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Parla poco, non ama le luci della ribalta come il cognato Lotito. Marco Mezzaroma, ci ha tenuto a comunicare alla tifoseria tutta,che lui ci crede. Il co-patron della Salernitana, pur consapevole che in questa stagione la squadra s’è trovata a “dover far fronte a numerosi inconvenienti”, rigetta il pessimismo e invita tutti all’unità anche dopo l’amaro e rocambolesco pareggio interno di venerdì al cospetto del Foggia di De Zerbi. Dopo il derby in trasferta in casa del Savoia, ci sarà la gara che poteva valere il sorpasso, il match verità in casa con il Benevento. Coi sanniti prosegue il duello a distanza, anche se ora si stazione a -4. Intervenuto in diretta telefonica sulle frequenze di Radio Bussola 24 nel corso della trasmissione “Gli sporTaccioni”, Marco Mezzaroma è stato chiaro nel commentare le dichiarazioni di Fabio Brini dopo la gara col Melfi.“Stamattina c’era un bellissimo articolo sul Corriere della Sera che mi ha colpito. In esso, una citazione di George Bernard Shaw: ‘Il silenzio è la più perfetta espressione del disprezzo’. Posso utilizzare sia questa citazione, sia dire che io non sono campano ma da quelle parti si dice ‘chiagne e puntini, puntini’, scegliete voi”. Quella col Benevento sarà ‘la’ partita: “Ho già detto che non sarà decisiva, ma molto importante. Bisognerà affrontare la partita nel modo giusto, il campionato è lungo, bisogna sbagliare il meno possibile. Iniziative per invogliare la tifoseria ad affollare gli spalti? Non credo ce ne sia bisogno, è già l’importanza della partita a farlo. Stiamo comunque ragionando con l’area marketing se ci sono margini per fare qualcosa”. Si riflette sulla giornata granata, anche. Mezzaroma torna poi a parlare dei malumori della tifoseria, soprattutto quelli esternati venerdì sera nel piazzale della tribuna con eloquenti espressioni nei confronti del socio-cognato Lotito, volte a chiedere l’allontanamento dell’allenatore. “Stiamo parlando di una squadra seconda in classifica, ampiamente in linea con gli obiettivi che si era proposta, non siamo mica in zona retrocessione – replica il presidente – Ho un grande timore: c’è una sorta di masochismo in noi salernitani, spesso ci facciamo del male da soli, cercando sempre di vedere cioò che non va. Ho chiesto a tifosi, staff, squadra e mezzi di comunicazione di rendersi conto dell’importanza dell’obiettivo: se cerchiamo sempre il pelo nell’uovo, non andremo mai avanti”. Però c’è una serie di dati di fatto: non è la prima volta che si registra una sproporzione di rendimento tra il primo e il secondo tempo. “Atteggiamento ricorrente, è accaduto in più di una partita – conferma Mezzaroma – È come se la squadra avesse bisogno di una scossa per esprimere al meglio la sua carica tecnica e agonistica. Questa è un’impressione, un’opinione che vale come tante altre. Dovremmo avere sicuramente un approccio diverso alle gare: non che i ragazzi non s’impegnino, ma questo problema va analizzato”. Guardandosi alle spalle, la stagione della Salernitana è stata costellata da numerose difficoltà. “Tanta roba nonostante le avversità”, ha spesso ripetuto Menichini nel commentare il numero di punti raggiunto fin qui dai suoi. Dal repentino cambio tecnico al’incredibile sequela di infortuni, la squadra non è mai riuscita ad essere tranquilla. “L’annata ha avuto nel suo prosieguo una serie di inconvenienti che fanno parte del gioco, essendo un campionato così duro – afferma Mezzaroma – Per carattere sono convinto che guardare al passato non sia utile o produttivo, ci sono sicuramente stati errori, nessuno è infallibile ed io per primo. Ma l’obiettivo che abbiamo di fronte è troppo importante, direi di tirare le somme a fine anno e vedremo”. Emerge il dato numerico della difesa, la migliore del campionato con 20 gol subiti. Di cui, tuttavia, ben 15 tra le mura amiche. Un caso? “Sono dati che devono farci riflettere ma sono fiducioso. Ci può essere un eccesso di voglia di far bene che porta la squadra spesso a riversarsi in avanti e rimanere scoperta – risponde il co-patron – È anche vero che il calore del pubblico è una spinta in più che i calciatori hanno e che utilizzano al meglio, come dimostrato dalle partite recuperate nei minuti finali grazie al sostegno dello stadio. Non credo all’ansia da prestazione, i giocatori sono professionisti e possono sopportare la pressione che è positiva”. Come il sostegno posto a Lotito, auspicato prima della gara dallo stesso Mezzaroma. “Devo ringraziare i tifosi per gli striscioni e l’affetto dimostratogli, mi dispiace che Claudio sia venuto con 39 di febbre, non potendo ringraziarli come avrebbe voluto. Ma con la sua presenza ha dato ancora una volta dimostrazione di attaccamento – ha detto nel rush finale di trasmissione – Qualche potere forte ce l’ha con lui? Gli organi d’informazione fanno il loro dovere e hanno il diritto di criticare, ho imparato a leggere quello che c’è dietro oltre a quello che c’è scritto tra le righe. Mi piacerebbe, però, che sui giornali venissero indicati anche gli azionisti: faccio un esempio, dietro il gruppo Rizzoli-Rcs, ovvero Corriere Della Sera e Gazzetta dello Sport c’è la Juventus, attraverso la Fiat. Sono convinto della buona fede e dell’onestà dei giornali, ma sarebbe utile mettere al corrente dei lettori di chi sono i proprietari, così da fornire loro una diversa chiave di lettura”.
Raffaele Cioffi

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