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(fonte foto: tgcom24.mediaset.it)
Una liberazione. Dopo una serie di pareggi di troppo, il Milan torna alla vittoria. Lo fa battendo l’Udinese di Stramaccioni, quasi mai in partita. Inzaghi, in emergenza difensiva, sceglie Bonera ed Armero sulle fasce, con la coppia centrale formata da Rami e Mexes. A centrocampo Essien occupa la casella di De Jong con Van Ginkel e Bonaventura ai suoi lati. In attacco Honda ed El Shaarawy, a supporto di Menez, falso nueve. L’Udinese risponde con lo schema abituale, con Thereau e Di Natale punte dello scacchiere bianconero.
I rossoneri dimostrano sin da subito di voler fare la partita, con un buon palleggio, non dando punti di riferimento in attacco, grazie alla mobilità dei tre ‘avanti’. L’Udinese si rintana nella sua metà campo, pronta a ripartire, grazie alla rapidità del solito Totò Di Natale. Dal solito schema su calcio piazzato, il Milan protesta per un gol non concesso su colpo di testa di Rami. La palla sembra essere entrata, la tecnologia dimostrerà che, per questione di millimetri, non era gol. Resta comunque la grande parata di Karnezis e l’inspiegabile arretratezza dell’Italia sul “goal system”, che sta dando risultati soddisfacenti in Premier League. Il portiere dell’Udinese dimostra di essere ispirato, opponendosi più volte agli attacchi milanisti, permettendo ai suoi di terminare il primo tempo a reti inviolate.
Nella ripresa il Milan parte piano, come suo solito, lasciando un po’ più di margine alla manovra degli avversari bianconeri. L’Udinese non sfrutta la generosità rossonera e, anzi, si espone ai contropiede fatali della squadra di casa.
La svolta della gara arriva, però, al minuto 62, quando l’arbitro concede un rigore al Milan per atterramento di Honda. La decisione arriva dopo consultazione con l’arbitro di porta, ma appare del tutto errata. Il giocatore giapponese, infatti, pare stoppare il pallone con parte del braccio sinistro, per poi crollare eccessivamente a contatto col pur ingenuo Domizzi. Proteste bianconere, ma l’arbitro Valeri resta imperturbabile e tira fuori anche il rosso per il difensore romano dell’Udinese. Alla stessa maniera, Jeremy Menez dal dischetto si produce in una trasformazione glaciale e porta in vantaggio i rossoneri. L’Udinese prova a reagire, ma in maniera sconclusionata. A pochi minuti dal vantaggio di Menez, altro colpo di scena. Essien riparte in contropiede, inseguito da Allan. Sbracciata del ghanese sul brasiliano troppo vigorosa per Valeri, che, con un secondo giallo troppo generoso, caccia il centrocampista del Milan e ristabilisce la parità numerica tra le due compagini. I due uomini in meno in campo danno maggiore spettacolarità alla partita, concedendo spazi alle squadre. Spazi con cui va a nozze uno come Menez che, in contropiede, si beve due avversari e scarica in rete il 2-0 del Milan. Settimo centro stagionale per l’attaccante rossonero. Il gol del francese, di fatto, chiude la partita. Il resto è semplice cronaca, col ritorno in campo di Pazzini tra i cori del pubblico (spesso escluso per scelta tecnica dal tecnico rossonero) e quello di Montolivo (reduce dal brutto infortunio).
Partita di sostanza per gli uomini di Inzaghi, sicuri nella prima frazione, concreti nella ripresa. Stramaccioni deve raccogliere la prima sconfitta contro il Milan di una sua squadra e meditare sull’inconsistenza dei suoi mostrata al Meazza. Da segnalare per il Milan, le buone prove di Bonera (spesso contestato) ed Armero (finora quasi ignorato) sulle fasce. Resta la macchia di una partita decisa anche dagli episodi arbitrali, che pongono l’accento, ancora una volta, sulla dubbia utilità degli arbitri di porta.
Valerio Lauri
Twitter: @Val_CohenLauri

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