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Servizio di Angelo Bosio @riproduzione riservata
La Roma, dal punto di vista tattico, ha scelto la soluzione migliore contro il Napoli attuale: squadra corta, aggressiva e ripartenze. Non c’è niente di male. Le squadre italiane, per anni, hanno vinto campionati e coppe europee in questo modo. Il fatto, appunto, è che poi si riparte. Cioè si ruba palla e si costruisce un’azione offensiva. Ti puoi difendere quanto vuoi, ma per vincere devi fare almeno un gol e non prenderne nessuno. È molto semplice. La Roma del sergente Garcia, a Napoli, non ha fatto proprio nulla. Niente. Non è ripartita e non ha fatto gioco. Si è solo difesa. Per ironia della sorte, stava per portare a casa la vittoria, ma sarebbe stato decisamente troppo. Sono tutti non giudicabili. Non è che abbiano giocato male. Non hanno proprio giocato. Hanno disputato una grande partita i due centrali, soprattutto il solito Manolas. Il greco è riuscito a annullare Gonzalo Higuaìn, mica uno qualunque. Il migliore in campo, come sempre. Anche Rudiger, a differenza di altre prestazioni imbarazzanti, è stato meno inguardabile del solito. Florenzi ha francobollato Insigne, ma per il resto non si è mai proposto in avanti con convinzione. A centrocampo, tanti passaggi in orizzontale, più lenti e compassati del solito. Mai una verticalizzazione, una triangolazione, una sovrapposizione. Per assurdo, il più incolpevole di tutti è stato Edin Dzeko. Stretto nella morsa Albiol-Koulibaly, non ha ricevuto un pallone giocabile che fosse uno. Ha avuto solo un’occasione, di testa, ma non era oggettivamente semplice. Per il resto, sempre isolato e troppo distante dagli esterni che avrebbero dovuto supportarlo, Salah e Iago Falque. L’egiziano e il confetto sono stati degradati a meri terzini. E vedere Salah difendere e basta è un insulto al calcio. Uno con le sue caratteristiche avrebbe dovuto essere lanciato in campo aperto e messo nelle condizioni di andare all’uno contro uno. Invece niente. E di chi è la responsabilità, se non del pavido traghettatore francese? Insomma, il nocciolo della questione è sempre lo stesso: il gioco. Non c’è. Il Napoli, anche se non brillante come un mese fa, ha creato occasioni, ha attaccato, ci ha provato, consapevole dei propri mezzi. La nostra Roma, invece, sembrava una squadra di categoria inferiore alla ricerca del punticino salvezza. Che vergogna. De Rossi e compagni hanno giusto evitato una figuraccia, ma non è questa la squadra che i romani si meritano.

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