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Più che una partita, sarà un’ esame di maturità. Sia per l’Avelino che per il Livorno. Anche perchè le due squadre hanno gli stessi punti e sono ad appena tre punti dalla vetta. Oltre ad avere lo stesso numero di reti fatte e subite. Ma le similitudini finiscono qui. La squadra di Gautieri, a differenza di quella di Rastelli, non convince ancora. O quantomeno non del tutto. Il gioco espresso non entusiasma e gli uomini migliori fanno fatica. Soprattutto Belingheri e Galabinov.
NOSTALGIA- Già, il bulgaro stenta: appena un gol fatto in 4 gare. Troppo poco. Ma attenzione a sottovalutarlo. Anche l’anno scorso Galabinov vedeva poco la porta. Poi dalla settima giornata si è sbloccato, ha iniziato a segnare con continuità, fino a conquistare la maglia della sua Bulgaria e convincere i più scettici, gli stessi che adesso lo rimpiangono.
INDISPONIBILI – Anche l’attacco di Rastelli piange. Dopo Castaldo il diluvio. E per il momento non si vedono schiarite: Arrighini lotta, ma non inquadra mai il bersaglio grande. Ed è probabile che resti ancora in panchina.per fare spazio a Comi. Confermato invece il 3-5-2, mentre Gautieri si affiderà al 4-3-3. In porta ci sarà Mazzoni, sulle fasce Gemiti e Gonnelli sostituiranno gli indisponibili Lambrughi e Ceccherini. La coppia centrale sarà formata invece da Emerson e Bernardini. Mosquera, Luci e Belingheri comporranno la linea mediana. In attacco Siligardi e Cutolo in appoggio a Galabinov, pronto a far valere la legge dell’ex. Rastelli invece si affida a un’altra legge: quella del Partenio, un po’ datata ma sempre attuale.
Mariano Messinese
Twitter: @MarianoWeltgeis

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