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Mario Sconcerti, scrive, nel suo editoriale sul “Corriere della Sera”: “Mancini ha fatto quello che solo Bearzot e Lippi hanno saputo fare, dare un gioco da club a giocatori non suoi, che è vietato allenare. La sua Nazionale è inferiore a quella di Lippi, ma gioca meglio. Mancini non è l’allenatore più bravo del mondo, è fondamentalmente un artista solitario, schivo, ma è stato uno dei primi a capire la curva del calcio moderno. Pensava come oggi quarant’anni fa quando debuttava nel Bologna. E gioca bene, come non si vede giocare in campionato”.

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