16 Maggio 2026
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Lega di B, Lotito potrebbe rinunciare

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Come un fulmine a ciel sereno. La notizia da poco ha iniziato a fare il vorticoso giro di tutte le redazioni, e tutti cercano la sua ufficialità. Sembrava tutto fatto, ma ora circola la smentita. Mette anche in secondo Claudio Lotito, non dovrebbe concorrere per l’elezione alla carica di presidente della Lega di B, lasciata vacante dal dimissionario Abodi (che tanto bene stava facendo). Al momento che manca una conferma ufficiale, il condizionale d’obbligo, vista l’imprevedibilità del personaggio. Le indiscrezioni si susseguono e si rincorrono, spesso in direzione opposta. Dalle indiscrezioni delle ultime ore sembrerebbe che la mossa del co-patron granata di “minacciare” una sua discesa in campo per la successione di Abodi sia stato un bluff da consumato giocatore dei tavoli verdi. L’allarme (chiamiamolo così), ha sortito gli effetti sperati: la fronda degli oppositori a Lotito, con in testa il frusinate Stirpe, ora brancola nel buio, senza un’apparente direzione unitaria. Il fatto che pur di osteggiare la corrente legata al co-patron, si possa anche solo paventare di commissariare la Lega (perdendo anche il posto spettante in Consiglio Federale), tutta questa cosa, la dice lunga sullo stato di cose. Lotito se conferma il ritiro della sua candidatura, ha ottenuto ciò che voleva, cioè disgregare il fronte avversario. Intanto nella
Giornata di mercoledì, è in programma il primo match cruciale nel delicato puzzle di potere al vertice del calcio italiano, vale a dire l’elezione del nuovo presidente della Lega di A. Lotito punta forte sulla conferma di Beretta e non dispera di ottenere in extremis la rielezione a consigliere federale in quota Serie A nonostante l’agguerrita concorrenza dell’amministratore delegato della Juventus Beppe Marotta. Successivamente (sabato 25) si passerà al secondo step, l’elezione del numero uno dei cadetti. Lotito è pronto a calare il jolly, perorando la causa di un manager indipendente ma di sua assoluta fiducia: il nome forte è quello di Rinaldo Sagramola, attuale dirigente del Brescia, ed un passato anche a Vicenza. Outsider Gianluca Paparesta, ex presidente del Bari anch’egli storicamente vicino a Lotito. Tornando al
Calcio giocato, i granata sono reduci dal blitz esterno consumato in quel di Chiavari. Ora bisogna osare per continuare a sperare, sognare, credere in qualcosa in più di una semplice salvezza. Il tutto dipende dal rendimento granata, ma
Anche dalle inseguitrici alla terza posizione. Ad oggi il Benevento dista 8 punti dall’Hellas Verona, quindi la post season si giocherebbe. Ma
nel caso il divario raggiunga i 9 o oltre, le prime tre salgono di massima serie direttamente. La vittoria di lunedì, non deve illudere nessuno,
bisogna restare con i piedi per terra ora è la frase ricorrente nello spogliatoio granata, però sognare non costa nulla e questo campionato insegna che tutto può succedere se in campo, oltre alle gambe, porti la testa e l’abnegazione. Se questa squadra potrà realmente ambire ai play-off lo diranno le prossime gare. Soprattutto il prossimo mese. Perchè per i granata di mister Alberto Bollini sarà un Aprile piuttosto caldo e l’avvento della primavera non c’entra nulla. Dopo l’Ascoli infatti, di scena allo stadio Arechi sabato pomeriggio, la Salernitana è attesa da sette partite in ventotto giorni: un ciclo di fuoco che porterà Cittadella, Latina, Bari e Frosinone nel principe degli stadi, mentre Pisa, Ternana e Pro Vercelli saranno affrontate a domicilio. Coefficiente di difficoltà elevato ma gare ampiamente alla portata, specie quelle contro squadre impelagate nei bassifondi della classifica ed alle prese con penalizzazioni e/o complicate situazioni societarie e tecniche. Probanti, invece, i test contro Bari, Frosinone e Cittadella, tuttavia da affrontare col sostegno del pubblico amico. Insomma, gli ingredienti per assistere ad un finale di stagione incandescente ed appassionante ci sono tutti, specialmente alla luce delle ultime prestazioni di una squadra che ha dimostrato di avere un po’ di brio in più.

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