16 Maggio 2026
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L’Inter ribalta la “Dacia” nel segno di Perisic

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Il calcio è bello perché vario anche quando sembra monotema; l’Inter ottiene in Friuli la quarta vittoria consecutiva, per 1-2, in rimonta. Ma queste quattro vittorie alla fine dei conti sono risultate essere tutte diverse fra loro: in principio, i nerazzurri avevano vinto meritatamente contro il Genoa, per poi sudare a Reggio Emilia contro il Sassuolo; contro la Lazio invece erano tornati dagli spogliatoi come undici anaconde, stritolando e massacrando i biancocelesti. Ad Udine, infine, l’Inter inizia male, va sotto, ma trova la forza di ribaltare tutto grazie alla doppietta di Ivan Perisic.Inter

Sin dal primo minuto, le due squadre dimostrano di aver smaltito le scorie da panettone e spumante dei festeggiamenti natalizi, e la gara parte subito con un’intensità pazzesca. L’Udinese si aggrappa alla forza fisica di Fofana e Zapata, che risulteranno essere l’arma in più dei bianconeri per tutto il corso del match. L’Inter, viceversa, sembra accusare la scarsa lucidità di Brozovic e Kondogbia: è l’impari scontro a centrocampo che sposta l’asticella della partita. Al 17′ quindi i padroni di casa passano in vantaggio: Samir, in versione Roberto Carlos, si fa tutto il campo seminando i suoi avversari, palla dentro per Jankto che è abilissimo nel battere Handanovic in uscita. L’Inter rischia di capitolare nei minuti successivi, quando prima De Paul colpisce il cuore del palo sinistro, e poi ancora Jankto sfiora la doppietta con un diagonale rasoterra fuori di un soffio. Il pareggio dei nerazzurri arriva allo scadere del primo tempo, ed è sicuramente immeritato. Icardi addomestica un gran pallone, si libera di un difensore e serve Perisic; il croato, da posizione certamente non facile, fredda Karnezis sul primo palo.

Come contro la Lazio, il gol sblocca l’Inter fisicamente e mentalmente: il secondo tempo vede in campo un’altra squadra. In apertura Banega si mangia un gol già fatto, e da lì gli ospiti iniziano a sciorinare il calcio visto nelle tre gare precedenti, ossia verticalizzazioni precise, palleggio fluido e rapidità. Banega lascia il posto a Joao Mario, ma anche il portoghese va ad un passo dal vantaggio sprecando una colossale occasione: il suo piattone a botta sicura (ed a Karnezis battuto) si infrange sul corpo di Widmer, appostatosi a pochi metri dalla linea di porta. Al minuto 87′ si decide la partita: da un calcio di punizione dipinto alla perfezione da Joao Mario, svetta ancora Ivan Perisic che di testa angola il pallone dove Karnezis non può arrivare. La Dacia Arena è ammutolita, l’1-2 è servito, ed i tre punti sono vitali.

-Il Napoli chiama, l’Inter risponde: i partenopei terzi in classifica avevano vinto 2-1 in rimonta sulla Sampdoria all’ultimo respiro, al termine di una prestazione non scintillante come al solito. I nerazzurri fanno la stessa cosa, andando a ribaltare l’Udinese negli ultimi scampoli di partita, e restano a -5 dalla zona Champions League.

-La vittoria della Dacia Arena porta la firma di Ivan Perisic il Terribile, che torna Zar per 90 minuti e sottomette i fiulani come fossero Boiari del 1564. L’esterno croato conferma un buonissimo stato di forma (aveva deciso anche il simpatico triangolare di Marbella qualche giorno fa) e per una volta sostituisce Mauro Icardi come goleador da 3 punti. Trascinatore.

-Il Rinascimento interista passa dai piedi (e dalla testa) di Ever De’Medici Banega. L’argentino, come fece il Magnifico Lorenzo fiorentino, si conferma l’ago della bilancia della formazione di Pioli. E’ lui il cervello di questa squadra, è lui che l’accende a suo piacimento, ed è lui l’incarnazione perfetta della creatura nerazzurra: le sue prestazioni incostanti nell’arco dei 90 minuti fanno pendant con quelle della sua squadra. Imprescindibile e necessariamente titolare, perché come lui in Serie A non c’è nessuno e lo dimostra anche quando non offre pennellate d’autore come contro la Lazio.

-L’Inter sta maturando, sta crescendo, soprattutto mentalmente. Ha saputo soffrire, anche eccessivamente, ha contenuto gli undici leoni bianconeri oggi estremamente affamati, e alla fine ha colpito. Come fa la Juventus, come fanno le grandi squadre. Merito di Pioli, il normalizzatore, che ha lavorato sulla testa dei suoi giocatori: era l’unica cosa da fare, ma l’ha fatta davvero bene.

Se il buongiorno si vede dal mattino, il 2017 promette di essere un anno nerazzurro diverso dagli altri, composto certo dalla solita ed ordinaria follia e dall’altrettanto usuale (ed assurdo) masochismo nel farsi del male da soli, ma con un’ingrediente nuovo: la caparbietà. Prossimo avversario il Chievo Verona delle meraviglie, e senza Marcelo Brozovic squalificato: cercasi punti, cercasi conferme.

 


 

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