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Testa a testa Napoli-Juve: Sarri risponde ad Allegri. Ora la Juve ha davvero paura?

Era da un po’ che non vedevamo una situazione del genere in campionato, con una squadra che, per ora, mette più di una semplice pressione alla Juventus. Da 6 anni la squadra di Allegri non ha trovato un vero e proprio avversario sulla sua strada, ma sta di fatto che la vittoria in rimonta del Napoli, all’Olimpico contro la Lazio di Inzaghi ha, forse, dato la dimostrazione che gli azzurri hanno la giusta mentalità per ambire a quel tanto amato scudetto che manca dai tempi di re Diego sottraendolo, finalmente, alla vecchia signora. A proposito di Maradona.. Dries Mertens ha ancora una volta dimostrato di essere un fuoriclasse assoluto. La bellezza in un gol che, probabilmente, ha provocato nei tifosi napoletano il ricordo di quel Napoli-Lazio ’84-’85, quando El Pibe de Oro senza guardare la porta avversaria trafisse un portiere incredulo. Il paragone è, certamente, una bestemmia, ma rivivere certi momenti provoca nuove emozioni. Sarri e i suoi ragazzi ora fanno davvero paura. Specie se riescono a cambiare la gara in 45 minuti, contro una Lazio che tatticamente l’aveva preparata benissimo. Complici gli infortuni, nella rimonta del Napoli. Ma infondo il calcio è anche questo: un pizzico di fortuna, il resto lo fa la squadra. Ad accompagnare il belga, nella magica notte di Roma, ci sono poi stati Callejon, Jorginho e Koulibaly. Un Napoli a punteggio pieno è un Napoli più deciso che mai a non mollare il più importante degli obiettivi. Ma mi raccomando, che non lo si pronunci mai! A Napoli siamo sempre scaramantici. Molto meno spettacolare, ma pur sempre a punteggio pieno, la Juve ha vinto anche con la Fiorentina, grazie ad una rete di Manduzkic. E’ bello almeno poter vedere che, in testa al campionato, ci sono due squadre totalmente opposte, che arrivano alla vittoria in modi diversi. Si preannuncia, dunque, un duello da fuochi d’artificio. E chissà che Sarri, mai come quest’anno, possa davvero entrare nella storia del Napoli facendo rivivere ad un popolo azzurro quelle emozioni che da un bel po’ di tempo aspetta. Il Dall’Ara di Bologna, invece, ha fermato la striscia di vittorie positive dell’Inter che avrebbe potuto, potenzialmente, avere gli stessi punti delle attuali capoliste. Spalletti ha trovato l’ostacolo Verdi ed una squadra ben organizzata in campo. Un piccolo sospiro di sollievo per l’allenatore toscano, specie se si considera che il pareggio è arrivato dagli undici metri. C’è ancora tanto da lavorare, ma i nerazzurri sono sulla strada giusta. Su quella, almeno, che sembra portare alla destinazione Champions, obiettivo principale della società in quel di Milano.
Il poker della Roma targato Dzeko e il bis del Milan.

Pian piano, seppure a ritmi un po’ più lenti, la Roma di Di Francesco sta iniziando a macinare gioco. Trasferta troppo facile quella di Benevento, per i giallorossi, che hanno definitivamente spinto nell’oblio la squadra di Baroni. E’ bastato Dzeko, autore di una doppietta accompagnato dagli autogol di Lucioni e Venuti. Queste partite, sulla carta e sul campo facili, oltre a procurare i tre punti aiutano a crescere sul piano del gioco e della mentalità. Quella mentalità che l’ex allenatore del Sassuolo cercherà di trovare al più presto con la squadra della capitale. Il Milan di Montella va, invece, in scena in casa contro la SPAL reduce dalla sconfitta interna contro il Cagliari. La squadra di semplici aveva anche cominciato bene ricavando in due partite, due punti. Poi le tre sconfitte rispettivamente contro Inter, Cagliari e, appunto, Milan. I rossoneri sono stati certo bravi e fortunati nel segnare le due reti dagli undici metri. Prima Rodriguez e, poi, il soldato Kessié non hanno fallito e hanno permesso a Montella di portarsi appena un punto dietro gli odiati cugini. E’ certamente un campionato che, fin qui, ha rivelato nuovi equilibri grazie soprattutto agli investimenti dei rossoneri e all’organizzazione tattica, di sicuro differente, dei nerazzurri rispetto allo scorso anno. Occhio alla sorpresa Torino, sempre lì in agguato con 11 punti. Altra straordinaria partita della squadra di Mihjalovic che ha trovato, grazie a Belotti e Ljajic, tre punti in un campo insidioso come quello della Dacia Arena. Che il Napoli e la Juventus debbano guardarsi le spalle da Milan e Roma? La certezza è solo la matematica e, per ora, questa scienza premia Sarri ed Allegri, in un duello che si prevedeva già prima dell’inizio del campionato e che preannuncia, ad ogni giornata, nuovi e, magari, probabili colpi di scena.
Buio profondo per Benevento e Crotone. Il Verona e il sospiro di sollievo.

Riflettori ancora spenti sulle neo-promosse in serie A, soprattutto Benevento e Crotone. Trasferta da dimenticare quella della squadra di Nicola contro la migliore Atalanta. Una Dea che ha sta scoprendo i gol di Petagna, molto a secco nello scorso anno e le magie, tanto attese, dell’ex viola Ilicic. Se, poi, ad accompagnare la ricetta c’è il Papu Gomez, allora il risultato sarà sicuramente uno dei migliori. L’unica nota per i calabresi? Il primo gol in serie A del giovane Tumminello, scuola Roma e classe ’98. Per ora c’è da dire che la squadra di Gasperini sta gestendo molto bene i doppi impegni settimanali con l’Europa League, dove ha già trovato una vittoria per 3-0 ai danni dell’Everton. Per quanto riguarda i ragazzi di Nicola, la prossima gara è fondamentale per collezionare punti. La sfida è proprio contro il Benevento, reduce da 5 sconfitte consecutive, due delle quali, però, contro Roma e Napoli. La squadra di Baroni può ritrovare morale solo con una grande prestazione in Calabria e, certamente, la sfida si rivelerà alquanto importante ed equilibrata. Un sospiro di sollievo per Pecchia, invece. In un modo o nell’altro, e con un pizzico di fortuna e sacrificio, l’Hellas ha trovato un punto che serve a spronare a fare meglio. Un risultato, specie contro la Samp delle ultime partite, non è stato certamente una passeggiata. Inutile dire che ci si aspetta che le neo-promosse possano sempre giocarsi ogni gara per lottare fin da subito per la salvezza senza aspettare la fine del campionato, come spesso è capitato. Che sia un campionato più imprevedibile che mai, perché si sa.. quando accade ciò che non ti aspetti è tutto più emozionante. Il tutto alimenta di più l’importanza delle emozioni che il calcio ci provoca regalandoci giornate dopo giornate, match dopo match, batticuore, risultato al cardiopalma e tachicardia.

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