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All’inizio del 2016 il Napoli veleggiava con il vento in poppa in campionato, chiudendo il girone d’andata sul trono della classifica, nessuno lo avrebbe immaginato dopo il deficitario abbrivio di campionato.
Quel Napoli modellato da Sarri era diventato pian piano una macchina perfetta, che sormontava chiunque sciorinando un gioco da applausi.
Più trascorrevano i mesi del 2016 e più si pensava che questo potesse essere davvero l’anno buono per aggiudicarsi il tricolore, proprio nell’anno meno indicato, dove si doveva ripartire da zero dopo il fallimentare biennio beniteziano. Se l’inizio di campionato del Napoli aveva destato forti perplessità, quello della Juventus era stato addirittura disastroso, tra continui passi falsi e una squadra che, dopo gli addii dei vari Pirlo, Tevez, Vidal, sembrava aver smarrito tutte le certezze. Invece, di vittoria in vittoria, la squadra di Allegri iniziava ad avvicinarsi alla vetta fino allo scontro diretto allo Juventus Stadium, con il Napoli a + 2 in classifica, in caso di blitz si sarebbe potuto parlare di mini-fuga.
Col senno di poi, si può dire che lì sono tramontate tutte le speranze di conquistare il terzo scudetto, perché a determinare le sorti di un intero campionato sono i dettagli, gli episodi.
Fino all’88’ il risultato più giusto era lo 0-0, il Napoli non sembrava affatto intimorito dal contesto infuocato anche se non era stato intraprendente come al solito, mentre la Juve, al di là di qualche spunto isolato, non aveva impensierito più di tanto Reina.
Poi è successo che a, due minuti dal 90′, un tiro deviato di Zaza si sia insaccato in gol infliggendo una tremenda botta mentale al Napoli proiettando, per la prima volta, Madama al comando della classifica.
Il Napoli era uscito sconfitto dallo scontro diretto ma con grande dignità, condannato solo da un episodio, c’era tutto il tempo di recuperare e già dopo una settimana ci si poteva riappropriare della vetta se non si fosse steccata la gara casalinga contro il Milan. La Juve era stata bloccata sul pari a Bologna, il Napoli era anche passato in vantaggio contro la squadra rossonera con un gol di Insigne per poi subire il pari e non riuscire più a trovare il bandolo della matassa.
Quei tre punti avrebbero potuto ringalluzzire gli uomini di Sarri che, invece, non sono più riusciti a tallonare la Juve fino alla nefasta trasferta di Udine, dove si consegnò lo scudetto alla compagine bianconera che, dopo un inizio di campionato da retrocessione e che sembrava quasi aver compromesso ogni sogno di gloria, si sono issati in alto con un rendimento impeccabile.
Nonostante l’aver cullato per più della metà del campionato il sogno di festeggiare il terzo scudetto, il secondo posto, al primo anno del ciclo Sarri, ha lasciato soddisfatto e fiducioso il popolo napoletano che, però, si è sentito tradito proprio dal suo bomber.
Il passaggio di Higuain agli acerrimi rivali della Juve è stato uno scenario che mai nessuno avrebbe ipotizzato, nel peggiore delle ipotesi, si poteva pensare ad un approdo del Pipita all’estero che, invece, in barba a qualsiasi forma di gratitudine, ha deciso di andarsene come un ladro nella città della Mole lasciando di sé un ricordo di un grande campione ma legato troppo all’amor proprio più che al bene del collettivo.
La società non ha neanche cercato di mitigare la delusione ingaggiando un sostituto di grido ma un giovane polacco proveniente dall’Ajax, un certo Milik.
Chi pensava che in nove partite avrebbe segnato sette gol facendo subito dimenticare le prodezze del suo predecessore ma, proprio mentre dispiegava le ali, la sfortuna si è accanita sul nuovo bomber azzurro con un grave infortunio rimediato in Nazionale.

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