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Italia-Brasile, del mundial spagnolo rappresenta l’apoteosi del calcio italiano degli ultimi 30 anni. Una partita giocata da una Italia fortemente rivoluzionaria negli aspetti extra-sportivi. Con Spagna ’82, nacque infatti il silenzio-stampa, adottato dalla squadra di Bearzot, per svelenire , le opinioni di certi giornalisti che non vedevano di buon occhio la squadra di Zoff e compagni. La tesi fu avvalorata anche dal pessimo pre-mondiale e dalla fase a gironi senza vittorie . Si andava quindi ad incontrare il Brasile, dopo aver battuto comunque i campioni del mondo dell’ Argentina , di un certo Maradona. Ma gli astrusi calcoli matematici non lasciavano scampo agli azzurri. Per la differenza reti, infatti al Brasile bastava un pareggio, mentre l’ Italia era condannata a vincere senza dover o poter fare calcoli. Il Brasile fummo noi! Conti sembrava in quella gara avere più classe di Eder, Cabrini sembrava essere diventato l’ emulo di Jarzinho. E la piccola Italia, divenne la Grande Italia, capace di annichilire dopo un match tiratissimo i temutissimi e favoriti brasiliani. Segnò subito Rossi, che d’un tratto sembrò aver smaltito tutte le scorie del calcio-scommesse che lo aveva visto protagonista in negativo. Pareggiò Socrates, su assist di Zico, facendo passare il pallone fra il primo palo e Zoff. A questo punto la qualificazione era nelle mani di Zico e compagni. Ma a metà del primo tempo un errorre grossolano di Junior , dette il via ancora ad una incursione di Pablito Rossi che insaccava con un violento tiro. Era il 2-1 per l’Italia. E’ così finì il primo tempo.
Nella ripresa, Falcao pareggiò le sorti della partita con una arabasce che diede la qualificazione momentanea al Brasile. Niente di più falso, a pochi minuti dalla fine su un calcio d’angolo battuto da Conti, Tardelli sfoderava un bel tiro, che il portiere brasiliano Valdir Peres, sarebbe comunque riuscito a neutralizzare, se non fosse intervenuto sulla traiettoria del pallone ancora lui, il Pablito nazionale che con un tocco furbo ravvicinato spiazzava il portiere avversario e tutta la difesa carioca. Rossi con quei tre gol entrò nella leggenda , e l’ Italia proseguì nella sua avventura mondiale.
Alessandro Lugli

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