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Alcune specie di camaleonti, ma non tutte, possono mutare il colore della pelle. Il fine primo del mutamento, non è la mimetizzazione, ma la manifestazione di determinate condizioni fisiche o fisiologiche, di stati emozionali come la paura. L’ Inter è un pò camaleontica, ma non per una similitudine nella mutazione della squadra, a seguito di stati emozionali, ma per il continuo e generazionale cambio di rotta, sull’ origine di nascita dei suoi giocatori. Negli anni 80 – 90, nasceva l’ Inter dei primi Tedeschi, come dimenticare Karl-Heinz Rummenigge (1984 -1987), precursore del successivo arrivo del fantastico trio, Lothar Herbert Matthäus, Jürgen Klinsmann e Andreas Brehme, (tutti tra la fine degli anni 80 e i primi anni 90). Per assistere, negli ultimi decenni del XX° secolo ai primi del XXI° secolo, ad una trasformazione filo sud-americana, con l’arrivo di giocatori di nascita brasiliana – argentina – cilena come: Ronaldo, Ivan Zamorano (1996 -2002), per continuare con l’arrivo di: julio Cesar, Maicon, Milito, Samuel, Lucio, Tiago Motta, Maxwell, Zanetti etc.
Fino ai giorni nostri, dove si compie l’ennesima mutazione, quest’ultima orientata maggiormente, su un filo europeo, per la precisione: europeo – balcanico.
Già tra le proprie fila, l’Inter annovera, la presenza di giocatori di nascita europea, di recente acquisto come: D’Ambrosio, Santon, Shaqiri e Podolsky, Kovacic, Handanovic e Brozovic, fino ad arrivare ai nomi, che si fanno per i prossimi acquisti come: Destro, Vidal, Jovetic e Dragovic, etc.
Comune denominatore, nel corso degli anni, dei vari cambi di rotta sull’origine di nascita dei giocatori dell’Inter, è quell’amalgama che i vari interpreti del gioco del calcio, di simili origini native, sono sempre riusciti a trovare con il proprio allenatore, staff ed ambiente, trasformando quel riuscire a far gruppo in vittorie.
Sinceramente, credo che ogni squadra di calcio per trionfi, storia e blasone, ha il suo determinato posto, dove stare, nella scala del calcio, e la società Inter deve far di tutto per tornarci. I cicli finiscono, ma con i giusti accorgimenti e competenze tecniche ricominciano. Spero che questa ennesima e storica mutazione, riporti l’Inter a lottare per le competizioni importanti, credendo sempre e più che mai, nel lavoro e nella programmazione dei suoi addetti ai lavori.…….. chi lo può sapere, forse a metà del XXI° secolo, dopo nuovi trionfi, potremmo vedere un cambio di rotta, con un nuova Inter “ cinese – indonesiana……..”
Mauro Savini

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