16 Maggio 2026
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Nello Ferraro: “Dobbiamo salvarci, dai Sorrento facciamolo al più presto”

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Il Capitano è un po’ la coscienza di una squadra. Se qualcosa non va, lui è il primo a saperlo. Nello Ferraro è un classe 1997, che ha avuto il privilegio di indossare la fascia dal Pampa Sosa. Non ha paura di raccontare il momento del Sorrento che, dopo 3 sconfitte consecutive ed il cambio di allenatore è tornato dalla trasferta di Rende con un punticino che sa si risveglio, e che adesso deve trovare continuità.

Ferraro, finalmente nel tuo ruolo. L’esperienza da esterno basso con il Pampa Sosa può essere considerata come definitivamente archiviata?

Sono sempre a disposizione dell’allenatore e rispetterò sempre le sue decisioni. Chiaro che riesco ad esprimere meglio le mie potenzialità a centrocampo. Fino all’anno scorso ero lento e macchinoso e mi piaceva di più andare a prendere palla davanti alla difesa. In prima squadra sono cresciuto tanto e posso far bene anche da mezzala.

Dopo 3 sconfitte consecutive sembravate caduti in una profonda crisi. Bisogna adesso ripartire da Rende. Cos’era successo alla squadra?

Il nostro è stato soprattutto un calo mentale, psicologico e fisico. Le tante partenze hanno portato un po’ di scompensi alla squadra e siamo dovuti ripartire quasi da zero. Con la compattezza del gruppo ed il lavoro quotidiano potremo raggiungere tranquillamente l’obiettivo salvezza.

Quale sarebbe la classifica giusta per il Sorrento?

10805299_844643712224702_1081113692_nÈ ovvio che non siamo all’altezza delle squadre di vertice, ma neanche meritiamo la classifica che abbiamo al momento e dobbiamo lavorare per migliorarla quanto prima.

Il mercato di riparazione ha completato la squadra o manca ancora qualcosa?

Sicuramente sono arrivati calciatori in ruoli dove prima eravamo carenti. Manca ancora una punta centrale, con la quale poter sviluppare meglio il nostro gioco, in attesa del rientro di Pignatta, che potrebbe considerarsi a tutti gli effetti un nuovo acquisto visti i tanti infortuni che ha patito da inizio stagione.

Parliamo un po’ dell’ex Mister, il Pampa Sosa.

Uomo di carattere e con una spiccata personalità, è stato fondamentale per compattare e mantenere unito lo spogliatoio. Ha trovato qualche difficoltà alla sua prima esperienza da allenatore, ma sono sicuro che avrà un grande futuro.

Qualcuno ha detto che è stato troppo buono con voi.

Bah. Non direi. Mi vengono in mente un paio di episodi dove si è arrabbiato abbastanza. In particolare dopo la trasferta di Mugnano contro la Neapolis ed a fine anno dopo il triangolare disputato a Vico Equense, dove sinceramente non abbiamo giocato alla nostra altezza.

Come mai in trasferta, a parte Piraino contro il Due Torri, non siete mai riusciti a vincere?

Non so dire quale sia il motivo, altrimenti ci avremmo già lavorato risolvendo il problema. Probabilmente si tratta soprattutto di un fatto mentale. Poi, ovviamente non è un alibi, ma a inizio stagione abbiamo affrontato trasferte come quella a Noto in condizioni tutt’altro che agevoli. Quando arrivi provato, non è poi facile dare il meglio.

Con il Marcianise la tua peggiore partita, ma domenica a Rende tutt’altra musica. Entusiasmo da centrocampista?

È vero, col Marcianise mi sono trovato in netta difficoltà. Mentalmente ero in campo, ma fisicamente no. O almeno, mi son trovato dirimpettai che correvano il triplo di me. Col Rende, giocando nel mio ruolo, avevo maggiore serenità ed anche questo mi ha aiutato ad esprimermi al meglio.

Essere capitano del Sorrento è una grande soddisfazione. Raccontaci la tua prima volta nella trasferta di Torrecuso

Beh, il Mister già il giovedì nello spogliatoio mi fece i complimenti per la convocazione in rappresentativa di Serie D, e davanti a tutti i miei compagni decise di riporre tutta la sua fiducia in me, conferendomi la fascia di capitano dopo l’addio di Ciccio Vitale. La prima volta è stata senz’altro un’emozione doppia, poiché essendo del posto ho vissuto questa cosa in maniera speciale.

Del primo gruppo, quale giocatore hai apprezzato particolarmente?

Ho imparato tanto da Visciano, per la persona ed il modo di allenarsi. Umile e silenzioso.

Perché non riuscite mai a far gol su calcio piazzato?

Ci lavoriamo spesso. È frustrante, ma purtroppo non riusciamo ancora a capitalizzare quanto proviamo in allenamento.

Da Sosa a Chiancone. Cosa è cambiato a livello di metodi di lavoro?

Beh, la preparazione in avvio di stagione con Fucci è stata veramente dura e la sua partenza è stata una grossa perdita, tanto che dopo abbiamo avuto un po’ di difficoltà. Chiancone punta tanto sul lavoro. Già dal primo giorno ci ha fatto sudare tantissimo.

Cosa pensi della situazione societaria?

La società si sta riorganizzando e sta cercando di non farci mai mancare nulla. Per fare bene abbiamo anche bisogno della dirigenza sempre al nostro fianco.

Che tipo di capitano è Nello Ferraro?

Silenzioso, ma allo stesso tempo cerco di dare il massimo con carattere. Prima delle partite carico la squadra a spingere ed a sudare fino all’ultimo la maglia del Sorrento.

Se il Sorrento raggiungesse la salvezza, quale aggettivo sceglieresti per definire la stagione?

Stoica. Non vogliamo neanche lontanamente pensare a una possibile retrocessione. Un’onta sulla carriera che nessun calciatore vorrebbe mai provare.

Concludiamo con le tue aspettative in questo 2015.

Sicuramente raggiungere al più presto la salvezza. A livello personale, cerco di impegnarmi sempre al massimo e con il duro lavoro raggiungere importanti traguardi

Roberto Fiorentino

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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