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“Ho vissuto un’epoca in cui i calciatori e i cronisti andavano a braccetto, si giocava a carte. Oggi sono mondi lontanissimi perché le squadre vivono in isolamento. Ma ho l’impressione che i rapporti siano difficili anche fra i giocatori. Al di là della tavolata negli orari canonici ognuno ha le sue cuffiette, il suo mondo. È difficilissimo per un tecnico creare un clima di complicità, solidarietà. Spesso il calcio di oggi è noioso, i calciatori sembrano omologati, nessuno tenta di uscire dagli schemi, è un calcio muscolare e tattico, il talento è difficilmente esprimibile. Il calcio che ho commentato io si muoveva su ritmi più conciliabili con l’estro, produceva quasi sempre spettacolo.”
Bruno Pizzul (In una recente intervista alla Gazzetta dello sport)
La sua voce ha accompagnato gli anni d’oro del calcio italiano. Indimenticabili i suoi “Partiti”, “Tutto molto bello!”, “Stupendo!”, “Sventola da fuori”. Un giornalista icona di un calcio lontano anni luce.

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