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Menichini non è in discussione, ma alcune sue scelte gestionali non hanno convinto appieno la proprietà. Sotto la lente di ingrandimento la sconfitta patita contro il Lecce, la gestione del post infortunio di Nalini soprattutto: in una frazione di secondo il trainer ha dovuto scegliere, optando per Mendicino. Vero è che non c’erano molte altre alternative offensive, ma altre soluzioni avrebbero potuto essere prese ugualmente in considerazione. Lo lascia intendere Claudio Lotito, assente all’Arechi, che ha visto il match in televisione. Non restando particolarmente contento così come il diesse Fabiani, apparso scuro in volto come non mai nell’immediato dopo gara. Insomma, Menichini non può dormire sogni tranquilli, non può fallire a Matera, onde evitare l’apertura di scenari diversi anche in chiave guida tecnica.
“Non ho ancora parlato con Menichini ma lo farò. Voglio più attenzione e più concentrazione, i fatti parlano da soli, c’è stato un corto circuito – ha dichiarato Lotito al quotidiano La Città– Le partite si vincono, perdono e pareggiano, non é questo il punto. Il problema sorge quando devi chiudere, non affondi il colpo e rischi di perdere come poi è accaduto. Nella vita uno vede le cose in una maniera e poi può capitare che si verifichi il contrario, e quando si verifica deve anche di insegnamento. Nel contesto dell’infortunio di Nalini, ala di grande pregio, l’allenatore aveva due scelte: provare a chiudere la partita o controllarla. Ha pensato al raddoppio, però se viene meno Nalini che fa bene le due fasi e si inserisce una punta pura, la conseguenza deve per forza essere una maggiore presenza offensiva tenendo il pallino del gioco, altrimenti ci si espone a ripartenze ed è successo. La scelta è un istante ma deve essere compatibile con la situazione che si crea. Nessun allarme, però questa sconfitta deve far riflettere e mi auguro che la squadra la interpreti come bagno di umiltà. Deve acquisire la mentalità vincente che significa concentrazione , cattiveria agonistica, feroce determinazione. Altrimenti si va incontro alla supponenza”.
“Non ho ancora parlato con Menichini ma lo farò. Voglio più attenzione e più concentrazione, i fatti parlano da soli, c’è stato un corto circuito – ha dichiarato Lotito al quotidiano La Città– Le partite si vincono, perdono e pareggiano, non é questo il punto. Il problema sorge quando devi chiudere, non affondi il colpo e rischi di perdere come poi è accaduto. Nella vita uno vede le cose in una maniera e poi può capitare che si verifichi il contrario, e quando si verifica deve anche di insegnamento. Nel contesto dell’infortunio di Nalini, ala di grande pregio, l’allenatore aveva due scelte: provare a chiudere la partita o controllarla. Ha pensato al raddoppio, però se viene meno Nalini che fa bene le due fasi e si inserisce una punta pura, la conseguenza deve per forza essere una maggiore presenza offensiva tenendo il pallino del gioco, altrimenti ci si espone a ripartenze ed è successo. La scelta è un istante ma deve essere compatibile con la situazione che si crea. Nessun allarme, però questa sconfitta deve far riflettere e mi auguro che la squadra la interpreti come bagno di umiltà. Deve acquisire la mentalità vincente che significa concentrazione , cattiveria agonistica, feroce determinazione. Altrimenti si va incontro alla supponenza”.

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