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Servizio di Luca Bosio @riproduzione riservata
Il Napoli vince una partita difficile. L’Udinese di Colantuono non ci sta a recitare la parte della vittima designata, e prepara una partita diversa da quella che tutti si aspettano. I bianconeri alzano subito i
l baricentro e pressano i partenopei a tutto campo. Gli azzurri non riescono a sviluppare la solita manovra veloce e avvolgente. Il tecnico dei Friulani ordina marcature quasi a uomo. I portatori di palla, Jorginho su tutti, si trovano spesso circondati e non hanno molto tempo per alzare la testa e scaricare la palla. È una delle classiche partite che possono essere sbloccate solo dalla giocata del campione. La maglia azzurra ne ha uno, la generosa Udinese no. Nel primo tempo il Pipita” gira intorno alla preda, sfiora il gol ma non lo trova. Sono le prove generali. Dopo pochi minuti dall’inizio del secondo tempo, il centrocampo avversario perde un pallone importante. Jorginho non si fa pregare e verticalizza per Higuaìn, che si porta a spasso due difensori e poi buca il portiere avversario con un sinistro a fil di palo. Un gol da centravanti puro, un gol da campione. È il numero duecento da professionista per l’attaccante argentino. Il Napoli la sblocca, e dagli spalti sono in molti a presagire l’inizio di una goleada. Invece il risultato rimane inchiodato sull’uno a zero. Higuaìn si procura altre occasioni e le crea per i compagni, ma nessuno trova la via della rete. Maurizio Sarri fa partire la solita staffetta: Mertens per Insigne, oggi abbastanza in ombra. E continua il momento di forma non brillantissimo anche per Callejòn. Lo spagnolo è indispensabile dal punto di vista tattico, ma non punge e in fase offensiva non crea scompiglio dalle sue parti. In panchina si scalda, come sempre, anche l’altro grande scontento, oltre a Dries Mertens.Stiamo parlando di Manolo Gabbiadini. Maurizio Sarri, ogni tanto, potrebbe pure schierarlo al posto di Callejòn, largo a destra, come il mancino bergamasco era abituato a Genova, sponda Samp. Ma il mister toscano proprio non lo vede in quella posizione. Infatti sostituisce l’uomo partita, inutile ripeterlo, e concede a Gabbiadini gli ultimi dieci minuti. Da segnalare anche l’ingresso di El Kaddouri, che si sta guadagnando la fiducia di tutto l’ambiente con ottime prestazioni in Europa League. E oggi si è ritagliato il suo spazio, anche se sbaglia un paio di appoggi che possono mandare i compagni in piena area. L’Udinese, in tutta la partita, ha una sola palla gol, su calcio d’angolo, neutralizzata da un attento Reina. Un paio di pericoli, sempre da calcio piazzato, e basta. Ancora una volta, il Napoli non subisce gol. Merito del nuovo assetto tattico, certo, ma anche della ritrovata fiducia di Raul Albiol e della crescita esponenziale di Koulibaly. Il senegalese deve mettere meno foga in alcuni interventi, ma per il resto è un autentico muro. Sempre positivi e propositivi, in mezzo al campo, Allan e Hamsik. La corsa verso la vetta continua. La sosta per l’impegno della Nazionale capita a fagiolo, perché un po’ di riposo non guasta mai.

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