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Nella giornata in cui il protagonista era il nuovo allenatore della Salernitana. Non poteva mancare un suo intervento. Raggiante in volto, con piglio deciso e convinto, ha preso la parola avendo di fianco l’uomo che lui ha scelto fra tanti. Una sua scelta, ed ha convinto anche la proprietà con caparbietà ed decisione, ad accantonare in maniera non indolore, il passato Menichini, ed abbracciare il nuovo che di nome fa Vincenzo Torrente. Campionato nuovo, vita nuova e sfide nuove. Angelo Mariano Fabiani è pronto più che mai a ripartire. Le feste per la promozione sono state accantonate da un pezzo, ora l’attenzione del direttore sportivo granata è tutta rivolta al prossimo torneo. “Il mister è emozionato, questo la dice tutta sulla passione con cui ha accettato di assumere questa carica. La scelta di Torrente è stata low cost, come ha scritto qualcuno. Battute a parte, cercavamo un tecnico con determinate caratteristiche, ci siamo confrontati e la proprietà ha deciso che potesse avere il profilo giusto: qui chi detta le condizioni non sono io ma sono Mezzaroma e Lotito – ha dichiarato il direttore sportivo granata – Torrente ha vinto qualche campionato e lavorato in piazze importanti. Ha fatto un lavoro eccezionale, è un modesto, ma per due anni ha sfiorato i playoff perché quella società, il Bari, aveva anche penalizzazioni. Nel calcio contano i risultati, ci auguriamo che tutti insieme possiamo raggiungere i risultati prefissi all’inizio del campionato. Non so dire quale differenza ci sia con Menichini: posso dire che sia nel calcio di parrocchia che nella finale di Champions c’è sempre aria nel pallone. Il calcio è importante e uguale in tutte le categoria”. Già, Menichini. Perchè il divorzio? “Posso rispondere solo con un grazie alla proprietà che ha riposto la fiducia in me, non so perché si è deciso di divorziare da Menichini, non l’ho creata io questa decisione. A prescindere dalle considerazioni personali, va detto grazie al mister per quanto fatto. Poi i programmi possono cambiare, ma fa parte del calcio”, la risposta di un Fabiani che ha voluto ampiamente glissare sull’argomento. Anche sul mercato Fabiani preferisce restare sornione. “Ci sono molte considerazioni da fare, c’è la famosa lista dei 18 in B, bisogna fare il gioco delle famose coppie e dobbiamo ricevere indicazioni significative dal mister su come intende mettere a posto lo scacchiere. Non ne abbiamo parlato ancora – dice il dirigente romano – La Salernitana ha 6-7 giocatori a contratto, molti altri andranno convocati se si deciderà di fare un percorso assieme e arrivare a 12-13 e fare considerazioni. Azzardare ipotesi di mercato mi sembra fuori luogo, si potrebbero dire banalità. Tuia? Non è un mistero che è tra gli elementi che definiamo lo zoccolo duro. Poi bisognerà parlare col calciatore e con l’agente, la nostra volontà è confermarlo”. Il discorso Gabionetta si tinge di giallo, dopo il fallimento del Parma. “Si trova svincolato dopo la vicenda, faremo le nostre valutazioni più avanti – replica Fabiani – Ho avuto la fortuna di stare su un carro che ha vinto il campionato, ho ricevuto anche qualche chiamata. Io ho scelto di restare senza farmi scrupolo di categorie o soldi. Un calciatore che vince un campionato a Salerno si rivaluta e se ci sono poi società che fanno follie e li allettano con varie situazioni, certamente il sottoscritto non gli corre dietro, perché cerchiamo sempre di mantenere l’equilibrio nello spogliatoio, cosa che nell’anno trascorso è stata importante. Chi rimarrà e chi verrà a Salerno dovrà mantenere un certo profilo. Giocatori bandiera? Porremo il quesito in Lega ma dovremmo fare a meno di questi elementi aggiuntivi. Bergomi ha vinto un Mondiale giovanissimo, questi sono falsi problemi. Se sei bravo, sei bravo. La squadra? Un giusto mix perché la B è un patrimonio che tutti noi dobbiamo difendere”.
Raffaele Cioffi

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