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Sono molti i personaggi che hanno contrassegnato la storia del calcio italiano. Gianni Rivera è stato uno di quelli che più hanno influenzato, il divenire del nostro sport più popolare. Nato ad Alessandria il 18 Agosto, del 1943, Rivera ha cominciato a giocare sul campetto, dell’ oratorio di Valle San Bartolomeo, fin dai primissimi anni della sua vita. A 13 anni venne chiamato a far parte delle squadre giovanili dell’ Alessandria, a 15 anni esordì in A , paretcipando all’ultima partita del campionato 58/59 giocata dall’ Alessandria contro l’ Inter e finita con il punteggio di 1-1. E vi figurò decorosamente secondo le cronache. I primi sostenitori di Rivera sono stati suo padre, Teresio e sua madre Edera. Quindi il parroco, di Valle San Bartolomeo, l’ex allenatore della squadra giovanile dell’ Alessandria Cornara, infine l’ex centromediano dell’Alessandria Pedroni, che lo segnalò al Milan di Rizzoli , Viani, e del Liedholm ancora giocatore e Capitano.
La movimentata storia di Rivera, protagonista spesso contestatore del sistema – calcio ebbe inizio fin dai giorni dell’avvento del diciassettene campione al Milan. Magro, gracile, insensibile ad ogni tipo di emozione il giovane Rivera suscitò subito non poche perplessità. Rocco voleva fargli fare le ossa , ma Rivera tenne duro. Rivera stupì tutti con giocate sensazionali e gol regali. Era un inquieto e si ribellava alle storture che il calcio già da allora imponeva , quasi come fossero dei dogmi negativi, ossia i ritardi, le nequizie tattiche , le ingiustizie arbitrali, il caos manageriale. Era anche se si può dire dire vittima di nomignoli più o meno benevoli, sia per la sua caratura di giocatore che per i suoi stati umorali. Gianni Brera lo defini ” Abatino”. Altri lo chiamarono “il bambino d’oro” per la sua straordinaria classe ed inventiva. Altri ancora lo definirono ” l’ uomo dal tocco in più”. La sua immagine oltre ad essere legata alle tante vittorie col Milan fra cui ricordiamo scudetti e Coppe Campioni, è legata ai famosi 6 minuti finali giocati con la maglia della Nazionale contro il Brasile nella celeberrima finale della Coppa Rimet del 1970, vinta poi dal Brasile di Pelè per 4-1. Rivera in chiaro dualismo con Mazzola, fu relegato in panchina per quasi tutta la partita per poi essere messo in campo sul 3-1 per i brasiilani, al posto di Mazzola stesso. Un affronto che Rivera non mandò giù e che il tecnico Valcareggi, ha fatto sempre fatica nel dare giustificazioni plausibili. Rivera , comunque ha sempre giocato nel Milan dopo i brevi esordi nell’ Alessandria. Le sue maglie sono state due : Il Milan e l’ Italia. Ha vinto anche il Pallone d’Oro. L’ unico assieme a Rossi Baggio e Cannavaro. Una vera icona del nostro calcio.
Alessandro Lugli

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