16 Maggio 2026
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I top tre di Baiano-Portici

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Servizio di Maurizio Longhi – Vice Direttore FBW @riproduzione riservata


Dopo la vittoria nella trasferta di Baiano, vogliamo premiare i tre che, a nostro modesto modo di vedere, sono stati i migliori. Ieri tutti hanno giocato al di sopra della sufficienza ma, anche se è difficile, ne vogliamo scegliere tre, quelli che ci hanno messo un qualcosa in più. Poi ogni visione è soggettiva, soprattutto su queste scelte si può aprire un dibattito, perché magari uno avrebbe premiato un altro e così via, il bello è anche questo, il confronto si arricchisce quando c’è una sana divergenza di vedute. Dopo una manita, sarebbero più di tre i giocatori che meriterebbero una menzione particolare ma vogliamo inoltrarci nell’impervio, perché non è sempre detto che la copertina debba essere una esclusiva di chi va in gol, non è giusto che chi porta la carretta debba restare sempre nell’ombra. Il calcio è un gioco di squadra, anche se avere individualità importanti non guasta, ma le stelle brillano perché hanno intorno quelle schegge che ne propiziano il fulgore e l’intensità. Questi sono i primi tre nomi cui assegniamo un credito di buon profitto.

Tommaso Manzo: Lo chiamano il Giaccherini del Portici, eppure quando indossava la maglia bianconera della Battipagliese, c’era chi lo associava a Di Natale sia per l’estro che per alcune affinità fisiche. Tutti i calci piazzati sono affidati a lui, dal suo piede nasce il gol di Incoronato per il vantaggio azzurro. Poi è da top player l’aggancio con cui addomestica il pallone di Panico in occasione del raddoppio. Non perdona neanche dal dischetto. È una spina nel fianco su quella corsia di sinistra, impossibile prevederne la giocata, riesce sia a saltare l’uomo creando superiorità numerica e sia ad imbeccare i compagni di reparto presenti nell’area di rigore avversaria. Passano gli anni ma non la sua classe, vuole fare la differenza ed è sulla buona strada.

Giulio Panico: Si sapeva che fosse un giocatore versatile visto che, dalla cintola in su, può essere impiegato ovunque. La collocazione disegnatagli da mister Borrelli da interno di centrocampo, si confà alle sue caratteristiche visto che riesce ad esprimere le sue qualità. Apre il gioco grazie al suo piede vellutato e non disdegna ripiegamenti nella fase di non possesso. Alla qualità, quindi, abbina anche tanta quantità. Deliziosa la sua apertura per il gol dello 0-2 a firma di Manzo e anche la rete di Murolo parte da una sua pennellata in area. Anche lui sembra sprecato per l’Eccellenza.

Sasà Fiorillo: Anno nuovo, rendimento vecchio. Lo scorso anno non ha sbagliato neanche una partita, anche nei tre mesi di crisi, era sempre uno dei meno peggio. Ha come compagno di reparto uno di carisma ed esperienza come Follera, al suo primo anno di Eccellenza, ma Sasà non è che debba essere guidato più di tanto. Riconfermarlo è stato importantissimo perché ha tutte le caratteristiche del perfetto difensore: tempi giusti negli anticipi, abilità nel gioco aereo, applicazione nella marcatura e senso della posizione.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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