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La settimana Champions delle italiane

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servizio di Vincenzo Capretto @ riproduzione riservata

La settimana Champions inverte un po’ tutte convinzioni giornalistiche e non.

L’Inter di Conte, che per tutti gli addetti, sembrava lanciata verso un’agevole vittoria contro il modesto Slavia Praga rischia la figuraccia e solo nel recupero la evita con Barella. Preoccupante l’involuzione tattica e mentale dei nerazzurri. Non si comprende una simile inversione di rotta rispetto alle convincenti prestazioni di Campionato. Squadra impacciata, priva di idee e maledettamente stanca. Forse saranno stati i fiumi di parole ed i titoloni dopo le prime uscite ad aver fatto abbassare la guardia a Lukaku e compagni.  Nulla di più sbagliato soprattutto in Champions dove nulla è scontato. Fortuna per gli uomini dell’allenatore salentino che nell’altra partita (Borussia Dortmund – Barcellona) del girone non ci sono stati vincitori, lasciando di fatto tutto inalterato. Siamo certi che questa mezza figuraccia possa solo servire a tutto l’ambiente. L’Inter non era ancora da lodare prima così come non è da denigrare ora.

Chi invece non ha deluso ma anzi ha dato conferme dopo la vittoria con la Sampdoria, è il Napoli, capace di battere per 2-0 i campioni d’Europa del Liverpool.  Ancelotti checché possa dire schiera un più equilibrato 442 che si trasforma in certi tratti al suo obiettivo 4231. Partita equilibrata sin dalle prime battute. Colpisce l’attenzione e la voglia messa in campo dagli azzurri. Concedono qualche occasione ai Reda, era impossibile non farlo, ma  ribattono colpo su colpo gli uomini di Klopp.  Difficile citare il più meritevole ma non possiamo non menzionare l’incredibile prestazione di Mario Rui e Di Lorenzo, quest’ultimo al suo esordio. Meret non paga l’emozione della sua prima e conferma ancora una volta di essere un predestinato. Mertens continua a scalare la vetta per il suo vero obiettivo stagionale, diventare il marcatore più prolifico della storia del Napoli. E’ ritornato con prepotenza il vero Koulibaly apparso leggermente in ritardo in queste prime settimane di inizio stagione. Qualcuno storce il naso sul rigore di Callejon ma c’è tutto. Si può discutere che lo spagnolo è furbo nel cercarlo ma è tutt’altro discorso dire che è simulazione. Oltretutto è lo stesso VAR a confermare la bontà della scelta dell’arbitro. In tanti si fermano a guardare i piedi dei giocator,i in pochi guardano l’anca del difensore inglese che sposta Callejon. La ciliegina del finale è una conferma che forse Ancelotti non è proprio arrivato alla pensione, come qualcuno vuole farci credere. Llorente è stato scelto e voluto proprio dal tecnico di Reggiolo. Nonostante l’età lo spagnolo dimostra di essere ancora decisivo e forse l’unica vera accortezza sarà nel gestire il suo minutaggio. Complimenti al Napoli e ad Ancelotti che ancora una volta riesce nell’impresa di imbrigliare e scemare il gioco di una delle migliori squadre al mondo.

La terza ed ultima a scendere in campo è stata la Vecchia Signora. Per tanti in crisi e per la maggior parte degli addetti destinata ad un “cappotto” al Velodrome, invece la Juventus fa una partita di spessore e solo per minuzie non fa il colpaccio. Sarri presenta un classico 442 lasciando da parte il suo vero gioco. Nel primo tempo la Juve soffre la freschezza e la voglia degli uomini di Simeone, fortunatamente imprecisi sottoporta. Nella ripresa i bianconeri prendono il sopravvento e si intravedono le prime giocate “sarriane”. Difficile vedere l’anno scorso la Madama uscire dalla propria aerea con passaggi di prima ad alto coefficiente di difficoltà. Bellissime le azioni che portano i bianconeri al doppio vantaggio prima con Cuadrado e poi con Matuidì.  Peccato per il finale e per le, ancora, amnesie difensive marcate soprattutto su calcio da fermo.  C’è da lavorarci e da registrare alcuni movimenti più che nei singoli proprio nella fase difensiva. A parte il risultato, non sarebbe cambiato il senso del match neanche se Ronaldo avesse segnato il 2-3 dopo una delle sue stratosferiche giocate. Se dopo Firenze quasi tutti eravamo preoccupati per le sorti della Vecchia Signora e diametralmente opposto la sensazione che si è provata a fine match. Delusione per il risultato, non tanto per il punto ottenuto ma per l’andamento. Soddisfazione nel vedere, per una buona mezz’ora, mettere sotto l’Atletico Madrid. Lo stesso Atletico che l’anno scorso vinse meritatamente l’andata degli ottavi Champions

About Vincenzo Capretto 170 Articoli
Maresciallo della Marina Militare, Giornalista pubblicista, appassionato sin dall'infanzia di calcio ed in particolar modo del Napoli. Laureato in scienze organizzative e gestionali si occupa per FootballWeb dal dicembre 2016 prevalentemente del Napoli e dell'ambiente azzurro.

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