16 Maggio 2026
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Napoli Lazio 4-1, Standing Ovation per gli azzurri

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servizio di Vincenzo Capretto © riproduzione riservata


Con un secondo tempo stellare a ritmo di samba il Napoli si riprende, ancora una volta, il primato della classifica e continua la bellissima lotta con la Vecchia Signora mai doma nonostante i sei scudetti di fila. Riavvolgiamo il nastro.

Tutto faceva presagire questa volta al sorpasso bianco-nero anche gli astri sembravano dirci questo. Pochi giorni fa il nuovo infortunio a Ghoulam che era prossimo al rientro, poi si ferma Albiol per un risentimento muscolare, a poche ore dall’inizio del match anche Chiriches alza bandiera bianca (ne avrà per una ventina di giorni ndr). In effetti l’inizio dell’incontro faceva pensare ad una notte da dimenticare, al 3’ Immobile crossa al centro, azzurri sorpresi e De Vrij, come l’andata, buca Reina con una leggera deviazione. Nella circostanza il portiere spagnolo non è esente da colpe per una mancata uscita. Il Napoli fatica a costruire complice anche una buona Lazio ben messa in campo che gioca con impegno e cattiveria (permissum est Banti) concedendo poco o nulla. Azzurri, con evidente nervosismo, risultando imprecisi anche nei semplici passaggi, centrocampo sofferente e attacco poco incisivo a parte qualche fiammata di Insigne. La scintilla azzurra arriva al 43’, Jorginho lancia Callejon sul filo del fuorigioco, lo spagnolo prima aggancia in maniera splendida e poi batte con freddezza Strakosha. Finisce il primo tempo e con esso tutte le paure partenopee.
Il secondo tempo è una sinfonia azzurra o meglio ancora un film da Oscar. Il Napoli scende in campo indemoniato, gioca a ritmi vertiginosi sciorinando un calcio champagne con giocate splendide e maledettamente ficcanti, crea occasioni e palle goal a grappoli prendendo gli avversari letteralmente a pallonate. Al 54’ cross di Callejon e Wallace per anticipare Insigne mette la palla nella sua stessa rete, due minuti e Zielinski trova il tris deviando un tiro di Mario Rui. Partita chiusa. La perla e la massima espressione del sarrismo arriva con il poker azzurro: Jorginho duetta con Zielinski, il polacco supera due avversari, si invola in area e inventa per Mertens che con un tocco morbido supera ancora una volta il portiere bianco celeste. Il resto dell’incontro è pura accademia per gli azzurri che sfiorano anche la cinquina, la partita finisce in una bolgia tra gli applausi convinti dei propri sostenitori e l’ormai famosa “un giorno all’improvviso”, giù il cappello davanti a questo Napoli. 

Ansa

Primo tempo probabilmente figlio delle tensioni e preoccupazioni vissute in questo periodo senza nulla togliere alla Lazio, che resta una delle più belle soprese di questo Campionato. Secondo tempo bellissimo, perfetto, una goduria per tutti gli amanti del bel calcio. Forse proprio i tanti temuti infortuni alla fine del primo tempo “aiutano” gli azzurri: infatti è il capitano Hamsik a lasciare il campo per l’ennesimo infortunio degli uomini di Sarri ma al suo posto entra un devastante Zielinski, uno dei protagonisti indiscussi della brillante seconda frazione. Evitiamo di spendere parole sul discutibile arbitro Banti, sarebbe come sparare sulla croce rossa. Chiudiamo con una piccola menzione a Tonelli. Lanciato all’improvviso nella mischia non si lascia sorprendere e dimostra di meritare insieme a tutti noi questo meraviglioso SOGNO!!!

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Vincenzo Capretto è psicologo, giornalista e scrittore. La scrittura rappresenta un elemento centrale del suo percorso professionale e personale, come strumento di osservazione della realtà e di indagine del mondo emotivo. È autore di Il volto dell’inganno, e della raccolta poetica La mia vita di notte. Nei suoi lavori la narrazione diventa un mezzo per dare voce alla complessità dell’esperienza umana, mantenendo uno stile sobrio e riflessivo.

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