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In pochi ricorderanno il film di Steno del 1976. I personaggi, due siciliani ed una veneta partono dal Piemonte per sfuggire ad una serie di guai. Al di là del soggetto della famosa pellicola a noi interessa e molto di più il suo titolo. E’ cosi. L’Italia s’è rotta e non solo quella calcistica. Abbiamo assistito all’ennesimo ‘figurone’ al cospetto di tutto quello che è targato ‘España’. Cadiamo sotto i colpi degli iberici in qualsiasi occasione, dalla nazionale, ai club più titolati di quello che una volta era il bel-paese. A mio modesto avviso, molto modesto e sono sincero, quando si perde in quel modo (e non solo gli azzurri a Madrid) io abbandonerei il calcio e mi dedicherei alla pesca subacquea e non per una presunta superiorità ma perché, dato di fatto incontrovertibile, abbiamo (hanno) vinto quattro mondiali e ne va della tradizione che per anni mantenivamo a livelli decenti. Ma i club italiani cosa giocano a fare con Barcellona e Real Madrid? O meglio perché si ostinano a confrontarsi, perché non decidono di disertare il rettangolo da gioco per manifesta inferiorità ? Ne abbiamo per tutti. Basta aspettare. La cosa che poi non riusciamo proprio a capire è la soddisfazione di taluni soggetti (non solo tifosi ma anche giornalisti e presunti tali) che sono pronti a tirar fuori dal frigo la miglior bottiglia di vino per festeggiare la sconfitta del nemico. Ma non era il contrario? Non le si stappavano in caso di vittoria? Quindi se ho capito bene oggi in molti si accontentano di gioire per le affermazioni di altri, ma allora è proprio vero che l’Italia s’è rotta.

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