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Negli ultimi tempi, eravamo abituati a vedere un’Atalanta frizzante e capace di issarsi anche nella parte sinistra della classifica. Il campo della Dea era sempre uno dei più insidiosi anche per le grandi, ma quest’anno varie vicissitudini hanno complicato il cammino dei nerazzurri. Gli scarsi risultati e un ambiente un po’ frustrato hanno fatto sì che la dirigenza decidesse di dare il benservito a Colantuono, che tanto bene ha fatto sulla panchina orobica, per affidare la squadra a Reja. Il tecnico goriziano si ritrova a lavorare con Pierpaolo Marino, i due che hanno contribuito notevolmente, pur con mansioni diverse, alla risalita del Napoli dalla serie C alla A. Entrambi proveranno a tirare fuori l’Atalanta dai bassifondi di una classifica poco lusinghiera e rassicurante. Il Napoli è chiamato a riscattarsi in campionato dopo il bruttissimo scivolone esterno, il terzo consecutivo, contro il Verona sperando in un passo falso delle capitoline perché c’è un terzo posto da riconquistare e un secondo a cui guardare ancora, vista la condizione della Roma. All’andata, gli azzurri volevano uscire dal momento di crisi espugnando anche l’Atleti Azzurri d’Italia e ci andarono vicinissimi. Il solito gol di Denis, un cecchino quando incontra la sua ex squadra, fu pareggiato dal guizzo di Higuain e lo stesso Pipita, a pochi minuti dalla fine, si fece ipnotizzare da Sportiello dagli undici metri. Ma quell’amarezza fece scattare qualcosa negli uomini di Benitez che si imposero con autorevolezza in casa contro la Roma e al Franchi di Firenze.
Comunque, per parlare di quest’Atalanta targata Reja che si appresta ad affrontare la trasferta partenopea, contattiamo Matteo Mongelli di TuttoAtalanta.com, a cui chiediamo i motivi di questa annata così difficile: “I problemi sono diversi e, al di là degli infortuni che comunque non possono condizionare una intera annata, ad incidere tantissimo è stata la condizione non ottimale di alcuni giocatori chiave. Penso a Cigarini e Denis, i perni di questa squadra che, rallentando le loro prestazioni, ne hanno indebolito notevolmente il potenziale. Si può affermare che loro due non siano più quelli degli anni scorsi, naturalmente non sono da attribuire a loro le cause di questa stagione non brillantissima, ma quando il faro della squadra spegne un po’ la sua luce e il bomber non finalizza come prima, è normale risentirne. Quando ad una squadra come l’Atalanta, togli due pedine fondamentali, c’è il rischio che crolli tutta l’impalcatura. Se poi ci mettiamo anche la cessione di Bonaventura, un altro che sapeva prendere in mano la squadra, allora si può avere l’idea di come, rispetto agli anni scorsi, l’Atalanta non sia più la stessa. Quindi, sicuramente non è il cambio di allenatore a risolvere le cose”. A questo punto, ci facciamo dire cos’è cambiato con l’avvento di Reja e quali sono le differenze tra i due tecnici: “Già nello 0-0 contro l’Udinese si è vista un’Atalanta diversa. Con Colantuono c’era molta densità a centrocampo, mentre con Reja si spinge molto sulle fasce e ci sono cambi di gioco più veloci ad innescare proprio gli esterni. Però, se poi manca la finalizzazione diventa tutto inutile, il vero problema di questa squadra è l’attacco spuntato, non c’è concretezza. Nel primo tempo contro l’Udinese, gli orobici hanno creato una miriade di palle gol ma bisogna pur buttarla dentro e, se non lo fai, le partite non le vinci. A livello tattico, si è passati dal 4-4-2 di Colantuono al 3-4-2-1 di Reja ma, contro il Napoli, è probabile che ci sia ancora un altro schieramento”. Un focus anche sul probabile undici che scenderà in campo al San Paolo: “Si dovrebbe giocare con un 4-2-3-1. Tra i pali Sportiello, sulle fasce Masiello a destra e Dramé a sinistra, mentre al centro Stendardo sembra sicuro del posto e dovrebbe essere affiancato da Biava, preferito a Cherubin e Benalouane. In mediana agiranno Cigarini e Baselli, mentre sulla trequarti Zappacosta giocherebbe alto a destra e Gomez largo a sinistra, con Moralez ad agire dietro l’unica punta che dovrebbe essere Pinilla”.
Al collega orobico chiediamo anche chi abbia convinto maggiormente finora e chi rappresenti l’anello debole della squadra: “C’è da registrare il grande campionato di Zappacosta, uno che ha dimostrato di meritare la serie A, è stato lui a regalare il pari contro il Genoa, quindi, davvero tanti applausi per l’ex Avellino. Anche Estigarribia stava disputando un grande campionato prima di essere bloccato dall’infortunio, mentre chi ha salvato più volte il risultato è stato Sportiello, peraltro anche nella gara d’andata contro il Napoli ha ipnotizzato Higuain dal dischetto a pochi minuti dal triplice fischio. Solo con la Sampdoria è stato incerto, ma quella gara sarebbe stata persa ugualmente. Spiace dirlo ma chi non gira proprio sono i giocatori che, in precedenza, hanno fatto le fortune di questa maglia: Cigarini e Denis. Ma ritengo che sia un problema di condizione perché manca proprio la brillantezza”. Ci si aspetta un Napoli determinato a cancellare l’onta di Verona e la prova scialba di Mosca, mentre l’Atalanta non può accontentarsi di pareggiare se vuole abbandonare le posizioni che scottano. Ci facciamo dire da Mongelli che partita prevede: “Credo che il Napoli farà la partita anche se incontra sempre difficoltà quando è chiamato a farlo. A Bergamo si sente particolarmente questa gara e l’ambiente viene caricato oltremodo quando c’è da affrontare gli azzurri, ma si giocherà a Napoli e, quindi, il fattore ambientale dovrebbe solo favorire gli uomini di Benitez. A livello di nomi, bisogna fare attenzione a Zappacosta e Gomez, i due esterni alti, molto sollecitati dal gioco di Reja e poi gli inserimenti di Moralez possono rivelarsi mortiferi. Diciamo che la qualità offensiva e l’imprevedibilità dei suoi interpreti possono creare dei problemi agli azzurri anche se, come abbiamo ampiamente detto, in fase di finalizzazione si viene meno. Mister Reja è ancora alla ricerca di un disegno che faccia al caso di questa Atalanta e anche al San Paolo proverà a trovare l’assetto più congeniale”. Ogni squadra ha un obiettivo e, a seconda del campionato che si è chiamati a fare e del ruolo che si andrà a recitare, si guarda la classifica da una prospettiva differente. Andiamo a scoprire cosa ne pensano da Bergamo: “Che lo scudetto sia ormai assegnato mi sembra un dato oggettivo, a Roma ci sono problemi ambientali e il Napoli può tentare questo avvicinamento al secondo posto. Ma c’è una Lazio che, lavorando in sordina, si sta costruendo il terreno per piazzarsi dietro la Juventus. Ho fatto caso a questo particolare: se intorno a Napoli e Roma c’era sempre tanto clamore perché venivano indicate come le principali antagoniste per contendere lo scudetto alla Juve, se si è parlato e riparlato della Samp e le sue imprese, intorno alla Lazio non si sono mai accesi i riflettori. Così, a fari spenti, la compagine di Pioli, contando sul fatto di non essere processata più di tanto dopo uno scivolone e di non salire sul piedistallo dopo un successo importante, ha fatto della tranquillità la propria strada che l’ha condotta ad un passo dai cugini della Roma. La Fiorentina è troppo una mina vagante, ai viola manca continuità per poter puntare al terzo posto, mentre Milan e Inter sono ormai fuori dai giochi sia per questioni legate all’organico (quello rossonero è carente) che ai rispettivi ambienti. Per quanto riguarda la lotta alla salvezza, credo che l’Atalanta si salverà senza problemi. Per me basta ritornare ai tre punti che cambierà tutto, vedo molto male il Cagliari e forse l’unica squadra che potrebbe avere ancora velleità di salvarsi è il Cesena che, pian piano, sta risalendo”.


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