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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
Siamo giunti ormai alle battute finali di un campionato più combattuto che mai e il Milan, purtroppo, ci arriva con la spia della benzina accesa. I propositi sono buoni, le prestazioni della squadra sono sempre in crescita e mai deludenti, ma purtroppo il serbatoio dove Gattuso ha messo il suo carburante era troppo piccolo e i chilometri da recuperare per arrivare al quarto posto, erano troppi.
I rossoneri sotto questo aspetto hanno già compiuto un piccolo miracolo, portando a casa risultati che all’andata erano pura eresia. Contro il Toro, però, è arrivato il 4º pareggio consecutivo, dettato in primis dall’assenza di Calhanoglu (uomo più in forma del momento) e poi dalla poca lucidità del reparto offensivo negli ultimi 16 metri. In 5 partite, infatti, inclusa anche la sconfitta dello Stadium, sono arrivati soltanto 3 gol e sono stati siglati da un giocatore per reparto, dove l’unico attaccante andato a segno è stato Nikola Kalinic. Una mancanza che sta constando troppo al Milan, che adesso deve badare più alle squadre alle sue spalle, che a quelle che la precedono. L’Atalanta, infatti, con la vittoria di Benevento si è portata a soli due punti dai rossoneri, senza contare Sampdoria e Fiorentina appena dietro di tre lunghezze.
La prestazione di ieri contro il Torino è stata buona sotto l’aspetto tattico e mentale, mentre è peccata sotto l’aspetto qualitativo. In primis quello di Kessie, che ha iniziato regalando un rigore al terzo minuto (sbagliato ancora una volta da Belotti) e sbagliando la maggior parte delle giocate seguenti. Bonaventura, oltre al gol, ha provato poco l’uno contro uno, cosa che avrebbe dovuto fare lui (e non Borini) in assenza di Calhanoglu, out prima della gara per un problema al ginocchio. Dal centrocampo spicca la prestazione di Biglia, sempre più sicuro di se stesso. Cosi anche Rodriguez, sempre più in fiducia. Male, invece, Suso e Borini. Senza le loro accelerazioni Kalinic può fare ben poco. L’unica vera azione buona per la prima punta, infatti, è stata la combinazione tra Kessie e Cutrone nel secondo tempo.
Nel complesso è stata una buona gara da parte del Milan, che ha sofferto solo negli ultimi 20 minuti. Adesso il calendario offre lo scontro casalingo contro il Benevento che, in caso di sconfitta, sarà matematicamente in Serie B. E’ passato un girone intero, dunque, per Gennaro Gattuso che, con una vittoria, può sia rilanciare il Milan nello sprint finale e sia togliersi il sassolino dalla scarpa che si porta dalla partita d’andata.

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