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Apriamo questa rubrica con una notizia clamorosa: l’Inter ha vinto. Voi scherzate, ma il Crotone aveva una striscia di risultati utili consecutivi. Vabbè, due partite. Ma di questi tempi tanto basta per spaventare i nerazzurri. Comunque è stata anche la seconda e ultima gara con Vecchi in panchina. Alla prossima ci sarà un altro allenatore. Chi? I potenti mezzi dalla rasoiata sono pronti a svelarvi il futuro. Innanzitutto i nomi fatti in queste ore sono depistaggi. Se la giocano in 3 è vero, ma sarà volata finale tra Nenno Fascio Fascetti, lo special one di Piombino Neduccio Sonetti e dj Albertino Cavasin. Potrebbe spuntarla quest’ultimo. Ha già l’approvazione di Fedez e Arisa.
Beh, per il resto c’è tanto da raccontare. A cominciare dal pareggio del Napoli. Dopo il gol di Keita, Reina si è dato degli schiaffi in testa. Poi ha motivato così l’errore:”Non l’ho vista partire. Avevo i capelli davanti agli occhi”. Sarri per tutta risposta ha preso a cazzotti la panchina deformandola. Tutti pensavano che ce l’avesse con il portiere spagnolo, in realtà, davanti a microfoni e telecamere ha spiegato:” Sì ero arrabbiato con Reina. Ma solo perchè dopo il pari mi toccava mettere in campo quel cadavere di Gabbiadini”. Comunque Adl era amareggiato. No, non per il risultato, ma perchè gli toccava spendere soldi per risarcire il danno alla panchina.
Che bravo Rastelli. Non c’è dubbio: 9 reti subite in due partite fuori dalle mura amiche. Il tecnico rossoblu ha commentato così: “Abbiamo un problema in trasferta. Quale? Beh, il mezzo di trasporto. Perdiamo sempre il pullman e non riusciamo mai ad arrivare allo stadio. Per questo non giochiamo”. Vabbè. Ogni scusa è buona. Intanto il Pescara perde ancora: 0-4 contro l’Empoli. Ora, ammesso che prendere quattro pere dall’Empoli è una cosa inconcepibile come leggere il televideo per informarsi, Oddo dovrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di cambiare cognome. Da Oddo a Otto. Come le sconfitte della sua squadra. Ah, ha perso 7 volte? Beh, alla prossima gli tocca la Giuve. Ma se Oddo piange, De Zerbi non ride. Tutti si chiedono perchè Zamparini abbia deciso di ingaggiare un tecnico che fin qui aveva allenato solo in Lega pro. Pronta la risposta del numero 1 del Palermo:”Perchè è l’unico allenatore che devo ancora esonerare in carriera.”
Ad Agrigento hanno scoperto un teatro greco. Il signor Doppia G è agrigentino doc e quindi ha gonfiato il petto orgoglioso. Anzi, ha voluto pure partecipare via skype al dibattito accademico. Mentre i professoroni litigavano per datare il monumento, è intervenuto lui dall’ India per dare una lezione di storia e archeologia a tutti:” Ma quale età classica? Ma quale età ellenistica. E’ chiaramente un teatro unno. Lo ha fatto costruire il loro straordinario condottiero Napoleone nel XVI secolo. Ma come siete ignoranti. Studiate. Capre, capre, capre”. Dopo questa sorprendente tesi, la sovrintendenza ha deciso di occultare il teatro con una colata di cemento.
Ad Avellino è successo di tutto questa settimana. E la sconfitta non c’entra niente. In poche parole, Toscano era stato esonerato e la società aveva contattato De Canio. Poi all’improvviso l’affare è saltato e Toscano è stato confermato. Cos’è successo? Semplice. E’ tutta colpa di Michelone Pisani. Ha confuso De Canio con Di Canio. Infatti è andato a prenderlo alla stazione di Napoli, tutto bardato di nero con il tricolore della RSI sulle spalle. Lo ha salutato commosso prima con un saluto romano e poi con un discorso molto apolitico:”Paoletto mio, la parola è una sola. Vincere. E vinceremo. Spezzeremo le reni al Frosinone. E’ Castaldo che traccia il solco, ma è Djimsiti che lo difende”. Insomma, ha sfoderato tutto un repertorio di slogan del ventennio. Michelone era talmente emozionato che solo dopo 10 minuti si è accorto dell’equivoco:”Ah, ma tu sei quello scarsone di De Canio? Ahhhh, e chi te vole? Vatte a dorme”. Insomma, De Canio si è offeso e non ha firmato più.
Vabbè, Michelone Pisani a volte si distrae. Voi, però, non distraetevi. Continuare a seguirci, altrimenti verrà Michelone Pisani a mettervi sull’attenti. Direttamente a casa vostra.
Mariano Messinese

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