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E’ bastato un preliminare. Una fase iniziale di preparazione al decollo. Senza Berlusconi, stavolta. Nessuna pillola blu in ballo e non è detto che ce ne fossero con la vecchia gestione. Stavolta, però, il Milan sembra aver trovato la formula giusta per tornare a volare. Con un aeroplanino a guidare lo stormo rossonero, verso l’Europa che mancava da troppo tempo. Si dovrà passare per il terzo turno di Europa League, certo. Probabilmente per qualche paese minore dell’Olimpo del calcio. Come amanti di vecchia data, però, il Diavolo e il vecchio continente torneranno a respirare l’uno i sospiri dell’altro, sperando di non lasciarsi più.
Azzerare i vecchi schemi, provare ad innovare, lasciando inalterata la sostanza di un club che fu il più titolato al mondo, in tempi nemmeno troppo lontani. La Cina, Li, Fassone e Mirabelli. Volti nuovi a via Aldo Rossi, con tutti i rischi e le perplessità che ne comportano. Il closing infinito, però, è ormai alle spalle. Il campionato quasi. Manca un’ultima giornata, un’ultima trasferta sarda resa una formalità dal successo col Bologna. Deulofeu, Honda e Lapadula rendono le cose (più) facili al Milan che verrà. Nonostante i tre alfieri non sappiano se faranno parte del nuovo corso.
Lo spagnolo, in prestito dall’Everton, con la recompra del Barcellona alle calcagna, ha trascinato la carretta negli ultimi due mesi. Probabile si effettui un tentativo per trattenerlo, sarebbe sacrosanto, magari per tenerlo nel tandem di esterni con Suso. La sua permanenza, però, è tutt’altro che scontata. Per quanto riguarda il giapponese, sembrano invece arrivati i titoli di coda, piuttosto ritardati, con un nero in regia che non ha intaccato la sua professionalità. Non a caso, tutta la panchina ha celebrato la punizione del 2-0 alla stregua di una finale di Champions. Anche l’italo-peruviano, che continua a lanciare strali d’amore ai tifosi rossoneri, non sembra uno dei punti cardine per la prossima stagione. La partenza di Bacca, che si è spogliato della maglia rossonera già sulle tribune del Sanchez-Pizjuàn a fine novembre, non regala speranze supplementari.
Tanti enigmi e poche certezze all’orizzonte. Un futuro in divenire, quello milanista, che non si oppone al cambiamento. Rinverdire i fasti del passato, a cominciare dai colori della maglia. E’ tornata la livrea rosso(fuoco)nera, sono tornati i pantaloncini bianchi e persino i calzettoni bianchi. Ora non resta che far tornare pure coccarde e scudetti da cucirvi sopra. Non sarà affatto semplice, perchè la Juventus continua a veleggiare verso un dominio senza soste ed il Napoli cresce di anno in anno (pur vincendo poco o nulla). A ritmo di lumaca si è arrivati al preliminare, a ritmo di tormentoni estivi e calura lo si dovrà giocare.
27 luglio e 3 agosto le date rosse sul calendario. Con un ritiro previsto a inizio luglio e la tournée irrinunciabile in Cina a fare da preludio. Il 14 luglio metterà il Milan testa di serie dei sorteggi del terzo turno di fronte al suo destino. Un doppio confronto da superare che introdurrà ad un ulteriore doppia gara, insomma tutt’altro che una passeggiata. Non a caso, il calciomercato di Mirabelli e Fassone è partito in grande anticipo. E’ il cammino di espiazione di anni di assenza dalle coppe, l’unico possibile per la squadra di Montella. L’unico possibile per chi non è saputo andare oltre il sesto posto.
Servizio di Valerio Lauri ©riproduzione riservata
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