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” L’arte della guerra consiste nello sconfiggere il nemico senza doverlo affrontare “. Inter-Milan, il primo derby con gli occhi a mandorla, riserva una serie di fuochi d’artificio ad effetto, come nella migliore tradizione d’arte cinese. Il Milan spara subito i suoi colpi migliori, tanto ad effetto quanto poco concreti. La squadra di Pioli si regge sulle manone di Handanovic e colpisce ai primi affondi, mentre Bacca e Deulofeu stanno ancora digerendo i gol mangiati ad ora di pranzo. A 15′ dalla fine, quando il match sembra incanalato sui binari del tracollo, il generale Montella ribalta le credenze militari. Nei botti finali, infatti, la difesa dimostra di essere il miglior attacco, con Romagnoli e Zapata sulla sirena a regalare un pari che sa di vittoria.
VALUTAZIONI DI BASE
Dall’altra parte dell’emisfero si saranno divertiti parecchio. Nemmeno il miglior sceneggiatore avrebbe potuto immaginare un epilogo così ricco di colpi di scena. A divertirsi meno sono stati i bauscia e casciavit più tradizionalisti, che hanno apertamente contestato l’orario dell’ape, nel quale è stata profanamente relegata la stracittadina. Uno striscione in curva Sud ha criticato aspramente la Lega proprio in tal senso. A rendere il tutto più amaro, le nuove dirigenze di ambo le squadre, che segnano un solco nella storia dei due club. In tribuna, Zhang e famiglia nerazzurri, contro Li e famiglia rossoneri, dove solo qualche anno fa sedevano i Moratti e i Berlusconi.
ALL YOU CAN EAT
Il campo, invece, non ha tradito. Parte meglio il Milan, che con Deulofeu apparecchia un lauto buffet, per poi non riuscire ad azzannarlo. Lo spagnolo sa preparare le pietanze, ma non sa usare le bacchette, men che meno se sono pali. A beneficiarne, con la tovaglia imbandita dallo svagato capitan De Sciglio, è Candreva. L’esterno ex Lazio sorprende la linea rossonera sul lato esterno e beffa Donnarumma in uscita timida. Uno a zero e torace in bella vista. Pochi minuti dopo, stesso copione. Perisic infilza l’acerbo Calabria sul versante di sinistra e imbocca ad Icardi il raddoppio. Il capitano argentino spedisce una cartolina in patria all’esonerato Bauza, con tanti saluti. Spazi e ancora spazi, anche nella ripresa, dove Perisic, Icardi e Candreva si infilano a turno, snobbando però il colpo di grazia.
DIFESA ALL’ATTACCO
“Conosci il nemico, conosci te stesso e mai sarà in dubbio il risultato di 100 battaglie”. Un principio incrollabile è che l’Inter sia capace di addormentarsi sul più bello. A un quarto d’ora dalla fine, quando Deulofeu e Suso sembrano aver esaurito la dinamo, accade l’imponderabile. Con 5 frecce rossonere all’arco (Ocampos, Suso, Deulofeu, Lapadula, Bacca), inizia l’assedio finale. Romagnoli rifinitore per Bacca che pesca in area il braccio largo di D’Ambrosio (non visto da Orsato), è il preludio. Qualche minuto dopo lo stesso centrale sbuca al momento giusto, con la zampata vincente su fendente di Suso, ad accorciare le distanze. Nel convulso finale, fatto di perdite di tempo e recupero allungato, sull’ultimo corner arriva il delirio. Suso dipinge, Bacca risorge e sale al cielo, Zapata amoreggia con la goal line technology e fa ammattire la San Siro rossonera.

STRATEGIA FUTURA
Due a due, come all’andata, ma a parti invertite. Festeggiamenti da vittoria, per una delle due, eccessivi ma giustificati. L’Inter resta bloccata in settima piazza, il Milan aggrappato a 3 punti dall’Europa. Il classico pareggio che fa morale, lancerà la squadra di Montella al doppio impegno agevole, che in realtà non lo è. Empoli e Crotone dimostrano di essere vive e in lotta per la salvezza, ma andranno spazzate via con convinzione. Sottovalutare l’avversario potrebbe rivelarsi fatale per le speranze europee, primo step per il rilancio. Se le ambizioni sono state ribadite in settimana nella conferenza stampa di presentazione della nuova dirigenza, occorrerà dargli corpo. Coi risultati.
Servizio di Valerio Lauri ©riproduzione riservata

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