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Mentre gran parte d’Italia si prepara in massa a riempire i centri commerciali e ad approfittare dei grandi sconti del “Black Friday”, dalle parti di Be’er Sheva, Israele, i tifosi nerazzurri assistono all’ennesimo grande sconto, per non dire regalo, della loro squadra ai propri avversari, che ora cullano l’ambizione del passaggio del turno.
L’Inter è un horror vietato ai minori di 14 anni e saluta in maniera indegna un’Europa tanto cercata la scorsa stagione al termine di una partita sulla quale scrivere due righe è una vera e propria missione. 90 minuti incredibili, assurdi, inenarrabili, quasi comici e chi più ne ha più ne metta; sì perché i primi 45 minuti erano stati i migliori della stagione, eccezion fatta forse solo per la gara vinta contro la Juventus. E non si esagera nemmeno se si pensa che l’azione del secondo gol di stasera, quello di Brozovic, sia la più bella da quella che portò alla rete di Thiago Motta nel derby contro il Milan di un lontano Agosto 2009: sì, più di 7 anni fa. Azione tutta di prima, triangolazioni tra Banega ed Eder di guardiolana memoria, palla a Brozovic, finta e cioccolatino col mancino sul secondo palo. Si era sullo 0-2 in favore della Beneamata dopo anche il sigillo iniziale del solito Icardi e già si sprecavano pensieri come “Ma questi come hanno fatto a vincere a San Siro?” o “L’avevo detto io che era colpa di De Boer!”: eh si, l’aveva detto lui…
Fatto sta che durante l’intervallo accade qualcosa di sovraumano al Turner Stadium; c’è chi narra di improbabili affari illeciti coinvolgenti cammelli, petrolio, addirittura del nucleare, l’indipendenza del popolo ebraico: tutto in cambio del passaggio del turno; c’è anche chi narra di un calo fisico incredibile degli uomini di Pioli, di fronte agli inarrestabili fenomeni dell’Hapoel.
No. La verità è che i problemi dell’Inter risiedono nella testa di ogni calciatore. I giocatori dell’Inter quando sono spalle al muro, senza ormai nulla da perdere, danno il meglio di sè: ecco spiegato il 2-0 della prima frazione. Poi però i giocatori dell’Inter si rilassano, si deconcentrano, più semplicemente smettono di giocare perché 45 minuti bastano e avanzano: ecco spiegato il secondo tempo.
La partita finisce 3-2 per il Beer Sheva, dopo una traversa di Icardi e in contemporanea dell’espulsione di Handanovic, per lo sgomento del popolo interista.
-Questa Inter vuole giocare in Champions League, spende e spande per inseguirla ed ottenerla; poi però chiudi all’ULTIMO posto un girone di Europa League che avrebbe vinto anche la squadra di Geronimo Stilton, e allora ti chiedi “ma quale Champions e Champions?”.
-I dirigenti continuano a cambiare fiori di allenatori convinti che il male risieda in panchina, ma ora quali altri alibi troveranno?
-Una difesa che in due partite prende 5 gol contro Milan e Hapoel Beer Sheva, come può essere da primi posti?
Si potrebbe continuare all’infinito, ma tra poche ore c’è il Black Friday, vado a mettermi in fila.
Ah, e a parte gli scherzi complimenti all’Hapoel: almeno loro lottano per qualcosa.

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