16 Maggio 2026
  • www.footballweb.it e’ una testata giornalistica
  • registrata presso il Tribunale di Napoli Nord –
  • Numero registrazione 22 cronologico 4288/2016.
  • Editore: Gianni Pagnozzi;
  • Direttore Responsabile: Michele Pisani

Carlo Mazzone, parla chi lo ha conosciuto

Views: 10

Il calcio regala emozioni, ci unisce e a volte ci separa. Per questo sport abbiamo pianto di gioia e ma come succede nella vita non ci risparmiato i momenti tristi. Bisogna saper accettare le condizioni. Una regola, non scritta, che spaventa ognuno di noi: non sarai e per sempre felice. Ennesima notizia triste, troppe negli ultimi mesi. Ci lascia anche Carlo Mazzone, un allenatore che ha scritto pagine, importanti, del calcio italiano. Uomo dal carattere forte, prima un arcigno difensore e poi allenatore che faceva della fase difensiva una delle sue caratteristiche peculiari. Da calciatore ha indossato le maglie di Roma, Latina, Spal, Siena e Ascoli. Proprio con i bianconeri, appena smesso di giocare nel 1969 ha iniziato la sua lunga carriera da allenatore.  Fiorentina, Catanzaro, ancora Ascoli, Bologna, Lecce, Pescara, Cagliari, Roma, la squadra del suo cuore, ancora Cagliari, Napoli, Bologna, Perugia, Brescia di nuovo Bologna e infine il Livorno nel 2006. Tanti si sono cimentati in brevi cenni sulla carriera di “Sor Carletto”, elencandone le caratteristiche professionali e le virtù umane. Anche noi e nel nostro piccolo, ovviamente, abbiamo chiesto il parere ad ex calciatori che hanno avuto modo di conoscere Carlo Mazzone. Ognuno con il suo parere, ognuno con le sue idee.

Claudio Onofri ex Torino, Genoa, Avellino e Catania tra le tante squadra della sua carriera tra i professionisti. Anch’egli romano anche se ha vissuto la sua giovinezza a Torino. Onofri ama il calcio e lo dimostra tutte le volte che abbiamo moddo di averlo ospite nelle trasmissini dedicate alle glorie biancoverdi. “Ao e puntalo quello no. N’o vedi che è lento puntalo” Questo il mio primo approccio personale con Carletto Mazzone. Il teatro del primo incontro? Stadio comunale di Torino, partita Torino-Catanzaro. Lui in piedi dalla sua panchina urla a Palanca quella frase per farla sentire anche a me che lo affronto su quella linea laterale. Finita l’azione mi vien quasi voglia di andargli vicino e mandarlo a quel paese ma già in quell’attimo l’intuizione che fosse uno vero e che un giorno chissà come e dove avremmo ricordato quel momento da qualche parte e ce saremmo fatti du risate. Così fu, ci incontrammo tanti anni dopo a Roma in un ristorante insieme al suo figlioccio Enrico Nicolini. Sembrava che ci conoscessimo da una vita e dopo cena accompagnandolo al parcheggio dove aveva la macchina lo salutai così: “Mister…” e lui subito “ a Cla’ ma quale Mister a Cla’ semo tutte e due de Roma chiamame Carletto che è meio” e io subito “a Carle’ da adesso in poi n’do vai vai a allena’ io tifo per quella squadra” Un grande uomo c’ha lasciati ma nessuno lo dimenticherà mai !!!! R. I. P. Carletto amico mio”.

Sintetico quanto essenziale il commento di Salvatore Vullo, ex Torino, Sampdoria, Bologna, Avellino, Catania  e Palermo. Vullo è un uomo tutto d’un pezzo, uno di quelli che non accettano compromessi. E’ sempre un piacere avere a che fare con lui.   “Mazzone è stato un uomo ed un allenatore tutto d’un pezzo, “rognoso e spigoloso per gli avversari mentre per i suoi spesso duro e nello stesso tempo amorevole e affettuoso come si dice un Padre di famiglia ma all’antica. Ha contribuito alla storia del nostro calcio”.

Alessandro Scanziani ha avuto una carriera di tutto rispetto: Livorno, Como, Inter, Ascoli, Sampdoria, Genoa e  Arezzo. Un centrocampista con il vizietto del gol. Scanziani spesso è ospite nel nostro format sulla massima serie. Mai banale e sempre obiettivo, una dote non comune. Lo apprezziamo molto. Nella lunga telefonata con Alessandro abbiamo parlato del calcio in generale e ovviamente anche gli aspetti negativi visto che molto spesso anche in questo mondo che sembra dorato ci sono, ovviamente, zone d’ombra. “Purtroppo non posso dire di aver avuto un rapporto idilliaco. Nessun problema come mister  ma da un punto di vista umano ho avuto qualche problema. Parlo, ovviamente di quando sono stato un calciatore alle sue ‘dipendenze’. Prima partita ad Ascoli, ritiro nel solito albergo. Domenica mattina, como sempre quando giocavamo in casa, sono andato a messa. Dopo circa trenta minuti è entrato in chiesa è mi ha obbligato ad uscire per andare tutti insieme a fare una passeggiata. Dopo qualche settimana dal suo intervento, mia moglie ha rischiato di perdere la seconda figlia, era incinta, portata in ospedale ad Ascoli e poi trasportata in ospedale a Monza. Siamo andati a giocare a Como, gara terminata 0-0, ho chiesto di fermarmi a vedere le condizioni di mia moglie, non mi ha permesso di fermarmi a casa, abito a 20 km da Monza. In poche parole obbligato a ritornare ad Ascoli. A fine campionato Finito il campionato ci siamo salvati e ho chiesto alla società di essere venduto. Sono andato alla Samp in serie B. Nel calcio non sempre tutto va come vorresti ma bisogna fare i conti con la realtà”.

E’ la volta di Attilio Tesser, altro ex calciatore di Treviso, Napoli, Perugia, Udinese e Catania e ed attualmente allenatore. Un uomo che ha sempre rispettato le regole e per questo è molto stimato, soprattutto ad Avellino. Un signore dentro e fuori dal rettangolo da gioco. “Non ho mai conosciuto personalmente Mazzone ma chiaramente ho giocato parecchie volte da avversario e l’ho sempre apprezzato come tecnico. Mazzone ha rappresentato, realisticamente, la passione nel calcio, tutto il suo modo di essere in campo e fuori dal campo, ho letto molte dichiarazioni di chi l’ha avuto come allenatore e esce fuori un quadro di un maestro di vita e questa è quella cosa che a me personalmente piace molto. Un istrione in campo è chiaro che quella corsa a Brescia sotto la curva e rimane nella memoria storica di tutti, però non era solo quello in quanto è stato un allenatore importante ha ottenuto grandi risultati ed è stato un tecnico sempre rispettato ed ha sempre portato avanti il calcio italiano con le sue idee”.

Non poteva mancare una memoria storica di quegli anni ovvero Antonio Logozzo che resta uno dei personaggi piu’ amati per la sua enorme disponibilità. L’arcigno difensore ha indossato le maglie di Acireale, Avellino, Ascoli, Verona, Sampdoria, Cagliari, Bologna, Catanzaro, Nocerina ed Atletico Catania. “L’unica cosa che ti posso dire che è stata una grande perdita per il calcio italiano perché non solo è stato un grandissimo allenatore, ha allenato grandi squadre e ha fatto bene dappertutto, era credo, anzi sicuramente, un uomo eccezionale, di quelli che c’erano una volta e che oggi non ci sono. Mi dispiace per la sua scomparsa, sentiremo come suol dire, la sua mancanza. Come dispiace anche per l’amico Francesco Scorza. Io dico che il calcio italiano è veramente in lutto per due grossissime perdite sia quella di Mazzone e sia quella di Francesco Scorza.

Ed infine, dal Brasile, il commento di Juary Jorge Dos Santos Filho.  Juary non ha bisogno di presentazioniLui è una parte, importante, della storia dell’AvellinoUn eterno ragazzino che ama, ancora, sognare e per questo lo invidiamo e gli vogliamo un gran bene. “Parlare di Carletto (cosi amava essere chiamato), che dire. Mazzone è stata una persona straordinaria. Lui mi ha voluto ad  Ascoli dopo l’esperienza con l’Inter. Come tutti sapete a Milano non andò benissimo e quella stagione in nerazzurro condizionò la mia autostima. A Milano non riscuotevo la fiduca di cui avevo bisogno  e sono andata ad Ascoli Carletto, lui mi ha detto una cosa, se io volevo tornare a divertirmi dovevo andare ad Ascoli da lui. Io ci sono andato con lui e veramente è stata una bella esperienza, tornando a divertirmi come ai tempi di  Avellino. Ho giocato bene  e fatto un buon campionato. Ripeto che Mazzone è stato troppo importante per la mia carriera. Importante come il  presidente Rossi che ricordo con affetto assieme a Sibilia e Carletto come Vinicio ad Avellino. Altro da dire? Veramente sono rimasto male voleva salutare la famiglia ma non sono riuscito in quanto non avevo nessun contatto. Posso dirti veramente chi è stata una persona eccezionale, dietro a quella figura di uomo autoritario, esplosivo in campo e negli allenamenti  c’era un uomo grande con un cuore straordinario che voleva bene a tutti quanti. Io veramente sono sincero e ho avuto la fortuna di lavorare in Italia con lui Mondonico, Vinicio, Marchesi e tutte queste persone straordinarie. Ovviamente carletto è stato importamte per la mia carriera visto che ho avuto l’affetto che mi serviva dopo l’esperienza non positivissima di Milano e non dimenticherò mai le sue parole in un momento difficile della mia vita oltre che della carriera calcistica e lui ha creduto in me: “Guarda tu se vieni da me tu ti diverti”. Mi dispiace veramente per quello che è successo”.

Ognuno con il suo, rispettabilissimo, parere. Come è giusto che sia. Ciao Carletto, come amavi farti chiamare, di sicuro starai parlando di calcio con qualche Angelo in Paradiso.

About Michele Pisani 3088 Articoli
Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.