16 Maggio 2026
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Giuseppe Calvano (Radio Stonata): “Lazio e Napoli hanno le stesse possibilità di finire terzi. Molte affinità tra le due squadre: grandi attacchi ma carenze in difesa. Mauri è un giocatore fondamentale, attenzione all’iniziale arrembaggio biancoceleste”

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Intervista di Maurizio Longhi

Il suo obiettivo dichiarato è quello di centrare il terzo posto e di ritornare in Champions, ma la Lazio vista nelle ultime settimane potrebbe addirittura ambire a qualcosa di più. Se non fosse stato per i punti persi all’inizio, la squadra di Pioli poteva aspirare a una stagione memorabile. I valori ci sono, l’esplosione di alcuni giocatori ha alzato notevolmente credibilità e levatura di questa squadra, pensiamo a Felipe Anderson, passato da sconosciuto a stella ma che, domenica, non sarà della partita a causa di un infortunio che lo terrà fuori tre settimane. Sicuramente una tegola per Pioli, soprattutto in vista di una partita cruciale come quella contro i partenopei i quali, smaltita la sbornia di Doha, devono riscattare la sconfitta subita in casa proprio contro la Juventus e spegnere il fuoco di polemiche. La Lazio ha dimostrato di essere in un grande periodo di forma anche nel match di coppa Italia contro il Torino, vincendo nonostante le numerose assenze.

Per saperne di più sul ritrovato smalto dei capitolini, contattiamo Giuseppe Calvano, conduttore di StonataSportNews, trasmissione radiofonica in onda sulle frequenze di Radio Stonata. Prima di tutto gli chiediamo quante possibilità dà alla Lazio di terminare il campionato al terzo posto: “Ritengo che Lazio e Napoli abbiano le stesse possibilità, non ne vedo una favorita. Anche perché, paradossalmente, hanno anche le medesime peculiarità: attacco esplosivo e carenze in difesa. Temo solo l’inserimento dell’Inter che si è rinforzata parecchio conducendo un mercato buono e dispendioso, è aumentata l’autostima della squadra nerazzurra e, continuando questa scia di successi, potrebbero aumentare le sue quotazioni per una lotta al podio della classifica”. La Lazio è reduce dal sentitissimo derby contro la Roma. Dopo il primo tempo, regnava un entusiasmo incontrollabile per il doppio vantaggio sulla sbalestrata squadra di Garcia, poi è salito in cattedra Totti che ha imposto il pari al match. Ci interessa sapere come mai, e non è stata la prima volta, sia sfuggita una vittoria che sembrava in pugno: “Molti dicono che sia un sindrome dell’allenatore, ma ci sono degli episodi che incidono sul risultato finale, come ha inciso tantissimo il gol subito ad inizio ripresa. Se la Lazio avesse tenuto botta all’inizio, probabilmente, staremmo commentando un esito diverso. Il fatto che, ancora una volta, la vittoria sia sfumata dopo un doppio vantaggio può essere una casualità o un calo, anche perché nei primi 45′ i ritmi della Lazio sono forsennati. Però, ci può essere un’ulteriore lettura perché, nel derby, più che un calo fisico, si sono evidenziati degli errori dei singoli che hanno causato il ritorno della Roma, o meglio di Totti, perché la Lazio ha giocato, più che contro la Roma, contro il suo capitano”.

Lazio e Napoli hanno tante affinità: c’è grande imprevedibilità in attacco, con uomini in grado di rompere gli equilibri con una giocata, mentre la fase difensiva non è mai impeccabile. Ne approfittiamo per andare più a fondo per ciò che concerne i biancocelesti: “La Lazio è una squadra esplosiva dalla cintola in su, Pioli l’ha modellata secondo le caratteristiche dei giocatori. Il suo è un 4-3-3 mascherato, perché diventa un 4-2-3-1 da adottare per sfruttare un giocatore come Mauri che, tra le linee, è uno dei più forti del nostro campionato. Addirittura, contro la Roma, nel primo ci si è schierati con un 4-2-2, è una osservazione che ci tengo a precisare, in attacco Mauri era un falso nueve, supportato da Djordjevic, con Felipe Anderson e Candreva larghi sugli esterni. Il problema è la difesa, o meglio il centrale difensivo, con Gentiletti che, nelle prime due partite, stava dimostrando di poter ben figurare ma il suo infortunio ha creato dei disagi”. Eppure, a livello di uomini, la Lazio sembra ben attrezzata anche nel pacchetto arretrato: “In effetti, Basta sta dimostrando di essere un buon acquisto, il suo rendimento è più che positivo, il mese di stop gli aveva un po’ fatto perdere la condizione ma è un giocatore che sta dando il suo contributo. Si parla poco di De Vrij ma è uno dei più presenti, c’è sempre per sbrogliare le situazioni più delicate e si sta rivelando una pedina indispensabile per la retroguardia biancoceleste. Anche Radu mi sta impressionando per la sua diligenza, il problema è sempre relativo al giocatore da affiancare a De Vrij”.

Capitolo Felipe Anderson. Quanto potrà pesare la sua assenza in una gara importante come quella del lunch match di domenica? “Dispiace perché stava entusiasmando mostrando tutto il suo talento, e poi stava vivendo un periodo particolare per le notizie del padre sospettato di omicidio. Mancando lui, potrebbe essere impiegato Keita, un giovanissimo in rampa di lancio che, giocando con maggiore continuità, potrebbe veramente sfondare”.Un po’ come il Napoli, anche la compagine di Pioli ha accusato dei problemi nelle battute iniziali per poi riaversi e scalare posizioni. Ripercorrendo brevemente le partite che ci hanno condotto quasi al giro di boa, chiediamo alla voce radiofonica le partite più e meno convincenti della Lazio: “Non si può non tenere conto dello splendido primo tempo nel derby, dove la squadra è stata concreta e spumeggiante allo stesso tempo. Anche contro l’Inter, la prima frazione ha visto una Lazio sontuosa e padrona del campo prima di calare nella ripresa. Però, vado controcorrente e dico che la prestazione più convincente è stata quella di Genova contro i rossoblu, nonostante la sconfitta, anche lì c’è stato un primo tempo tutto di marca biancoceleste, peccato per il ko che, inoltre, ha anche tardato la crescita generale. La gara meno bella è stata quella con l’Udinese, non tanto per la qualità della prestazione, perché è stata immeritata la sconfitta, ma per il fatto che non ci si poteva permettere di steccare ancora rendendo l’inizio tutto in salita”.

Entriamo un po’ nel clima dell’Olimpico di domenica a ora di pranzo: i partenopei devono temere tante insidie della trasferta in terra capitolina ma da cosa, specificamente, devono essere messi in guardia? “Dalla Lazio delle ultime settimane, e mi riferisco anche a quella vista prima della sosta natalizia, poi bisogna stare attenti alla sfuriata iniziale della squadra. Nelle ultime gare, questo è stato il leit motiv, una partenza a razzo capace di rintronare l’avversario. Sono sicuro che sarà fatto anche contro il Napoli, finora è stato dimostrato che si è capaci di sciorinare una prima mezz’ora di grande calcio indipendentemente dall’avversario. Anche contro la Juventus, nel primo quarto d’ora, si è vista una Lazio brillante e propositiva, poi i bianconeri si sono imposti con merito dall’alto della loro maggior forza. Però, qualora gli azzurri riuscissero ad arginare l’intensità iniziale di Mauri e compagni, avrebbero buone possibilità di fare risultato”. Domenica scorsa, la Lazio aveva la possibilità di dare una batosta morale alla Roma circa la lotta scudetto candidandosi anch’essa come potenziale pretendente, ma il sempiterno Totti l’ha fatta da padrone nel secondo tempo. I cugini giallorossi possono ancora sperare di tendere lo sgambetto agli uomini di Allegri, ci incuriosisce sapere il parere di Calvano su questa tenzone al vertice: “Credo proprio che prevarrà ancora una volta la Juventus, e la Roma deve rammaricarsi perché poteva essere l’anno giusto. I bianconeri, rispetto a quelli degli ultimi anni, sono più battibili ma Garcia, a mio modo di vedere, sta commettendo troppi errori che stanno impedendo ai giallorossi di insidiare maggiormente la Vecchia Signora che, alla fine, la spunterà ancora aggiudicandosi il quarto scudetto consecutivo”.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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