16 Maggio 2026
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Napoli, stop al vittimismo

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Il post partita della semifinale di andata della Coppa Italia, è stato infuocato da toni molto accesi della società del Napoli, che ha interrotto il silenzio stampa per esternare le proprie accuse, appellandosi ad un arbitraggio vergognoso di Valeri, ma non solo; con un tweet al veleno, il Napoli ha attaccato anche i telecronisti della Rai, accusandoli implicitamente di essere di “parte”. Analizzando gli episodi, il rigore su Albiol ci poteva stare, e ovviamente se fischiato, non avrebbe portato al secondo rigore concesso alla Juventus, ma esaminando l’intera partita, la Juventus ha meritato la vittoria, mostrando nel secondo tempo, tutta la sua forza e la superiorità rispetto al Napoli Giuntoli, con le sue osservazioni ed accuse fuori luogo, ha addirittura messo in dubbio l’esistenza del primo rigore su Dybala, che è invece sacrosanto, evidenziando tutta la frustrazione degli eterni sconfitti. La verità, è che gli arbitri possono sbagliare, sbagliavano in passato e continueranno a sbagliare, ma quando lo fanno a vantaggio della Juventus, si grida troppo facilmente al complotto da quando la Juventus è tornata ad essere la squadra più forte in Italia. Ciò non accadeva, quando negli anni 2009-2010 e 2010-2011, la vecchia signora galleggiava tra i tra il settimo e l’ottavo posto, con i vari Ferrara, Zaccheroni e Delneri, semplicemente perché non vinceva. In Italia, purtroppo, troppo spesso ci si appella alle decisioni arbitrali come alibi per giustificare una sconfitta, quando invece bisognerebbe ammettere la superiorità dell’avversario ed imparare il culto della sconfitta.

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