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Servizio di Mariano Messinese @riproduzione riservata
Un black-out. O forse un turn-over azzardato. Chissà, ma intanto la Fiorentina viene battuta a domicilio dal Lech Poznan (peraltro anche in formazione rimaneggiata) per 1-2. Non è stata la solita Fiorentina. E mai come stavolta le assenze di Kalinic e Borja Valero si sono fatte sentire. Quando lo spagnolo non c’è, la squadra non gira. E si vede. Manovra lenta e compassata. Impossibile stanare così un Poznan attento e guardingo, al limite del catenaccio con 9 uomini costantemente dietro la linea della palla. I polacchi, ultimi in classifica nel loro campionato, tengono bene nel primo tempo e nella ripresa passano anche in vantaggio al 65′ con Kownacki su azione di ripartenza. Paulo Sousa corre ai ripari: fuori Pasqual e un irritante Mario Suarez, dentro Bernardeschi e Ilicic. Fiorentina a trazione anteriore e subito pericolosa con Bernardeschi che fallisce il tap-in dopo la respinta di Buric su tiro di Vecino. I viola attaccano a pieno organico, ma si scoprono troppo e il Lech ne approfitta raddoppiando all’81’ con Gajos. Sembra finita e invece Pepito Rossi la riapre proprio al 90′ su assist di Mati Fernandez. Un minuto dopo saltano i nervi a Rebic che viene espulso per un’entrataccia. Ma al ’93 Babacar strozza in gola l’urlo del Franchi mandando alto di testa dopo l’uscita a vuota di Buric. In classifica la Fiorentina è incredibilmente ultima, anche perchè a sorpresa il Belenenses ha espugnato il St. Jakob Park di Basilea. Giochi ancora aperti comunque. La Fiorentina è a -1 dal secondo posto. Ed è chiaramente superiore a Lech Poznan e Belenenses. Ma i cali di tensione dei viola rischiano di complicare il cammino europeo.
Mariano Messinese
Twitter:@MarianoWeltgeis

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