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Dopo la sbornia europea e i quattro gol rifilati al Wolfsburg, la partita contro il Cagliari era importante per due aspetti. La Juventus ha battuto agevolmente la Lazio, la Roma ha pareggiato, a fatica, in casa contro l’Atalanta. Bisognava recuperare punti. In secondo luogo, andava verificata la tenuta mentale della squadra. Troppo spesso il Napoli ha accusato cali di tensione e distrazioni, pagate a cari punti. L’esame del “Sant’Elia”, invece, è stato brillantemente superato. Lo spauracchio di “Zemanlandia” non ha fatto paura a nessuno, tantomeno agli attaccanti del Napoli. Tre a zero e partita mai in discussione. Tutto troppo facile. Le due squadre sono partite con ritmi non elevatissimi. Forse si cominciano a accusare i primi caldi. Non è successo nulla fino al minuto ventiquattro. Poi una verticalizzazione precisa di Hamsik per Callejon ha sbloccato l’inerzia della gara. Lo spagnolo è tornato subito al gol dopo la gara interna contro la Fiorentina, ritrovando continuità. È salito a undici reti in campionato. Il Cagliari ha provato a reagire. M’Poku e Avelar si sono affacciati pericolosamente dalle parti del portiere azzurro, ma prima uno strepitoso recupero difensivo di Callejon, poi una parata di Andújar, hanno salvato il vantaggio. Gli uomini di Zeman sono stati anche sfortunati. Nel momento di maggiore pressione, hanno subito un’azione che sembrava destinata a spegnersi. Hamsik ha crossato per Insigne, che era ben marcato da Balzano. E che di certo non ha il colpo di testa come pezzo principale del suo repertorio. L’esterno destro cagliaritano, però, per anticipare lo scugnizzo di Frattamaggiore, ha deviato la palla nella sua porta. La partita è praticamente finita lì. Il secondo tempo è stato un esercizio di pura accademia per il Napoli. Quasi un allenamento in vista dei prossimi incontri. Ha messo il suo sigillo sul tabellino dei marcatori anche Manolo Gabbiadini, con la sua specialità: il sinistro a effetto da fuori area. È sembrato maggiormente in palla anche lo stesso Insigne, che però ha bisogno di giocare di più. Non ha ancora i novanta minuti nelle gambe. Il capitano ha regalato l’ennesimo assist di questa settimana. È evidente che qualcosa è cambiato. Non il modulo, che resta invariato, e nemmeno i calciatori. È cambiata quella che la buonanima di mister Rambone chiamerebbe “tattica”. Il Napoli ha abbassato il suo baricentro, e soprattutto ha rinunciato al suo estenuante, e spesso improduttivo, possesso palla. Anche contro un’avversaria destinata probabilmente a retrocedere, ha aspettato per poi ripartire negli spazi aperti. E le caratteristiche dei quattro uomini d’attacco sono perfette per questo tipo di gioco. Tre vittorie in una settimana non possono essere un caso.


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