16 Maggio 2026
  • www.footballweb.it e’ una testata giornalistica
  • registrata presso il Tribunale di Napoli Nord –
  • Numero registrazione 22 cronologico 4288/2016.
  • Editore: Gianni Pagnozzi;
  • Direttore Responsabile: Michele Pisani

Mister 33 d’oro. A Sarri la panchina d’oro per la stagione 2015/16.

Views: 1

di Vincenzo Capretto ©riproduzione riservata


Mister Sarri o meglio ancora Mister 33 vince la panchina d’oro 2017 precedendo il suo amico/nemico Allegri. L’allenatore del Napoli rompe un’egemonia juventina che durava da quattro anni, con tre vittorie di Conte e l’anno scorso con Allegri. Il “toscanaccio” conquista l’ambito premio con 25 voti su 61, segue Allegri con 22.

Una piccola biografia per chi, ancora pochi, non conoscessero Sarri.

Maurizio Sarri, nasce 58 anni fa a Napoli, quando i genitori erano lì per lavoro. Il padre lavorava da gruista all’ Italsider di Bagnoli. In gioventù si alterna tra allenatore e dirigente di Banca. Fin quando nel 2001 la sua passione, il calcio, prende il sopravvento lasciando il lavoro in Banca. Non ha un grosso curriculum prima di Napoli tre le varie squadre annoveriamo Pescara, Arezzo, Avellino, Perugia, Sorrento, si alterna tra campionati di Eccellenza e serie cadetta. Si consacra agli occhi dell’opinione pubblica nel 2012 quando passa all’ Empoli. Sfiora nel primo anno la serie A, per poi raggiungerla l’anno successivo.

Diviene allenatore del Napoli nell’estate 2015, con gli azzurri ottiene il record di punti (18 su 18) della competizione nella fase a gironi dell’Europa League del 2015/16, il record di gol fatti (22 in 6 partite) e subiti (3 in 6 partite) sempre nella fase a gironi della competizione. Il Napoli centra otto vittorie consecutive in campionato, record assoluto per la società partenopea in Serie A. Chiude la prima stagione sulla panchina azzurra al secondo posto con conseguente qualificazione diretta in Champions League, facendo registrare una serie di nuovi record: punti (82), vittorie in campionato (25) e reti stagionali in tutte le competizioni (106) della società azzurra, oltre al maggior numero di reti realizzate (80) e al minor numero di quelle subite (32) nei tornei di A a 20 squadre.

Adotta quasi tutti i moduli con la difesa a 4, e prima di venire a Napoli il suo cavallo di battaglia era diventato il 4-3-1-2 a rombo, successivamente in terra campana in un 4-3-3 “periodico”. Pressing asfissiante e gioco veloce, spettacolo e rischi contemporaneamente. Allenatore che fa del calcio il suo pane quotidiano, classico ma allo stesso tempo capace di modificare il suo pensiero con il trascorrere degli anni. Ama parlare e confrontarsi con i suoi giocatori, per permettere loro di esprimersi al meglio. Grande motivatore, tattico e osservatore, al punto tale da non lasciare mai la penna ed il taccuino per i suoi appunti.

Piccola nota di colore, da bambino tifava Napoli per la sua nascita, da adulto poi è divenuto tifoso della viola. Nel 2000 gli fu dato il nomignolo di “Mister 33” quando allenava il Sansovino in Eccellenza, nome nato per i suoi 33 schemi di gioco differenti.

Uomo intelligente, educato, umile e mai sopra le righe, anzi forse il suo unico difetto è la schiettezza. Il suo calcio in Italia è considerato da molti addetti ai lavori il più bello in assoluto.

Oggi ha vinto Sarri ma questa è una vittoria di tutta Napoli soprattutto se ad arrivare secondo è proprio l’allenatore della “odiata” Juventus. Speriamo che sia di buon auspicio per i prossimi imminenti big-match con la “vecchia Signora”. Sono autorizzati tutti gli scongiuri del caso!!

 

“Sono figlio di operai, ciò che percepisco basta e avanza. Mi pagano per fare una cosa che avrei fatto la sera,dopo il lavoro e gratis. Sono fortunato”

 

 

 

 

 

 

 

About Vincenzo Capretto 189 Articoli
Vincenzo Capretto è psicologo, giornalista e scrittore. La scrittura rappresenta un elemento centrale del suo percorso professionale e personale, come strumento di osservazione della realtà e di indagine del mondo emotivo. È autore di Il volto dell’inganno, e della raccolta poetica La mia vita di notte. Nei suoi lavori la narrazione diventa un mezzo per dare voce alla complessità dell’esperienza umana, mantenendo uno stile sobrio e riflessivo.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.