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Lunedì il 94′ fu fatale alla Salernitana. Oggi il 95′ la manda alle stelle. Vince all’ultimo assalto, dopo un vortice di emozioni e ribaltamenti di fronte. Prima rischia di capitolare, poi passa in vantaggio, viene rimontata su un ingenuità del portiere fin a quel momento il migliore in campo e come detto, all’ultimo secondo utile espugna il Ceravolo con Andrei Cristea, vero protagonista della partita. Il rumeno che arriva dall’Azerbaijan, voluto fortemente in campo da stampa e tifosi risulta essere decisivo per la vittoria che rimette in vetta della classifica la Salernitana. Menichini non cambia modulo ma modifica alcuni uomini, a causa soprattutto di necessità dettate da infortuni (Calil e Nalini) e squalifiche (Colombo). Dinanzi a Gori s’adatta Tuia a destra, con Franco che torna titolare a sinistra e Lanzaro che, nonostante il grave lutto familiare che l’ha colpito poche ore prima del match, si posizione regolarmente al centro della retroguardia in coppia con Trevisan. Turno di riposo per Favasuli in mediana, al suo posto ecco Bovo nel reparto completato da Pestrin e Moro. Tridente offensivo quasi inedito, con Mendicino riferimento centrale, e il duo Gabionetta-Negro sugli esterni. Su un campo leggermente scivoloso la Salernitana sembra affrontare il match con gran carattere, poi col passare dei minuti si disunisce. Del calabrese Giampà, ex di turno assieme a Giandonato e Mounard (in panca), la prima conclusione al 14’ con palla notevolmente alta. La Salernitana attende con difesa in linea, praticamente assenti le sortite offensive dei due terzini. S’interscambiano spesso e volentieri i tre attaccanti campani, ma tocca a un centrocampista, Moro, scaldare per primo i guantoni di Bindi dalla distanza (18’). Sarà l’unico pericolo ospite dei primi 45’. Interessante il confronto tra mediani. Pestrin imposta, Moro e Bovo incontrano però qualche difficoltà. Dall’altra parte Giandonato tiene a far bella figura e non si risparmia, neppure quando si tratta di intervenire ringhiando sulla sfera. Il Catanzaro prende progressivamente in mano il pallino del gioco in mano e al 23’ Gori si esalta: cross dalla destra di Giampà che pesca il pur piccoletto Russotto in area, il cui colpo di testa è letteralmente tolto dalla porta da un prodigioso volo a una mano del portiere ospite. “Lotito, Lotito”, cantano ironicamente i sostenitori di casa ogni qual volta il direttore di gara prende una decisione sfavorevole ai giallorossi. Sanderra tradisce in più di un’occasione il suo proverbiale aplomb per protestare con il direttore di gara. I calabresi diventano padroni del campo e colpiscono pure un palo (27’) con Mancuso, penetrato in area da destra lungo la linea di fondo: deviazione provvidenziale ancora una volta di Gori. La Salernitana s’innervosisce un po’. Sul taccuino di Baroni finiscono Lanzaro, Tuia e Franco, quest’ultimo diffidato. Ancora l’estremo granata protagonista al 36’, quando si oppone con sicurezza al piatto destro di Russotto, lanciato a rete con colpevole disattenzione della retroguardia granata. Rischio clamoroso anche un minuto dopo, quando Zappacosta di testa manda alto un cross di Mancuso dalla sinistra. Nella ripresa la Salernitana appare più in palla e cambia atteggiamento. Sanderra getta nella mischia Mounard dopo otto minuti al posto di uno stanco Giampà per dare più verve alla sua squadra. Il francese si posiziona però a centrocampo. Menichini risponde dando fiducia a Cristea al quarto d’ora, al posto di uno spento Mendicino. E il romeno mette subito lo zampino nell’azione che porta gli ospiti in vantaggio (20’): penetrazione nella difesa catanzarese, scoperta, da destra con l’ex della Steaua Bucarest che arriva sul fondo e serve al centro dell’area piccola Maikol Negro, fino a quel momento autore di una prova anonima. L’ex nocerino controlla ed effettua una girata precisa e potente, elude la sorveglianza di Ghosheh e fa secco Bindi. Il Catanzaro accusa il colpo, ma prende coraggio nel rush finale quando Lanzaro alla mezzora becca il secondo giallo e si fa espellere. Menichini corre ai ripari e inserisce subito Bocchetti al posto di Negro, con un qui pro quo in occasione del cambio: il team manager Avallone aveva infatti erroneamente indicato Moro inizialmente come giocatore da sostituire. Finale di sofferenza per i granata. Al 34’ i calabresi sfiorano il pareggio, ancora Gori sale in cattedra: dapprima Calvarese mette al centro un pallone fortuitamente deviato in porta da Bocchetti che il portiere granata respinge con grandi riflessi, poi di piede interviene anche sulla ribattuta di Bernardo. Migliore in campo, l’ex beneventano, ma proprio lui incappa in un errore dopo aver salvato il risultato in più di un’occasione: minuto 38’, Mounard effettua un velleitario tiro dalla distanza che, complice il pallone scivoloso, Gori non trattiene. Sula ribattuta s’avventa Razzitti che insacca a porta praticamente sguarnita. Menichini si gioca il tutto per tutto e inserisce Perrulli in luogo di Pestrin ma è il Catanzaro a gettare letteralmente al vento la palla del 2-1 nei minuti di recupero: colpo di testa di Rigione da palla inattiva, palla che si stava dirigendo verso la porta a Gori battuto ma sulla sfera s’avventa Bernardo che clamorosamente manda alto. E proprio all’ultimo secondo di gioco su una palla sporca in area di rigore fornita da Bocchetti, il protagonista diventa Cristea, che si avventa sul pallone da vero rapace d’area di rigore e manda in visibilio i 336 tifosi granata presenti in Calabria. Finale incandescente, il vice allenatore granata Bonatti litiga con Rigione, poi tutti negli spogliatoi. Vittoria, freccia e sorpasso: Salernitana di nuovo avanti da sola.
Raffaele Cioffi

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