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Nella giornata in cui il calendario proponeva un doppio scontro Roma-Milano, con le milanesi reduci da prestazioni e posizioni in classifica poco esaltanti e le romane in piena corsa per gli ultimi due posti utili per partecipare alla prossima Champions, il Napoli era atteso ad affrontare il già retrocesso Parma di Donadoni, impegno che almeno sulla carta sarebbe potuto sembrare come dei più abbordabili in assoluto. Ma questo Napoli ormai ci ha abituato che niente è impossibile, e infatti riesce a complicarsi la vita anche contro un avversario allo sbando finanziario ma che fin dal primo minuto ha lottato con vigore su ogni palla. Gli azzurri dal canto loro invece trotterellano per il campo con sufficienza, quasi come se la vittoria dovesse essergli concessa solo perchè occupano una posizione di classifica più prestigiosa, e nel calcio si sa questo è l’errore più pagato, se poi ci si aggiungono un paio di errori macroscopici di un portiere che finora aveva sbagliato pochissimo il quadro è completo. L’approccio troppo soft alla partita è una costante che si ripete e che non sembra essere frutto di direttive impartite dal tecnico, viste anche le reazioni di disappunto di Benitez verso i suoi, ma piuttosto di una scarsa attitudine al sacrificio da parte di molti azzurri quando c’è da affrontare avversari meno titolati con prestazioni che si trasformano presto in vere e proprie disfatte. Sotto questo punto di vista diciamo allora che ieri è andata di lusso, perchè nonostante gli azzurri abbiano regalato il solito primo tempo all’avversario, alla fine con il pareggio 2 a 2 il Napoli ha recuperato un punto alle sconfitte Roma e Lazio ed ora la volata a 3 per la qualificazione Champions si deciderà nello scontro diretto con la Lazio all’ultima giornata e prima ancora nella penultima giornata che tra il derby romano e Juve Napoli potrebbe decretare già con una giornata di anticipo l’esclusione dalla massima competizione europea per i partenopei. Per non rischiare questa cocente delusione un piano alternativo ci sarebbe, vincere giovedi in Ucraina e poi giocarsi la finale probabilmente contro gli spagnoli del Siviglia, gettando il cuore oltre l’ostacolo e cercando di riportare in bacheca un trofeo che solo Maradona Careca Alemao Ferrara per dirne alcuni, seppero conquistare 26 anni soltanto che loro giocavano come una squadra dall’inizio alla fine e sopratutto, senza fare sconti a nessuno.
Gianni Pagnozzi

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