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Servizio di Isidoro Niola @riproduzione riservata
Tra Allegri e Zamparini ha vinto Dybala. Dopo le polemiche dei giorni scorsi circa l’impiego dell’argentino da parte di Max Allegri come titolare nella Juve, il giovanissimo enfant prodige che a Palermo chiamavano ‘o picciriddu, ha messo tutti d’accordo segnando un gol, facendo l’assist del raddoppio bianconero per Mandzukic e procurandosi il rigore che però Pogba si è fatto parare da Sportiello. Juve dunque vittoriosa per 2-0 sull’Atalanta allo Stadium, tre punti meritati che consentono ai bianconeri di guadagnare in classifica alcune posizioni e di guardare con ottimismo al prossimo futuro che si chiama in ordine di tempo Sassuolo e Torino. In una settimana la Juve si gioca grandi possibilità di ritornare a tallonare le prime in classifica se solo incamerasse nove punti.[metaslider id=10454]
A quel punto le parole di Allegri su una Juve a ridosso delle prime a Natale avrebbero grande credito e ancora una volta servirebbero a zittire le voci dei maligni che in settimana parlavano di un Allegri sotto esame e a rischio esonero in caso di mancata vittoria contro l’Atalanta. Dobbiamo dire che la Juve vista contro i nerazzurri bergamaschi ha giocato con autorevolezza e personalità, facendo capire sin dalle battute iniziali che i tre punti dovevano essere appannaggio bianconero. Oltre a Dybala, autore del primo gol, il quarto in campionato, finalmente si è rivisto il Pogba dei tempi migliori. Giocate di classe, fisicità, presenza sono state le note distintive del francese che ha macchiato l’ottima prestazione solo con l’errore dal dischetto anche se Sportiello è stato bravissimo ad intuire la traiettoria del tiro. Si è sbloccato anche Mandzukic, autore del raddoppio. Il croato ha giocato d’impegno ed il suo merito è stato quello di aver chiuso la partita avventandosi sul cross dalla sinistra di Dybala battendo Sportiello. Note di merito anche per la difesa dove Bonucci e Chiellini hanno giganteggiato su Pinilla e Maxi Moralez, quest’ultimo poi sostituito da Masiello. Sul due a zero poi gli orobici sono stati costretti a giocare in inferiorità numerica per la doppia ammonizione comminata da Di Bello a Toloi, reo di aver fermato in modo scorretto Mandzukic con il classico fallo tattico. Unica nota stonata in un pomeriggio di assoluta tranquillità per la Juve è stato l’infortunio occorso a Roberto Pereyra intorno alla mezz’ora del primo tempo: l’argentino ha avvertito dolore al flessore della gamba destra ed è uscito sostituito da Asamoah, ritornato nella sua posizione originaria di centrocampista interno. Per venire alle azioni salienti della partita, la prima occasione è di Bonucci al quarto minuto che di testa impegna severamente in angolo Sportiello. Dieci minuti più tardi ci prova Pogba dalla distanza ma il suo tiro termina a lato. Al minuto 33 il gol del vantaggio bianconero: Pogba fa viaggiare sulla sinistra Evra che serve al limite dell’area Dybala il cui sinistro, quasi da fermo, con una traiettoria ad effetto batte Sportiello. ‘O picciriddu manca di poco il raddoppio nel finale di primo tempo quando un suo destro di piatto viene parato con i piedi dall’estremo difensore orobico. Ad inizio di ripresa il raddoppio juventino: azione da manuale Marchisio-POGBA-Dybala che scatta sulla sinistra, cross per l’accorente Mandzukic che di destro batte Sportiello. La Juve è in assoluto controllo della gara anche per l’uomo in più come detto in precedenza e così i bianconeri per tre volte falliscono il terzo gol. Prima Dybala su punizione di pochissimo a lato, poi lo stesso argentino si procura il rigore dopo aver superato Paletta in area, costretto al fallo, e poi Morata, subentrato a pochi minuti dalla fine a Mandzukic, tira a colpo sicuro ma ancora una volta è bravo Sportiello a negare il tris ai bianconeri. Mercoledì i riflettori saranno puntati al MAPEI Stadium di Reggio Emilia dove la Juve affronterà il Sassuolo, sfortunato nella gara contro il Milan, avendo perso di misura per 2-1 solo in zona Cesarini ed in inferiorità numerica per quasi tutta la gara

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