16 Maggio 2026
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L’insolita arma di Sebastian

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Erano passati dieci anni dall’ultima vittoria della Ferrari in Australia, tradizionalmente gara d’esordio del Mondiale di Formula 1. Era il 2007 quando Kimi Raikkonen, alla prima gara con la scuderia di Maranello, tagliò per primo il traguardo precedendo Fernando Alonso e Nick Heidfeld: al termine della stagione, il finlandese vinse il Campionato del Mondo, l’ultimo per i colori Ferraristi.

C’erano grandi aspettative per questo esordio 2017, dovute ai gran cambiamenti sia ai vertici del Circus sia nel regolamento. I test di un mese fa in Spagna avevano ulteriormente espanso la portata di tali aspettative, in quanto le prestazioni della Ferrari promettevano finalmente una vettura che potesse duellare con la Regina delle ultime stagioni, la Mercedes. A differenza di quanto avvenuto nei due anni passati, la scuderia italiana ha mantenuto le promesse anche quando contava davvero. Sebastian Vettel ha vinto il Gran Premio d’Australia, al termine di una gara corsa a livelli spaventosi di velocità e concentrazione.

Il tedesco, che partiva secondo in griglia, si è incollato ad Hamilton sin dalla prima curva, senza mai mollare di un centimetro nonostante il tentativo di fuga dell’inglese. Anzi, il vice campione del mondo è entrato in una sorta di ansia da prestazione che lo ha indotto a strafare, distruggendo i suoi pneumatici UltraSoft in pochi giri e rientrando quindi troppo presto per il cambio gomme. Si è poi ritrovato dietro a Max Verstappen, osso durissimo da superare, che lo ha portato a perdere secondi preziosi e decisivi. Vettel ha di fatto costruito qui la sua vittoria, con una strategia anomala che i più hanno già denominato come “Overcut”: tradotto, il ritardo della sosta ai box. Di fatto l’antitesi dell’Undercut, cioè il modo più usato dai piloti del Circus per tentare un sorpasso attraverso la strategia, anticipando la sosta e spingendo poi nei giri successivi per sfruttare al massimo lo pneumatico fresco. Vettel ha dunque approfittato dell’insolita situazione di incertezza creatosi nel box delle Frecce d’Argento, non abituate certamente a concorrere con avversari così competitivi come il Vettel di ieri.

La situazione che è andata poi a disegnarsi ha preso i contorni dell’Eden per Sebastian, uno che quando prende il comando della corsa non lo molla più, uno che fissa il suo mirino in avanti senza guardarsi mai alle spalle. Così vinse 4 mondiali consecutivi in Red Bull, così ha trionfato ieri, sbloccando una serie infinita di non-vittorie della Ferrari, che non portava a casa i 25 punti da quasi due anni (Singapore 2015). Risultati immagini per vettel australia

Il doppio pugno di Toto Wolff al momento del sorpasso di Vettel su Hamilton rappresenta invece la metaforizzazione perfetta dell’altra faccia della gara, quella argentea della Mercedes. Dopo aver dominato libere e qualifiche con Hamilton, la delusione per non aver vinto la gara d’esordio è certamente tanta. Il pilota inglese si è perso nelle sue insicurezze, o più semplicemente ne aveva meno di Vettel. Chi di certo non ha sfigurato è il suo nuovo compagno Valtteri Bottas; il finlandese in realtà non ha mai dato la sensazione di poter ambire alla vittoria, ma ha chiuso a pochi secondi da Lewis dimostrando comunque un certo feeling con la nuova vettura. Poco performante con le mescole più morbide UltraSoft, ha tuttavia radicalmente cambiato passo quando ha montato le Soft, guadagnando anche un secondo a giro sul compagno di squadra; si mormora poi di ordini di squadra che ne hanno frenato la rincorsa al momento decisivo.

Risultati immagini per toto wolff pugno

Amletica la gara di Raikkonen, giunto ai piedi del podio. Il finnico è forse l’unico dato negativo del weekend Ferrari, mai sui livelli di Vettel e delle Mercedes su una pista che notoriamente è tra le sue preferite. Kimi si è limitato ad una gara conservativa, non osando nemmeno la SuperSoft al momento del cambio gomme; ha controllato la rimonta di Verstappen sul finale di gara, con lo squillo del best-lap al penultimo giro, ma non è accettabile giungere al traguardo con più di venti secondi di ritardo dal compagno di squadra. IceMan dovrà dimostrare di essere al pari di Vettel già dalla Cina, perchè la Ferrari, se confermerà questa competitività, avrà estremamente bisogno di entrambi i suoi piloti.

Aspettando la Red Bull (e soprattutto lo sfortunato Ricciardo), applausi a scena aperta per Antonio Giovinazzi. Il giovane talento nostrano, sfornato dall’Academy Ferrari, si è ritrovato catapultato a sorpresa sul sedile della Sauber dopo il forfait di Pascal Wehrlein. Giovinazzi ha chiuso al 12esimo posto, prendendosi i complimenti degli addetti ai lavori. Sperando che le possibilità di mettersi in mostra saranno diverse nel corso della stagione, l’Italia si gode finalmente il proprio gioiello e riporta in Formula 1 un pilota a distanza di sei anni (gli ultimi furono Trulli e Liuzzi).

Tra due settimane si riparte dal Gran Premio di Cina, circuito vero e certamente diverso per caratteristiche da quello di Melbourne. La Ferrari per la conferma, la Mercedes per il riscatto; la Formula 1, intanto, è tornata a vedere Rosso.

 

 

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