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Servizio di Osvaldo Galluccio FBW partner @riproduzione riservata
Brutta aria si respira nel campionato di serie B. Voci, sospetti, minacce di querele, penalizzazioni date e poi rimangiate, partite giocate alla morte contro alcuni e altre giocate improvvisamente sotto tono contro altri. Ogni anno la stessa storia. Ogni anno i soliti pasticci. Anno scorso il Catania, quest’anno la Virtus Lanciano. Eppure la serie B è stato un campionato avvincente laddove è stato scritto un bellissimo film ( Crotone) e la rinascita di una gloriosa piazza ( Cagliari). I playoff si annunciano infuocatissimi con formazioni di tutto rispetto. Pescara, Trapani, Bari e Cesena in primis. Altro discorso merita la lotta salvezza. Qui oltre ad essere serrata la bagarre per evitare la discesa in Lega Pro, si sta assistendo a vere e proprie comiche da basso cabaret. Società ambiziose come la Salernitana e Livorno ma anche squadre come Modena e Latina partite con squadre che puntavano perlomeno ad un campionato tranquillo si sono ritrovate a dover aspettare il verdetto dell’ultima gara di questo lungo ed estenuante campionato. Limiti tecnici evidenti e supponenza condita da esibizionismo di taluni presidenti hanno fatto in modo che queste società si ritrovino sull’orlo del baratro. Il Livorno appena 3 anni fa era in serie A, il Modena disputava i playoff di B, il Latina per un gol non coronava il sogno promozione nella massima serie. Oggi vivono un incubo. Si fanno calcoli, si valutano gli intrecci, si guarda in casa d’altri, si urla. La regolarità del campionato di B è a serio rischio.

Tutto ciò è dovuto al caso-Lanciano. Mancati emolumenti pagati dalla società abruzzese ( anch’essa coinvolta nella lotta per non retrocedere) hanno prodotto diverse penalizzazioni a carico della squadra rossonera. La tempistica pachidermica della Giustizia sportiva ha generato il caos. Prima 2 punti, poi diventati 7, poi ridotti a 4 i punti defalcati dalla classifica lancianese. Poteva essere in una posizione tranquilla la formazione della Presidente Valentina Maio. Invece è al centro della burrasca. Con tanto di Tribunali civili e sportivi di mezzo. Passa in secondo piano l’impresa di questa piccola e simpatica realtà. Partita con la penalizzazione e indebolita nel mercato di gennaio, con grinta, umiltà e contro ogni pronostico hanno risalito la china fino ad arpionare altre squadre che erano davanti a loro. Fino a superarle. Meritatamente. Poi la nuova mazzata di un’altra pesante penalizzazione. In parte restituita. Non è giusto, non è regolare. Se Giustizia deve essere fatta, deve essere fatta per tutti. Anno scorso Catania, Teramo e Savona pagarono duramente per delle combine. Ma chi compra acquista da chi vende. Ad oggi non è dato da sapere chi furono i soggetti coinvolti in quell’inchiesta. Che devono essere duramente puniti. Nei confronti del Lanciano e della Famiglia Maio si pretende la massima celerità e punizioni esemplari. Forse a qualcuno fa rabbia che la piccola realtà abruzzese abbia messo nel sacco città più numerose e agguerrite che hanno fatto incetta di figuracce. Non sappiamo come finirà venerdì sera nell’ultimo match del campionato. Non sappiamo chi retrocederà. C’è un Livorno-Lanciano da brividi. Da questa partita dipenderà gran parte delle sorti di tutte le formazioni in lotta per la salvezza. Diciamo già da ora che Lanciano e la sua gente merita rispetto. Diciamo e siamo facili profeti che la Famiglia Maio nella persona della vulcanica Presidente Valentina non lascerà nulla di intentato per tenersi stretta la serie B, che tanti sacrifici è costata. Non si chiedono favori o sconti. Solo la possibilità di misurarsi lealmente sul campo e non dentro aule di Tribunali.

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