16 Maggio 2026
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Così si rischia la B

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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata

Riuscirà il Napoli a salvarsi? Inutile perdersi in circonvoluzioni verbali, la squadra deve pensare a mantenere la categoria e, stante la situazione, non è affatto scontato. Si pensava che Gattuso avrebbe provocato uno scossone positivo nello spogliatoio, invece, è arrivata solo una vittoria (rocambolesca) e quattro sconfitte in cinque partite. Un avvio choc da parte del tecnico calabrese. Se contro la Lazio qualche progresso si era visto sul piano del gioco nonostante la sconfitta (tanto una più una meno), contro la Fiorentina non c’è alcunché da salvare, bensì solo da essere offesi e indignati. Sì, perché una prestazione del genere in casa contro una avversaria alla propria portata, è stata offensiva nei confronti di una intera città. Dovrebbero vergognarsi e provare un senso di umiliazione i giocatori che, in una partita importantissima, sono scesi in campo senza voglia e senza concentrazione, quando avrebbero dovuto mangiarsi l’erba. Il risultato di una sfida è determinato da diversi fattori, ma è intollerabile scendere in campo con la voglia di perdere, si sta giocando al massacro? Che lo si dica, che si faccia chiarezza, almeno per rispetto verso quei tifosi che soffrono per questa situazione, che non dormono la notte, che si chiedono continuamente come sia possibile passare da un secondo posto (seppur anonimo) al concreto rischio di sprofondare tra i cadetti. Anche chi fino ad un mese fa non prendeva neanche in considerazione l’ipotesi della B, si sta convincendo che il rischio è reale e, ogni settimana che passa, il baratro si avvicina sempre di più. Un fallimento totale, sotto tutti i punti di vista, un disastro di quelli per i quali ti chiedi se sia tutto vero o se sia solo un incubo dal quale prima o poi ci si sveglierà.

Tutto questo è la dimostrazione che quando qualcosa si inceppa, poi si crea un effetto a catena e si sbanda al punto tale da smarrirsi e non ritrovarsi più. Un po’ come nella vita, quando qualcosa si inceppa, se non si interviene subito, allora si imbocca una brutta strada che può portare al disorientamento esistenziale e alla devianza. Questo Napoli è un malato, è stata la prima cosa che ha detto Gattuso quando ha rilevato la squadra, ma non c’è cosa peggiore di un malato che non voglia guarire e che rifiuti le cure seguitando ad agonizzare. Dopo l’indegna prestazione con la Fiorentina, mister Gattuso ha detto che non si ha neanche un’anima, ma come ci si può non preoccupare? E cosa pensa di fare Gattuso per uscire da questo tunnel quando si ha la sensazione che stesso lui non sia così convinto di poter rivedere la luce? Processare l’allenatore, sebbene siano già emersi molti suoi limiti, sarebbe inutile, anche perché gli si imputano errori già commessi dal suo predecessore. Come la scelta di impiegare Luperto terzino sinistro, l’aveva fatto già chi l’aveva preceduto sulla panchina del Napoli, come mai non se ne parla come se solo Gattuso si fosse macchiato di questa dissennatezza? Poi, è molto probabile che anche Gattuso pensi che Di Lorenzo non possa fare il centrale difensivo, ma quale sarebbe l’alternativa?

Con Koulibaly e Maksimovic ai box, non ci sono altre soluzioni, a parte Luperto che, però, non offre garanzie indipendentemente da dove venga schierato. Gattuso è un tecnico con degli evidenti limiti e con poca esperienza, purtroppo si è fatto carico di una situazione senza via d’uscita, che dall’esterno probabilmente immaginava meno grave, il problema è chi l’ha preceduto che, dall’alto di un curriculum degno di venerazione, avrebbe dovuto trovare delle soluzioni anziché procurare solo danni. Ora non è il momento di trovare un capro espiatorio, c’è una categoria da mantenere, la serie B può essere ancora evitata iniziando a remare tutti verso la stessa direzione. È una stagione balorda, pensare al sesto e settimo posto per un piazzamento in Europa League, è quanto di più sbagliato si possa fare, c’è bisogno di conquistare i punti necessari per blindare la permanenza nel massimo campionato. Sembra difficile immaginare come questo Napoli malato e in agonia possa vincere anche solo una partita. Deprime ulteriormente pensare che contro la Fiorentina non si è nemmeno toccato il fondo dal momento che questo precipizio sembra non averlo proprio il fondo. Intanto si sprofonda sempre più giù e ai giocatori questo non interessa, come se non fosse un loro problema, se avessero almeno un briciolo di dignità e di rispetto verso la maglia che indossano scenderebbero in campo dando l’anima. Ma Gattuso, sulla cui onestà intellettuale non si può eccepire, è stato fin troppo chiaro: questa squadra un’anima non ce l’ha.  

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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