16 Maggio 2026
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Il record di Higuain e quello di Rossetti… Questione di statistica

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Con la tripletta al Frosinone Higuain è giunto a quota 36 gol, superando così il record di 35 reti appartenuto per oltre cinquanta anni al centravanti milanista Nordhal. In quel lontano campionato, datato 1949/1950, il Milan si classificò secondo alle spalle della Juventus, ma i “diavoli” si tolsero comunque la soddisfazione di segnare la bellezza di 118 reti totali! E Nordhal, con 35 reti (delle quali solo una su rigore) si laureò capocannoniere. Ma il punto sul quale vogliamo focalizzare l’attenzione non è certo questo. Stamane dal sito toronews.net, quindi anche sul portale della Gazzetta dello Sport, qualcuno ha messo in “dubbio” la reale portata del record dell’argentino del Napoli. Si faceva presente, infatti, che nel campionato 1928/1929, l’ultimo prima dell’istituzione del Girone Unico l’attaccante del Torino Gino Rossetti mise a segno lo stesso numero di reti di Higuain (peraltro in sole trenta partite, come si faceva notare).
Ora la domanda è: quanto di vero c’è dietro questa bonaria provocazione? Per dare una risposta, più complicata del previsto, ci si dovrebbe mettere d’accordo su quando far partire delle statistiche che possano definirsi affidabili. E per far questo bisogna tornare indietro di parecchi anni e ripercorrere la storia del calcio italiano e non solo. Cominciamo, per comodità, dal nostro paese, per poi dare un’occhiata anche alle altre principali nazioni, e tornei calcistici, europei. In Italia siamo soliti contare gli scudetti dal primo campionato, organizzato dall’allora F.I.F (Federazione Italiana Football, antenata della F.I.G.C.) nel 1898: un campionato (che chiamarlo tale risulterebbe offensivo se non si tenesse conto che ogni cosa è figlia del proprio tempo) composto da sole quattro squadre (delle quali tre provenienti da una Torino capitale di un regno costituitosi da appena una trentina d’anni) e dal Genoa, squadra della ricca Genova. Vinsero i rossoblu genovesi e, almeno per i primi tempi il torneo fu un affare tra le squadre del nord Italia, ancor più in particolare delle tre città più ricche e industrializzate del paese ovvero Milano, Torino e Genova. Quindi con molta fatica, e non senza la protesta anche di personaggi importanti come il futuro c.t. pluridecorato Vittorio Pozzo, il torneo fu allargato alle squadre del centro-sud: in pratica tornei regionali con finale nazionale tra la squadra vincente del torneo nord e quella vincente del torneo sud, che si risolveva inesorabilmente con la vittoria dei “padani” forti di una superiorità dilagante, dovuta più a una maggior disponibilità di mezzi che a un dono di Madre Natura. Bisognerà aspettare il Partito Nazionale Fascista che, conscio della forza di attrazione del calcio, come sport di massa, si avrà un campionato a girone unico come quello inglese. Con la Carta di Viareggio, varata nel 1926, il PNF si proponeva di istituire, nel giro di tre anni, un campionato a girone unico, oltre ad altre disposizioni, come la nascita dell’antenata della Lega Calcio, il Direttorio Divisioni Superiori, una sorte di lega gestita in maniera autoritaria dalla FIGC, quindi il professionismo dei calciatori etc. E così, nel 1929, arriva finalmente la Divisione Nazionale A (chiamata in gergo Serie A, nome che diverrà ufficiale solo nel 1946), un torneo formato da 18 squadre.
In pratica, ed è questo l’aspetto che più ci interessa, tranne che per il computo degli “scudetti”, tutte le statistiche sono calcolate a partire da quel fatidico 6 Ottobre del 1929. Perchè? Ma ovvio, perchè siamo italiani e della coerenza delle cose ce ne freghiamo. Se diamo uno sguardo agli altri paesi la cosa diventa ancor più evidente. Cominciamo dalla “perfida Albione”; in Inghilterra si gioca un campionato a girone unico fin dalla sua fondazione, nel lontano 1888 (la First Division, un campionato da 12 squadre vinto dal Preston North End). Ora, oltre alla Football League, venne creata nel 1889 la Football Alliance, una lega “parallela” poi assorbita dopo tre anni dalla Football League. Ebbene, le statistiche di questa lega parallela non sono contate come “ufficiali” dalle squadre inglesi (basta andarsi a fare un giro sul sito del Nottingham Forest che vinse l’ultima edizione di quel campionato alternativo, nel 1892). In pratica quel campionato vale per il club come la Mitropa Cup per il Milan. Stessa cosa in Spagna e Francia. Più o meno simile al caso italiano è la Germania, anche se per i teutonici ha di molto influito lo stato politico della nazione lungo tutto il corso del secolo scorso. Nonostante questo, sul sito della Bundesliga le statistiche partono rigorosamente dal campionato 1963/1964, quello fondativo a carattere nazionale e professionistico (così come anche per la Premier League, nata solo nel 1992).
A questo punto la risposta alla domanda iniziale dovrebbe risultare ovvia. E non solo per una questione di comparazione con gli altri paesi. Se si vuole fare di conto, se si vuol dare importanza alle statistiche, allora queste devono seguire un criterio di base che si affidi, a sua volta, ad altri criteri di base che siano quanto più possibile equanimi. Quindi poichè il modello che si è imposto, e dal quale non si può prescindere, è il campionato a girone unico, è ovvio che la provocazione, per quanto bonaria e simpatica, non può che essere respinta. Ergo, presenze e record di squadre e calciatori non possono che partire dalla stagione 1929/1930. Anzi, forse sarebbe meglio adeguare anche il computo di calcolo di scudetti etc
Ancora! Se si entra nella sede della Lega Calcio a via Rosellini a Milano, le bacheche recanti i nomi dei vincitori della Serie A e della Coppa Italia, partono dal 1946, anno di nascita della Lega Nazionale (poi Lega Nazionale Professionisti e poi Lega Nazionale Professionisti Serie A); così come anche il calcolo valido per la spartizione del 10% della torta dei diritti tv, prende avvio dai posizionamenti in classifica dal campionato 1946/1947, il primo dopo l’interruzione causata dal secondo conflitto mondiale.
Quindi nessuno metta in dubbio il record di Higuain; e nemmeno la seconda posizione di Nordhal.

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Collaboratore del sito www.footballweb.it cura la Casertana

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