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Servizio di Isidoro Niola @riproduzione riservata
La Juventus e’ tra le prime quattro squadre d’Europa. Sua è la semifinale di Champions essendo uscita imbattuta dal Camp Nou di Barcellona con uno 0-0 che, sommato al 3-0 dell’andata, le consente di staccare il biglietto per le semifinali della massima competizione continentale. A nulla sono valsi i proclami della vigilia di Luis Enrique che credeva fortemente nella remuntada catalana ma i miracoli nella vita accadono solo una volta. Gli attacchi del Barcellona si sono infranti sulla difesa più forte del mondo perché quella della Juve, con la prestazione di ieri, è entrata di diritto nel novero dei reparti più forti di tutti i tempi, su tutti Bonucci e Chiellini, interpreti della oramai mitica BBC che negli ultimi sei anni sta scrivendo pagine memorabili della storia juventina. Ma oltre alla difesa, la Juve ha messo in campo uno schieramento tattico che ha saputo imbrigliare le manovre blaugrana con un centrocampo forte di Khedira e Pjanic e con gli esterni Cuadrado e Alex Sandro che non hanno dato spazi agli avanti catalani considerati i più forti del mondo. Per non parlare di Mandzukic, utilizzato da Allegri sulla linea dei centrocampisti, i cui ripiegamenti difensivi sono stati l’arma in piu della squadra bianconera. Semifinale raggiunta con merito da parte dei campioni d’Italia che domani conosceranno il nome degli avversari che uscirà dall’urna di Nyon. In lizza sono rimaste le due squadre di Madrid, Real e Atletico, e il sorprendente Monaco. La Juve era scesa in campo con il classico 4-2-3-1 con Bonucci, Chiellini, Dani Alves e Alex Sandro davanti a Buffon. In mezzo al campo Khedira, Pjanic con a sostegno Cuadrado e Mandzukic. In avanti Dybala e Higuain. Il Barcellona schierava invece una linea di difesa composta da Pique, Umtiti, Sergi Roberto e Jordi Alba davanti a Ter Stegen. In mezzo Inista, Busquets e Rakitic a supporto del trio Messi-Suarez-Neymar. La Juve parte bene e con Higuain all’inizio si rende pericolosa ma il tiro a volo del Pipita finisce alto. Risponde Messi a metà tempo con un sinistro radente che esce di poco fuori. Il Barcellona ha il possesso palla ma fa fatica ad arrivare dalle parti di Buffon se non con iniziative personali dei suoi fenomeni in attacco. La Juve rintuzza bene e si rende pericolosa con ficcanti ripartenze che potrebbero essere sfruttate meglio. Nella ripresa Luis Enrique gioca la carta Alcazer che rileva un inconcludente Rakitic. I minuti passano e così i catalani si rendono conto che la remuntada sta svanendo. I maggiori intrepreti dei blaugrana sovente si fanno pescare in atteggiamenti di nervosismo che però l’arbitro Kujper redarguisce. La migliore occasione è della Juve che con Cuadrado, lanciato da Higuain sulla destra, sfiora il palo con un tiro radente. Per i catalani il più pericoloso è Pique che con un destro al volo manda di poco alto. Luis Enrique allora manda nella mischia Mascherano per Sergi Roberto mentre Allegri rileva Dybala per Barzagli e poco dopo Cuadrado con Lemina. C’è gloria anche per Asamoah che rileva il Pipita Higuain. La partita termina a reti bianche con il tripudio dei 5.000 tifosi juventini accorsi al Camp Nou mentre sportivamente lo stadio è tutto uno sventolio di vessilli blaugrana a testimonianza della gratitudine dei supporters catalani nei confronti dei propri beniamini usciti dalla Champions al cospetto di una grande squadra come la Juve.

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