16 Maggio 2026
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Il Bosio parlante: Napoli troppo forte, ha Correa un piccolo rischio

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Napoli sempre più capolista e con un sogno nel cassetto: il Tricolore. Allo stadio Marassi di Genova, contro la Sampdoria di Vincenzo Montella, gli uomini di Sarri si confermano sempre più macchina da gol e da occasioni. Quattro reti, ma come al solito il tabellino poteva registrare almeno un paio di marcatori in più. La Sampdoria gioca una partita a viso aperto e con grande intensità agonistica, come vuole il suo allenatore. Nel primo tempo, il peggior attore protagonista è il centrocampista doriano Edgar Barreto. Prima, con uno scriteriato retropassaggio, consegna palla a Higuaìn che s’invola verso la porta e fa uno a zero. Poi, dopo pochi minuti, stende Albiol in piena area di rigore, con un intervento ingenuo e decisamente evitabile. A questo Napoli non si possono fare regali. Insigne ringrazia e mette dentro il pallone del raddoppio. I giochi sembrano finiti, ma il laterale colombiano Carbonero ruba palla a Koulibaly e mette un’interessante palla al centro. Velo di Cassano e Correa, il migliore in campo per i blucerchiati, insacca alle spalle dell’incolpevole Reina. Bella azione della Samp e la partita si riapre. Il pubblico del Marassi si scalda, crede nella rimonta. Va anche un po’ su di giri, in verità, infatti sembrerebbe che qualcuno abbia intonato dagli spalti i soliti cori contro i napoletani. Si attendono indignazioni in ordine sparso. Nella ripresa, Montella dalla panchina e il sempre eccentrico presidente Ferrero suonano la carica per Cassano e compagni. Mattia Cassani, però, trentaduenne terzino di grande esperienza, emula Barreto e commette un inutile fallo da ammonizione su Insigne. Ha già un cartellino giallo sulle spalle. L’arbitro Orsato non può fare altro che mandarlo a prendere un tè caldo. Sugli sviluppi dell’azione successiva, è Hamsik a infliggere il terzo dispiacere alla compagine avversaria. Con una serpentina in area di rigore, salta due avversari e di punta fulmina Viviano. È un gol bellissimo. È il ruggito del capitano che mette il suo sigillo a un’altra grande prestazione. Forse il miglior “Marekiaro” da quando indossa la maglia del Napoli. Pepe Reina, forse a causa della lunga inattività tra i pali, è distratto sul debole colpo di testa di Eder e permette alla Sampdoria di rifarsi sotto. L’ultima parola la mette Dries Mertens, che salta secco Carbonero e con un preciso laterale sinistro porta a quattro le reti della sua squadra. Higuaìn vuole l’ennesima doppietta, e ci prova in tutte le maniere. Sfida da solo l’intera retroguardia della Sampdoria. Spesso lo fermano con un fallo, ma il direttore di gara non fischia. Il “Pipita”, però, accoglie tutte le decisioni con un sorriso. Il “suo” Napoli è uno spettacolo per gli occhi. Anche quando non riesce a correre a duecento all’ora. Anche quando qualcuno si prende delle fisiologiche pause. L’organizzazione e gli automatismi del gruppo riescono sempre a mascherare gli errori dei singoli. Dal mercato di gennaio, intanto, arriva dall’Atalanta il centrocampista Alberto Grassi. Resta da capire come, non essendo un top player ma il classico calciatore “di prospettiva”, possa inserirsi in un contesto così armonico. È una mezz’ala di potenza e sostanza, quindi dovrebbe ricoprire il ruolo di vice Hamsik o vice Allan. Edy Reja, che lo ha allenato a Bergamo, assicura che si tratta di roba buona. Ah, la grande Inter dell’ortaggio Mancini pareggia in casa contro il Carpi. Lo squadrone.
bosio luca

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