. Analizzata questa settimana in tutte le sue sfaccettature, i segnali per una gara da protagonista sembrano incoraggianti. Messe da parte analisi e recriminazioni, si viaggia all’unisono e c’è aria di positività. In soccorso del Gladiator, oltre ai 500 tifosi nerazzurri previsti allo Ianniello, c’è la storia anche recente degli spareggi regionali in Eccellenza. Ne sa qualcosa l’Afragolese, mortificata a casa sua dal San Giorgio e, una settimana fa, proprio dai sammaritani, passando per la faticosa battaglia di un anno fa con la Puteolana. Cosi come il favoritissimo Sorrento col Cervinara nel 2017. La stessa Caivanese ricorderà a lungo il pomeriggio soporifero col San Giorgio di Savio Sarnataro, nonostante il pubblico delle grandi occasioni. Ci vorrà testa, ma anche un pizzico di audacia senza la quale la Frattese difficilmente la sfangherà, per caratteristiche intrinseche. Peculiarità che nei momenti chiave della stagione a questa squadra è mancata.  

I RIMPIANTI – Paradossale che al Menti, in superiorità numerica, ai nerostellati sia mancato l’instinct killer per abbattere le ultime difese immunitarie di un avversario in palese calo atletico e orientato solo alla conservazione del risultato. Quando mancano sfrontatezza ed imprevedibilità, alla lunga vince sempre il più furbo, il più esperto, il più abituato a governare i mari in burrasca. Ecco il naufragio ai supplementari, persino con transizioni passive letali. Dopo il rosso a D’Angelo, Agovino ha disposto i suoi su un plastico 4-4-1, lasciando la squadra compatta ma per forza di cose non propensa ad offendere. Alla Frattese non è bastato avere il pallino del gioco in mano (se lo era accreditato anche in parità numerica, a dir il vero). E neanche il pomeriggio oltre ogni aspettativa dei giovanissimi Arcella e Capasso (subentrato in corsa senza ansie e tremolii). E’ mancato il rischio d’impresa, il granello di incoscienza, la lettura completa della gara (interpretata bene solo fino ad un certo punto). Anche questo non è andato giù a D’Errico.

FORMAZIONE – Col Gladiator, si dovrebbe rivedere la formazione tipo delle ultime sfide della stagione regolare, seppur con qualche piccola modifica. Da scegliere il partner difensivo di Oliva tra Capogrosso, Posillipo e Ciampi, mentre, con Maisto in porta e il duo Sparano-Balzano sulle fasce, Catavere dovrebbe essere confermato come terzo under in mediana anche per la squalifica di Fontanarosa. Con lui ci saranno Costanzo e Leone. In attacco, con Simonetti out, al fianco di Grezio dovrebbero cimentarsi Aracri e Allegretta. Il 5 maggio evoca fasi storiche un po’ crepuscolari, dalla morte di Napoleone Bonaparte recitata da Alessandro Manzoni in una memorabile poesia, al crac indimenticabile dell’Inter all’Olimpico contro la Lazio. Per la Frattese deve essere solo l’inizio di un’avventura affascinante, di una ennesima prova di vita e di sport. Viverla fino all’ultimo respiro sarebbe persino più bello. Perché quelle bandiere che hanno sventolato domenica in terra stabiese diventino improvvisamente nerostellate. Stop a braccini corti e contorsioni mentali. Bastano solo orgoglio, leggerezza, originalità e passione. Che li si tirino fuori in tutta la loro autenticità.        

About Stefano Sica 758 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

Commenta per primo

Lascia un commento