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Buffon: “Vorrei un’Italia generosa e che emozioni”
“Esser qui mi rende un uomo felice, torno in un ambiente che penso di conoscere abbastanza bene. Dovro’ mettere anche io un piccolo mattone in tutte le dinamiche che andremo a vivere”. Lo dice Gianluigi Buffon, nel giorno della presentazione da nuovo capodelegazione dell’Italia, ruolo ricoperto prima da Vialli. “Con lui avevo un rapporto straordinario: aver la presunzione di poter essere da subito al pari suo sarebbe sbagliato, cercherò di essere sempre me stesso”. “E’ un cruccio – ha poi concluso – non aver fatto il mio 6/o mondiale, ma la vita mi ha saputo ripagare. Che Italia vorrei? Generosa e capace di tornare a emozionare”.
Pogba, sospiro di sollievo: escluse lesioni muscolari, sovraccarico alla coscia destra
Sospiro di sollievo in casa Juve all’indomani della trasferta di Empoli. Sia per Pogba sia per Gatti la situazione è meno grave di quanto si potesse temere: entrambi lavoreranno durante la sosta per tornare a essere disponibili già alla ripresa. I due calciatori si sono sottoposti a esami strumentali al J Medical: nessuna lesione muscolare per il centrocampista francese, che però – in quella fitta avvertita nel corso del match del Castellani – ha rimediato un lieve sovraccarico sul muscolo semimembranoso della coscia destra; il difensore ha riportato invece una distorsione della caviglia sinistra, ma niente di grave.
Gatti potrà esserci già per la prima gara in programma alla ripresa contro la Lazio: farà qualche giorno di lavoro differenziato al ritorno in campo per gli allenamenti alla Continassa (da mercoledì, senza i nazionali) ma con ogni probabilità sarà riaggregato al gruppo quando si comincerà a preparare il prossimo match in calendario. Su Pogba, invece, filtra una linea più prudente, solo perché il francese giunge da una situazione piuttosto particolare a causa del lungo stop e non c’è alcuna volontà di forzare i suoi tempi di recupero. Allegri ha più volte evidenziato come sul giocatore si debbano fare considerazioni a breve termine: si valuterà di giorno in giorno.
Gravina: “Buffon, monumento azzurro”
“La storia azzurra non si ferma, non si può fermare. Uno dei più grandi monumenti della storia azzurra torna finalmente a casa. Buffon è il nuovo capo delegazione”. Così il presidente della Figc Gabriele Gravina ha accolto oggi Gianluigi Buffon a Coverciano, dove l’ex portiere campione del mondo ha assunto il ruolo di capo delegazione della nazionale di calcio. “Quando ha deciso di smettere siamo andati alla carica e Gigi ha accettato questo ruolo”, ha spiegato Gravina. “Sono convinto che Gigi entrerà nell’Olimpo azzurro anche da dirigente”, ha concluso.
Napoli, dopo il ko con la Lazio confronto De Laurentiis-Garcia: il presidente non fa drammi
Sabato sera è arrivata la prima sconfitta di Rudi Garcia da allenatore del Napoli. Contro la Lazio la sua squadra è apparsa in difficoltà soprattutto nel secondo tempo, quando i biancocelesti si sono fatti preferire e non di poco, realizzando il gol-vittoria, ma anche altri due annullati per questione di centimetri dal VAR.
Al termine del match, stando a quanto raccontato da Il Mattino, c’è stato un faccia a faccia tra l’allenatore francese e Aurelio De Laurentiis. Il presidente ha voluto rassicurare il tecnico, chiedendo ovviamente spiegazioni sulla sconfitta ma senza fare alcun dramma. La colpa è stata data ai problemi di condizione dopo la preparazione estiva.
Nessuna difesa come l’Inter in Europa e Lautaro ha il Milan nel mirino a suon di gol
Per Inter e Lautaro parla da sempre il campo e questo inizio di stagione non fa differenza. Era dal 1966 che l’Inter non iniziava il campionato senza subire gol nelle prime tre partite, l’unica nei Top-5 tornei europei a non aver ancora subito gol, ma se la fase difensiva è impermeabile come sempre, l’inizio del “Toro” di Bahia Blanca è da fuoriclasse.
Doppietta contro il Monza alla prima, gol contro il Cagliari e poi un’altra marcatura multipla contro la Fiorentina e un avviso bello chiaro a tutti gli avversari: Lautaro c’è, 5 gol nelle prime tre giornate sono quasi una unicità per un attaccante dell’Inter in questo millennio (solo Icardi ci è riuscito). In totale sono 107 con l’Inter in tutte le competizioni, decimo di sempre in nerazzurro. Il Milan è nel mirino così come la voglia di riscatto in Champions League, con l’unica incognita legata ai viaggi in Sudamerica prima della stracittadina.
Del resto l’intesa con il nuovo compagno di attacco Marcus Thuram sembra già essere più che buona tanto da velocizzare l’oblio dell’ex amico Romelu Lukaku: “Thuram non ha imitato la mia esultanza con Lukaku perché io non esulto più così – prima di glissare sul mancato follow sui social -. Thuram è un grande attaccante, così come Arnautovic e Sanchez. Sono contento di giocare con loro”.
Inter e Milan a riveder la stella: è già un derby che sa di scudetto
Sarà già un derby decisivo per lo scudetto? La risposta, alla giornata numero quattro, è evidentemente no, ma il peso del primo faccia a faccia tra Simone Inzaghi e Stefano Pioli è ben maggiore di quanto non dica questo tramonto d’estate. In gioco c’è la solita supremazia cittadina, la rivalità ampia che l’ultima stagione europea ha allargato a dismisura (quattro vittorie dell’Inter e una sola del Milan, ndr), il primo passaggio sulla bilancia del campionato tra quelle che sembrano, e forse effettivamente sono, i pesi massimi della stagione. A riveder la stella è il comun denominatore, l’obiettivo insieme poetico e tremendo di un anno a tinte rossonerazzurre. Per buona pace di chi oggi insegue, in parte balbetta, sicuramente osserva con una certa invidia quelle due che volano, volano e hanno un vento forte dietro a spalle da titani.
Inter e Milan si sfideranno per la prima volta nella loro storia da primatiste a pari punti e dopo un anno decisamente sbilanciato verso la squadra di Inzaghi, la prima, grande curiosità sarà capire se e quanto il Milan sia stato in grado di ridurre quella distanza. Il mercato ha stravolto le squadre e scopriremo presto se avrà anche ribaltato gli equilibri. Certamente sarà un derby bello, molto europeo, più offensivo che difensivo – perché questa sembra la natura di entrambe -, sicuramente indicativo.
ATTACCHI DEVASTANTI – Inutile soffermarsi sulla sfida nella sfida tra Lautaro Martinez e Rafa Leao, perché gli otto gol in tre partite messi a referto da entrambe le squadre sono il risultato di una manovra di squadra prima che dell’abilità dei singoli. Thuram ha portato dinamicità, profondità e manovra ai nerazzurri. Si trova già a meraviglia con Lautaro, ma è utile innanzitutto nello sviluppo della manovra offensiva, permette agli esterni di salire e alle mezzali di inserirsi. Non è Dzeko né Lukaku, ma ha forse i pregi di entrambi. A logica sulle sue tracce dovrebbe esserci Thiaw, di cui è forse meno potente, ma certamente più veloce. E’ il primo mismatch, anche se non il solo. Dall’altra parte Giroud non ha mai attraversato un momento così positivo: 4 gol in tre partite (anche se tre su rigore) non sono esattamente il suo bicchiere di pastis, ma sono nelle sue corde le sponde per i compagni, che con Pulisic e Loftus hanno ampiamente dimostrato di poter essere letali. L’Inter, fin qui illibata in difesa, dovrà tener conto di questa enorme differenza rispetto all’anno che è stato: il Milan non si appoggia più solamente su Leao, ma sa attaccare centralmente.
CENTROCAMPO DA CHAMPIONS – Gli inserimenti delle mezzali saranno l’altro grande tema del derby e la reale misura della crescita del Milan. Pioli ha aggiunto, grazie a un mercato mirato, peso e gamba in mezzo al campo. Ha, con Reijnders e Loftus-Cheek, giocatori che sanno alternare manovra e inserimento, gestione del pallone e spunto. Il suo Milan è molto europeo in questo, molto dinamico e tatticamente di difficile lettura per gli avversari (anche grazie alla posizione dentro al campo dei terzini), in ogni caso fin qui abbastanza equilibrato in entrambe le fasi. Senza il trequartista, che nelle stagioni passate andava a schermare Brozovic prima e Calhanoglu poi, il compito di complicare l’avvio della manovra nerazzurra sarà quasi certamente affidato a Loftus. E’ il secondo mismatch della sfida: l’inglese e Calha hanno passo decisamente differente. Quando l’Inter sarà in possesso, il problema sarà relativo. In fase difensiva il turco potrebbe soffrire la maggiore fisicità dell’ex Chelsea.
DUE PESI E DUE DIFESE – Dietro la bilancia pende abbastanza nettamente a favore dell’Inter. Inzaghi ha la miglior difesa dei cinque maggiori campionato europei e, soprattutto, non ha ancora subito gol. Senza Acerbi, che tornerà a disposizione per la ripresa del campionato, si è appoggiato su un De Vrij tornato ai livelli della Lazio, ma è tutto il reparto che si muove in sincronia e con grande attenzione. I nerazzurri concedono solo quando vengono sorpresi dalle ripartenze dell’avversario (ma la gara contro la Fiorentina ha dimostrato che hanno imparato a ripartire fortissimo a loro volta) e in questo il Milan è pericoloso come nessuno in Italia. In assoluto, però, si concedono sempre l’uno contro uno e difficilmente perdono un confronto. I rossoneri, che non avranno tra l’altro Tomori, espulso contro la Roma e quindi in attesa di squalifica, hanno preso gol sia contro il Torino che contro la Roma (anche se in dieci contro undici) e hanno lasciato occasioni importanti al Bologna. Sommer-Maignan è un confronto che non regge – il francese è di un’altra categoria -, ma lo svizzero si sta poco alla volta ambientando e dà discreta sicurezza al reparto.
Lindstrom: “Ho preferito il Napoli al Liverpool per un motivo. Città è tifosi incredibili, non posso girare per strada…”
Jesper Lindstrom, nuovo attaccante del Napoli, ha parlato al magazine danese Tipsbladet, partendo dalla trattativa che lo ha portato in azzurro: “All’inizio credevo davvero che sarei rimasto all’Eintracht, ma poi il club ha dovuto cedere alcuni giocatori per via del Fair Play Finanziario. Pensavo di dover giocare un’intera stagione lì, ma improvvisamente da un giorno all’altro sono stato ceduto. E’ stato un po’ frenetico. Da un momento all’altro ti trovi a dover prendere un aereo, fare le valigie e dire addio a Francoforte.
Ovviamente sono rimasto sorpreso, perchè mi avevano detto che non sarebbe stato possibile. Ma è stato bello, non vedevo l’ora che accadesse qualcosa. Nel calcio non sei sicuro di nulla finché non ti siedi con carta e penna in mano. Solo in quel momento mi sono seduto e ho pensato: sono un giocatore dell’Eintracht Francoforte o del Napoli? Se le cose non fossero andate a buon fine e fossi rimasto a Francoforte, sarei stato comunque contento perché io e la mia ragazza stavamo bene lì”.
Lindstrom svela l’interesse del Liverpool
“C’era anche il Liverpool su di me, ma quanti minuti avrei avuto a disposizione per giocare? Sarebbe stato intelligente andare al Liverpool? Tifo Liverpool, quindi sarebbe stata un’avventura follemente interessante, ma se non gioco, tanto vale sedermi e guardarli in TV per un altro club. Adesso ho un’età in cui devo giocare con continuità a calcio. Ecco perché penso che venire a Napoli sia stata una buona scelta. È uno dei migliori club al mondo e mi hanno detto che giocherò e avrò molte chances”.
Lindstrom parla della città e dichiara: “Non è possibile girare per strada, ed è così anche per la maggior parte dei giocatori che vive fuori città. Non puoi andare a fare una passeggiata, devi coprirti altrimenti ti chiedono le foto. Gia sapevo che sarebbe stato così, soprattutto perchè a Napoli c’è una sola squadra. Qui sono cresciuti con il Napoli, quindi è tutto esagerato, ma probabilmente bisogna abituarsi. Penso che sia più importante per la mia famiglia quando viene a trovarmi che io non possa semplicemente girare in città dopo l’allenamento e prendere una tazza di caffè e rilassarmi. È diverso, ma è un’esperienza incredibile”.

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